Il XIV Dalai Lama cittadino onorario di Milano: cosa teme la Cina?

Dalai Lama rocks_20ott2016In un teatro Arcimboldi gremito di studenti dell’università Bicocca, il 20 ottobre 2016 la città di Milano ha conferito al XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso la cittadinanza onoraria. La visita e gli insegnamenti del capo spirituale del buddhismo tibetano è stata accompagnata dalle proteste ufficiali dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, che in una nota diffusa dall’Ufficio Stampa ha dichiarato:

“Il fatto che il Consiglio Comunale di Milano, le altre Istituzioni e persone siano presenti con connivenza alla visita del Dalai Lama a Milano e conferiscano a lui la Cittadinanza Onoraria, ha ferito gravemente i sentimenti del popolo cinese. Tutto ciò ha un impatto negativo sui rapporti bilaterali e sulle cooperazioni tra le regioni dei due Paesi. La Cina, con i suoi Rappresentanti Istituzionali, esprime forte rimostranza e ferma opposizione.”

Nel 1950 l’Esercito di liberazione popolare cinese ha invaso il territorio e, dopo una serie di rivolte e di repressioni, nel 1959 il Tibet è stato smembrato e le regioni centrali di U-Tsang sono andate a formare la Regione Autonoma Tibetana, creata ufficialmente nel 1965, mentre il Kham e l’Amdo sono diventate parte integrante delle province cinesi del Chingai, dello Sichuan, del Gansu e dello Yunnan. Il Tibet quindi è diventato ufficialmente parte della Cina. Questo è l’antefatto.

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L'esploratore del Duce premiato al 49° Premio Acqui Storia

L’esploratore del Duce è stato premiato al 49° Premio Acqui Storia. E’ arrivato fra i 5 finalisti della sezione Storia Scientifica e ha ricevuto una targa speciale dalla giuria dei 60 lettori. Grazie a tutti voi e al patron Carlo Sburlati.

Questa è la foto collettiva della premiazione, che si è tenuta al Teatro Ariston sabato 15 ottobre 2016, e la foto della targa commemorativa (manca il volume). Io sono la quinta partendo da destra per chi guarda. Fra i premiati Vittorio Sgarbi (un passo avanti a tutti) e la Arcuri come Testimoni del Tempo. Sul blog L’esploratore del Duce il resoconto della serata e tante foto.

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Il Ventennio fascista con gli occhi di un giovane degli anni Trenta

cap 1 Author at Tucci's house in Macerata  Set258_05Mi ha appena chiamato un signore da Siena chiedendo di comprare L’esploratore del Duce. Gentilissimo, molto anziano e un po’ sordo, ha dovuto cambiare casa per ospitare la sua biblioteca di 13.000 libri.

Gli ho chiesto come faceva a conoscere il mio lavoro, mi ha risposto che a Siena i vecchi amici ne parlano perché Mario Bussagli, grande storico dell’arte indiana e mio amato maestro, era di Siena e parlava spesso di Tucci, suo maestro.

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Pensieri solari di novembre

Enrica Garzilli foto terrazzo casa Mi ero ripromessa di scrivere regolarmente. Perchè? Perché mi piacciono le persone che mi leggono, quelle che conosco almeno – in Real Life e in questa vita, diciamo, virtuale.
Eppure non ci riesco.

La verità è che manca il tempo. Non so, mi sembra che non riesca a stare dietro a tutto, e infatti non ci sto. A lavorare quanto e come vorrei lavorare, a vedere le persone che vorrei vedere, a scrivere a chi vorrei scrivere, ad amare chi vorrei amare, a uscire la sera perché finisco tutto e sono le 23 e anche a fare un’infinità di altre cose: andare in piscina regolarmente, per esempio, fare una lunga passeggiata con questo tempo stupendo, riservarmi la domenica a mangiare sul terrazzo, leggiucchiare sul divano, vedere amici. Di concreto, l’unica cosa che sono riuscita a fare in un mese – anche se poi in realtà me l’hanno fatta – è la copertina del libro in uscita, Il Duce’s Explorer. E andare avanti con un mio nuovo libro.

Però stasera dopo tanto tempo ho sentito Paola, una mia vecchia amica. E’ malata. Sta a letto. Pesa 43 chili. Mi ha detto con la solita voce giovane e vitale che sta lottando ma non sa se ce la farà, che tutto ha una fine e che gli ultimi anni sono stati anni in più, anni regalati. Che la sua vita è “in scadenza”.

Tu preghi? Mi ha chiesto all’improvviso. Beh sì, prego. E tu? Io prego sempre, di continuo, mi ha risposto. Preghi Dio? le ho chiesto. No, sono un’eretica. Prego lo spirito divino e le gemme che ci sono in questo mondo, che sono tante. La luce, i profumi, le telefonate di un’amica. Sono grata per tutto questo, per tutte le cose belle che ho.

