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Tweet senza Twitter

TwitterTweeting without Twitter. I like the sound of that.

Il famoso Doc Searls, che ho conosciuto alla conferenza Les Blogs: Blogs and Social Software di Parigi, dice che bisogna lasciare Twitter perché è diventato un’azienda e questo causa problemi.

Per esempio, lui raggiunge sempre il limite di ore di

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Afghanistan: buone notizie da Kandahar, ma la vittoria ha le ali tarpate

AfghanistanQuesti giorni leggo poco i quotidiani, lavoro molto e la sera sono stanca morta, anche perché la sorellina grande mi dà molto da fare. La notte, lupa com’è, sta sveglia e va su e giù per casa. Ogni tanto però scivola e, dopo vari tentativi di rialzarsi, si arrabbia e mi reclama a gran voce.

Seguo sempre, però, la situazione sul Pakistan e l’Afghanistan. Ho appena letto sullo Washington Post che nell’area di Kandahar, in Afghanistan, 12.000 soldati americani hanno conquistato importanti posizioni tenute dai talebani (non certo con serene discussioni).

Gli obbiettivi della Coalizione sono alti: tenere le posizioni in città e nella provincia di Helmand e rendere sicura l’autostrada che collega le due aree. L’ultimo obbiettivo è forse il più importante, senza il quale neanche tutti gli eserciti del mondo non possono avere una vittoria duratura: dare finalmente inizio ai progetti contro la corruzione e per lo sviluppo, per tirare dalla propria parte una popolazione diffidente e stremata da quelli che, di fatto, sono 9 anni di guerra, affrontata quando erano ancora aperte le ferite della guerra civile contro i sovietici.

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L'Afghanistan al tempo di Adamo e Eva

bambian afghanaIeri ho incontrato dopo anni una mia amica di Roma. Fa la maestra in una scuola elementare dell’hinterland milanese, è dirigente (una volta si chiamava direttore) e molto impegnata in tutte le attività legate al mondo della scuola: mostre, inviti, gite educative e così via.

Mi ha detto che giorni fa hanno ricevuto una circolare ministeriale in cui si diceva che in questo anno scolastico, a differenza degli altri anni, non avrebbero potuto accantonare i soldi che risparmiavano sulle attività del doposcuola per destinarli alle attività dell’anno prossimo, ma li avrebbero dovuti “restituire al Ministero della Difesa“.

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Molto più avanti degli USA

Una ricerca Nielsen (questa Nielsen) appena pubblicata dice che gli americani trascorrono un quarto del tempo che passano su Internet usando Facebook, Twitter o Youtube, per un totale di circa 6 ore al mese, e che le ore sono in aumento.

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Gli ambasciatori poveri

bandiera italianaOggi, come si sa, c’è stato lo sciopero dei diplomatici. Protestano, e giustamente, per i tagli al Ministero degli Affari Esteri.

La cosa che non mi quadra però sono i discorsi che ho sentito oggi alla radio. Parlavano un ministro plenipotenziario e un ambasciatore (ambedue con la voce giustamente camuffata) e si lamentavano degli stipendi da fame a fronte della grande mole di lavoro.

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Razzismo sul Time: i Guindians, metà Guido e metà indiani

no Indians allowedSe guardi le foto di Facebook degli studenti del mio vecchio liceo [...] vedresti che mentre la popolazione sembra come minimo mezza indiana, molti di loro somigliano molto ai Guido italiani con i quali sono cresciuto negli anni Ottanta: catene d’oro, gel sui capelli, camicie sbottonate. Infatti sono chiamati Guindians. La loro integrazione è così meravigliosamente americana che se la Statua della Libertà potesse versare lacrime lo farebbe. Per la quantità di profumo che mettono. (Time)

Da “My private India”, un incredibile pezzo fortemente razzista di Joel Stein pubblicato sul Time. Parla di una delle tante città del New Jersey piene di immigrati indiani. Lo stato, come si sa, è anche il luogo d’elezione della prima immigrazione di italiani, che ora sono tutti alla seconda o terza generazione e sono più americani degli americani scesi dal Mayflower.

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Torino, una metro per cinque metri

La prima fermata della Metro dalla stazione Porta Nuova di Torino è al famoso bar Platti. Encomiabile, visto che è uno dei migliori bar d’Italia, paragonabile al Rosati di Roma (almeno fino a 15 anni fa), ma un po’ inutile, visto che a occhio e croce saranno 500 metri a piedi.

Vittorio Pasteris
ci dice che il servizio Metro in città è ancora più inutile di quello che si pensi, visto che non al momento non funziona:

La Metro di Torino si sta portando avanti nei lavori per raggiungere il Lingotto a partire dall’inizio del 2010. Per fare questo dal giorno 11 giugno al giorno 11 luglio 2010 sono state programmate delle limitazioni del servizio per gli oramai molti utilizzatori della Metro. Sul sito GTT esiste un riassunto delle diverse modalità dei servizi ridotti.

La situazione della prima settimana, anche per il continuo maltempo, è stata a dir poco apocalittica.

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Steve Jobs, l'innovazione e i suicidi della Foxconn in Cina

Steve JobsSteve Jobs, fondatore e presidente della Apple Computer, ha spezzato oggi una lancia in favore della Foxconn, l’impresa nella cui fabbrica di Foshan, nel sud della Cina, dieci lavoratori si sono suicidati nei mesi scorsi mettendo in luce le dure condizioni di lavoro nella regione chiamata “la fabbrica del mondo”. (PartecineseParteNopeo)

La Foxconn è l’azienda che assembla iPhone, iPod e iPad per Apple dove nei mesi scorsi ben 16 persone hanno cercato di suicidarsi e 12 ci sono riuscite.

Oggi il bravo Steve rettifica e dichiara che stanno cercando di capire cosa succede nell’azienda, che la Apple è attenta ai problemi dei lavoratori e che la situazione li preoccupa.

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Emilio Fede illustra Saviano ad Arianna Ciccone

Emilio Fede e Silvio BerlusconiEsilarante dialogo fra la giornalista Arianna Ciccone dell’ijf ed Emilio Fede a Radio Radio su Saviano. Di come si vede che Fede soffre di leccapiedismo acuto verso il suo padrone – perché lo reputo più intelligente delle risposte che ha dato, e lo spero un filino più educato.

Qui trascrivo un piccolo florilegio, il resto lo potete leggere chez Vittorio. Ah, scusate le parolacce, io le ho solo trascritte!

Saviano? Quello del Burkina Faso?

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L'india cestino dei rifiuti tossici globali

spazzaturaNel mondo globalizzato anche la spazzatura è globalizzata. Una strana storia di rifiuti tossici e spazzatura che viene spedita in India meridionale, nel porto di Tuticorin, da tutte le parti del mondo, da Barcellona alla Malasia, dalle cittadine alla periferia di Londra alla Francia e la Grecia.

Nei forum gli indiani sono un po’ arrabbiati con i paesi occidentali, le invettive contro la corruzione dell’Europa si levano alte, dicono che la colpa sia della mancanza dei sistemi di controllo dei container nei porti indiani ma, soprattutto, nostra.

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