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Diamo un tetto alla famiglia Berlusconi

Villa San MartinoTempi rapidissimi anche per la ristrutturazione, si fa per dire, della villetta di Berlusconi ad Arcore (in foto), che un tempo era dei conti Casati-Stampa.

Per dare lo zuccherino, alcuni edifici nel parco sono stati riqualificati e, dopo che era stata già fatta la richiesta di modifiche secondo delle speciifiche precise, è stata cambiata facendo una piccola aggiunta:

E in più sarà realizzato un edificio a pianta quadrata con cortile interno che, per un totale di circa 3 mila metri quadrati, dovrebbe ospitare le nuove residenze per Barbara, Eleonora e Luigi, ovvero i tre figli che il premier ha avuto da Veronica Lario.

Mi viene da pensare, non so perché, che il cambiamernto del piano e la rapidità da blitz con cui è stato approvato non siano estranei al fatto che quando era stato presentato la giunta comunale era di centro-sinistra, mentre adesso è del partito del Cavaliere.

Ma poi penso, e l’ho già detto, che uno che lavora tanto tutto l’anno ha il diritto di godersi le ferie in santa pace, con tutte le carte a posto. O no?

Youth Withouth Youth - Un'altra giovinezza di F. Ford Coppola

Giuseppe TucciStasera al cinema Umanitaria in via San Barnaba a Milano proietteranno il film Youth withotuh Youth, tradotto come Un’altra giovinezza.

Io l’ho visto l’anno scorso in Via Palestrina, un piccolo cinema all’antica con una saletta tenuta da due anziani coniugi cinefili che conoscevano a memoria tutte le storie dietro ai film e agli interpreti.

Questo film mi ha dato una fortissima emozione. Per me ha un significato e un gusto particolare. Infatti è una rielaborazione del romanzo rumeno di Mircea Eliade Un’altra giovinezza.

Il protagonista principale è Dominique Matei (la traduzione in inglese e l’introduzione del romanzo è stata scritta da Matei Calinescu). La cosa incredibile è che la ragazza di Dominique un certo punto (dopo aver subito uno shock!) parla in sanscrito. Chi è stato chiamato per capirla? Giuseppe Tucci, amico (nella realtà) di Eliade.

Nel film Tucci è stato definito come la maggiore autorità europea di sanscrito e di filosofia buddhista, che è vero.

E’ stato anche presentato anche come il presidente dell’IsMEO, che per decreto ora rischia la chiusura (grazie Berlusconi!), che invece al tempo del film, metà-fine anni Trenta, non fu. Infatti era presidente il fondatore dell’istituto, Giovanni Gentile, fino alla sua uccisione, nell’aprile del 1944, da parte di un gruppo partigiano.

Mi ha davvero emozionato vedere nel film il mio maestro straordinariamente simile a quello in carne e ossa, stesso stile ed eleganza, solo più alto, e stessa enorme cultura.

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Oriente, ti amo! (segnalazione di servizio)

Enrica GarzilliOriente, ti amo! Su Grazia ho raccontato perché amo l’Oriente (che è un luogo e un concetto un po’ vasto, ma per capirci) e perché, per me, è come l’amore.

Per tutti gli amici e i lettori sconosciuti che mi hanno chiesto:

Ma dove è il tuo post? Non lo abbiamo trovato!

In effetti è stato immediatamente subissato da altri ma in un blog collettivo succede così. Tutto bene, tutto regolare. Tanto potrete leggermi ancora.

Però ringrazio tutti quelli che me lo hanno chiesto, siete stupendi. Mi piace che ci siate e che partecipiate, mi sembra di conoscervi uno a uno e di essere un po’ già quasi amici. Grazie!

Volevo anche dire, per qualcuno che mi ha rimproverato di non dedicarmi più alle cose serie: a parte che vanno avanti a spron battuto, in realtà parlare a tu per tu con la gente è una cosa serissima e, in più, io imparo molto e mi diverto. Per me tutto questo è molto challenging e ringrazio di cuore chi mi ha invitato.

Dico la verità, non ci ho dormito per un paio di notti. Stare insieme a tante belle persone, tanti professionisti/e dello scrivere per la gente e tante donne così attive, così nel mondo, così con i piedi per terra, che ne sanno tanto delle cose pratiche, mi ha fatto temere di essere del tutto inadeguata. I miei libri e i miei articoli dotti li ho fatti in anni di lavoro solitario.

Ma a scrivere per Grazia ci ho messo, se non lo stesso tempo e lo stesso expertise, la stessa cura, lo stesso entusiasmo, lo stesso amore, la stessa professionalità. Faccio, come sempre, del mio meglio, poco che sia.

Olte tutto, qualche volta nella turris eburnea ci si sente un po’ soli…

A Milano, la mia piscina lo Skorpion: per 4 in più! - 3

piscinaCome tutte le domeniche sono andata allo Scorpion, e come tutte le domeniche ho un raccontino.