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Il Duce's Explorer, il mio nuovo libro - e la mia nuova vita

tucci cover rectoE’ molto che non scrivo su questo blog. Anzi, è molto che non scrivo. Punto. Giornali, libri, recensioni, blog. Neanche le lettere ho scritto, neanche le email.

E’ che sono successe molte cose, anzi, una sola cosa che ha sconvolto la mia vita ma che mi ha regalato una nuova prospettiva, nuove idee e persino nuovi gusti.  Avrei voluto stare con voi, in molti mi hanno scritto e persino rimproverato, ma è stato come cadere all’indietro in un burrone profondissimo. Sono salva, ma ho avuto bisogno di molto tempo e molta forza per ritornare su e riprendere fiato.

Ora è cominciata una vita nuova.  Ho ripreso il cammino, ma su strade diverse. Ne sono un po’ spaventata ma anche molto entusiasta.  Tutto è nuovo e, soprattutto, quello che è successo mi ha regalato una nuova libertà con me stessa. Ora faccio solo quello che mi piace, per quanto possso, ed evito tutto ciò che non mi piace o mi fa male. Persone incluse.

Fra le poche cose buone che sono riuscita a concludere in oltre due anni c’è il mio nuovo libro. E’ l’edizione inglese, riveduta e molto ampliata di L’esploratore del Duce. Si intitola Il Duce’s Explorer e qui vedete la copertina. Bella, vero? Sarà pubblicato in nove volumi corredati di tanti documenti e foto nuove. Il primo, che uscirà a giorni (Inshallah!) è questo. Auguratemi in bocca al lupo per tutto, il nuovo libro e la nuova vita: ne ho bisogno!

Se volete leggere il mio curriculum è qui e in parte su LinkedIn. La lista completa delle pubblicazioni è su Academia. Potete seguirmi o possiamo parlarci su Twitter o Amazon o anche su Facebook.

Insomma, fatevi sentire di nuovo. Spero di ritrovarvi, tutti..

Oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere

Photo_Glenn_Mattsing_Outside_Wolf-e1270813695592Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)

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Lavorare in Italia? Meglio tacere!

king-blues-we-are-fucking-angrySì lo so suona come un cahiers de doléances – ed è proprio un cahiers de doléances! Sto usando un’anagrafe italiana professionale online, il sito più grande e organizzato di una categoria di professionisti che fa questo di mestiere: cataloga e archivia dati pubblici, incluso indirizzi e email. Quindi saprà come tenerlo aggiornato, no? E’ uno strumento di consultazione usatissimo e molto pubblicizzato, tra l’altro, di cui vanno molto fieri.

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L'esploratore del Duce all'Università Cattolica di Milano e all'Università di Catania - e l'amore

Immagine locandina Uni Ragusa Ibla_7maggio2013Giuseppe Tucci il 19 aprile 2013 è andato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel centro della città, e il l 6 e 7 maggio all’Università di Catania, sede di Ragusa Ibla.

Due presentazioni, anzi tre, in terre e ambienti che più diversi non si può, con colleghi che più diversi non si può, due modi di lavorare che più diversi non si può, due ritmi di vita che più diversi non si può, due tipi di ospitalità che più diverse non si può.

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Strage di Boston: Dzhokhar Tsarnaev e la nostra Cambridge Rindge and Latin School

Dzhokhar TsarnaevHo vissuto, studiato e lavorato diversi anni a Cambridge, prima fissa e poi per molti anni durante i mesi estivi. Per arrotondare il mio stipendio di docente a Harvard (comunque neanche lontanamente paragonabile, in meglio ovviamente, agli stipendi delle università italiane!), per permettermi piccoli sfizi come le vacanze nella mia amata Martha’s Vineyard – e soprattutto per imparare qualcosa della vita americana vera, visto che Harvard e il suo entourage sono una turris eburnea in tutti i sensi, ho fatto delle supplenze nel liceo pubblico Cambridge Rindge and Latin School. Quello frequentato da Dzhokhar Tsarnaev per intenderci, uno dei sospetti delle stragi di Boston.

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"Nepal, stallo politico e lentezze nella realizzazione del processo di pace e di riconciliazione" di Enrica Garzilli

Godard field notebook_0 (1)Spero vi faccia piacere leggere il mio ultimo, breve articolo sulla situazione politica e sociale in Nepal nel 2012-gennaio 2013 (Asia Maior 2012).

Come sapete, 10 anni di guerra civile e la rivoluzione del 2006 hanno lasciato nel paese diversi problemi gravi ancora irrisolti. Prima di tutto l’impiego e la rilocazione delle migliaia di soldati combattenti dell’esercito rivoluzionario, una situazione potenzialmente esplosiva ma parzialmente risolta durante l’anno passato.

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