Dopo la piscina, mentre stanca morta mi trascinavo fuori (in 20 minuti 10 vasche, ma la prossima volta devo arrivare a 12), sono stata agguantata da una ragazza spagnola alta, biondina, sottilissima che se la mettevi di traverso era trasparente.

Mi dice che da tanto mi aspettava perché di solito quella è una cosa che le donne in palestra fanno subito. Sinceramente mi è passata nel cervello una nube scura: cos’è che le donne in palestra fanno subito?

Mi ha fatto entrare in una stanzetta con una bilancia e un grande specchio diviso a quadretti, mi ha fatto spogliare e mi ha misurato! Avete presente le misurazioni antropometriche di Lombroso? Ecco, più o meno quelle. Peso altezza (e fin qui niente di strano). Poi con una grande pinza mi ha pinzato il grasso delle cosce, sui quadricipiti per intenderci, a lato delle scapole e sulle braccia in alto.

Responso inesorabile: ho 4 chili in più! Secondo l’esile gentildonna ho quattro chili di massa grassa che devo per metà perdere e per l’altra metà sostituire con la massa magra: per intenderci, muscoli.

Quando ho obbiettato che il rapporto peso-altezza è perfetto tendente al magro, mi ha detto che se voglio sentirmi a posto devo comunque perdere 4 chili.

Ma come, io mi sento già a posto! Devo mettere su qualche muscolo, giusto, ma 4 chili sono una taglia!

No, lei non si sente a posto. Dia retta a me, con 4 chili in meno si risolvono tutti i problemi.

Lei mi dice che se perdo 4 chili non ho più problemi? Interessante…

Vede qui e qui e qui? (e intanto mi dà i pizzicotti) A Milano questo non si deve avere!

Esco con un senso di fastidio, mi vedo goffa e grassa ma ora so che i miei problemi si risolveranno con 4 chili in meno e che Milano vuole le donne sottilissime. Buono a sapersi che i problemi in questa città si risolvono in modo così semplice. Quasi 12 anni qui e non ci avevo capito niente!

A Milano, la mia piscina lo Skorpion: non sono tutti blogger - 2

piscinaQuesto è il raccontino della domenica, che ho anticipato perché non so se andrò in piscina.

Oggi sono uscita e ho notato in centro un via vai niente male. Io di solito intorno alle 13 sto nella Sormani a lavorare, a consultare, a scartabellare, scrivere, verificare, o a casa a lavorare, a consultare, a scartabellare, scrivere, verificare: un’attività molto variata, insomma. Per me è inusuale uscire a quell’ora.

In più oggi c’era il sole e tanta gente fuori, così me la sono presa comoda e sono tornata lemme lemme a casa, anche perché sollevavo a fatica le gambe da quanto le avevo sforzate: ho aumentato di due vasche e ne faccio due alla volta senza interruzioni.

Ho notato che intorno, anzi, sin dall’atrio della piscina, era tutto un fiorire di modelli alti, ben fatti, per niente effemminati, molto glamorous, ciabattina di plastica stile D&G e canotta rigorosamente bianca o nera. Solo due considerazioni:

1) Viva il sole che li ha fatti uscire!
2) Non so perché ma ho l’impressione che tutti questi anni, pur vivendo a Milano, mi sono persa qualcosa.

Ho imparato anche un neologismo ascoltando due modelli americani che attraversavano la strada vicino a me: uomo metrosexual. Questa sì che è cultura, non questa!

A Milano, la mia piscina lo Skorpion: sta a vedere che i ricchi? - 1

piscinaOgni domenica mattina vado in piscina. Mi piace? No, cioè mi piace nuotare e sentire il corpo che si muove e che è vivo, vitale, ma non mi piace quando esco che sono tutta bagnata. E poi detesto l’acqua sulla testa ma non ho trovato il modo di nuotare senza bagnarmi.

Vado allo Scorpion, ridente piscina in Corso Vittorio Emanuele, perché è vicinissima, perché è scrupolosamente pulita, perché non devo portare il phon e l’asciugamano perché li danno loro ed è tutto peso in meno. E la mia schiena canta. Il portafoglio un po’ meno.

Ho cominciato un po’ piano, per riprendermi, diciamo 4 vasche in quasi 1 ora. Alla fine di ogni vasca per riuscire a respirare aspettavo il tempo di un caffé e una brioche. Dopo mi buttavo sul letto per mezza giornata, stanca come un’alga alla deriva. Giù di muscoli? Appena un po’…;)

E’ la quarta volta che ci vado e sono arrivata a 8 in mezz’ora. Mi sento bene, miglioro, sono fiera di me e tutto. Però… Però oggi vedevo che ci sono decine di uomini (perlopiù) che contano le vasche controllando la velocità con l’orologio in mano, alternando sportivamente gli stili e sfrecciando come razzi vicino a me senza alzare una goccia. E senza fermarsi.

La considerazione che ho fatto è: ma qui nuotano tutti benissimo? Riposta: sì perché i ricchi nuotano meglio. E’ come il tennis, l’equitazione o lo sci, bisogna prendere tante lezioni, che sono care.

Ne ho dedotto una cosa: che chi è ricco fa certe cose meglio di chi è povero.

Così ho deciso: ogni domenica farò una considerazione illuminata sulla mia piscina a Milano. Stay tuned.

YouRank per stare insieme o per stare da soli

YourankOggi mi è arrivato un nuovo programmino da provare. Si chiama YouRank ed è un’estensione di Firefox. E’ una specie di assistente personale del browser che memorizza ed organizza in maniera completamente automatica le ricerche e i migliori siti.

Per scaricarlo: YouRank

La cosa che mi intriga è che installandolo i dati della navigazione rimangono al sicuro. Il database della navigazione è criptato e risiede nel computer di chi lo usa, nella cartella delle estensioni di Firefox. Così, quando guardo i siti proibiti (per esempio quelli dei buddhisti cinesi in Cina), la privacy è assicurata.

E’ una specie di social network privato: tutti i siti che uno cerca può condividerli o può tenerseli per sé. Ovviamente questo serve anche a vedere i trend dei siti in crescita o quelli più cercati della giornata.

NB: solo le prime 2000 persone possono scaricarlo perché è in Alpha pubblica, quindi affrettatevi.

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Non vi offendete se a Milano non Plurk

PlurkSono stata invitata da diversi amici e conoscenti ad entrare nel loro giro di amichetti su Plurk, ma io non ho tempo. Su Twitter non si parla d’altro (questo è il mio Twitter a proposito) e tutti plurkano a ruota libera ma io non ho tempo di imparare, non ho tempo di aggiungere un altro social network, non ho tempo soprattutto di seguirlo.

Non so ma il tempo non mi basta mai. Oltre tutto Plurk è macchinoso, anche Catepol concorda con me, figuriamoci (e sì che lei fa tutto, è presente su tutto, sa fare tutto), non riesco neanche ad aggiornare il mio Tumblr, eppure mi piace assai, e quindi per adesso rinuncio a Plurk. Non riesco neanche a leggere i blog dei miei amici, se non saltuariamente. Quindi ringrazio tutti, sono molto contenta e onorata di essere stata invitata da voi ma devo dire no.

Anzi, se potete, mi dite dove trovate il tempo per fare tutto e vivere anche al di fuori della rete? Che ne so, almeno i doveri come cucinare, le poste, i rapporti con i colleghi e così via.

E voi come vi organizzate?

Lo WordCamp di Milano nello splendore d'India

Enrica GarzilliDiciamo la verità, anche Milano può essere bella quando si sta tutto il giorno in un Barcamp come quello di sabato scorso. Con il sole, il parco, la gente e l’ospite d’onore, il 16esimo uomo più potente del Web, Matt Mullenweg, e tanti amici e conoscenti.

Il WordCamp è stato un vero successo, innanzi tutto per la felice scelta del luogo. Siamo stati all’Old Fashion Café, un locale storico, nel bel mezzo di Parco Sempione vicino alla Triennale. Come succedeva nei tempi vedici quando c’erano le scuole all’aperto, sotto gli alberi. Si stava lì in pace o ci si poteva sgranchire le gambe, in mezzo alla natura e in silenzio, il tempo è stato splendido, gli alberi tutti verdissimi, i cespugli in fiore: in pratica il nostro teatro non era il palco all’aperto, fuori del locale, e le sale dentro, ma tutto parco Sempione. Una meraviglia, davvero, sarà poi che oggi piove e sembra che sia tornato l’autunno.

Tutto molto informale, come dovrebbe essere, senza l’obbligo di stare chiusi in un posto chiuso, magari bellissimo e prestigioso, ma che irrigidisce i rapporti e i pensieri. Tutto libero, senza la marea di gadegt e spillette che tanto piacciono a tutti ma che io una volta arrivata a casa butto via al volo. Non c’era il pranzo gratis? Tutti siamo in grado di comprare dei panini nei bar sparsi nel verde, non è quello che fa la differenza. La differenza era che il posto bello, grande e aperto permetteva di andare e venire a piacimento, di sentirsi liberi, come dovrebbe essere un BarCamp — che, se è organizzato e rigido, diventa una conferenza.

Lo stile di questo WordCamp mi ha ricordato le gurukul, le scuole tradizionali indiane dove tutti sedevano all’aperto, sotto gli alberi,

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Ai blog non si tappa la bocca: nei paesi di lingua araba nasce Katib

KatibAnche nei paesi di lingua araba c’è chi vuole parlare liberamente, senza controllo o moderazione “dall’alto” sui contenuti, senza censura e senza pubblicità.

Così, dopo due anni di lavoro fra tecnici e attivisti di diritti umani è stato inaugurato Katib, che significa “scrittore”. Questo è un nuovo servizio di blog gratuito della Rete Araba d’Informazione sui Diritti Umani (The Arabic Network for Human Rights Information).

Il direttore della rete, Gamal Eid, crede che “il silenzio non sia la scelta migliore”.

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