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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Cina e Nepal stringono la morsa sul Tibet per il dopo Tenzin Gyatso

Il Fatto QuotidianoEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. I nuovi accordi che fanno temere ancora di più per i tibetani non solo della Cina, ma di quelli profughi in Nepal. Perché la Cina, dopo che il Dalai Lama Tenzin Gyatso non è più capo politico del popolo tibetano, teme ancora di più il successore. Come sarà la sua linea politica? Improntata al pacifismo e al dialogo, come Tenzin Gyatso, o militante?

NB: Mi scuso con i lettori per aver rimosso il post La Cina incontra il Nepal: il Tibet per 30 denari. I disguidi tecnici capitano nelle migliori famiglie – figuriamoci nella mia.

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Emilio Fede illustra Saviano ad Arianna Ciccone

Emilio Fede e Silvio BerlusconiEsilarante dialogo fra la giornalista Arianna Ciccone dell’ijf ed Emilio Fede a Radio Radio su Saviano. Di come si vede che Fede soffre di leccapiedismo acuto verso il suo padrone – perché lo reputo più intelligente delle risposte che ha dato, e lo spero un filino più educato.

Qui trascrivo un piccolo florilegio, il resto lo potete leggere chez Vittorio. Ah, scusate le parolacce, io le ho solo trascritte!

Saviano? Quello del Burkina Faso?

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Metti una sera a cena con mandala

bambina tibetanaMetti una sera che vuoi invitare degli amici a cena e non hai voglia di cucinare preparare apparecchiare sparecchiare pulire riordinare. Roba da far fuggire chiunque. Che fai?

Chiami un catering tibetano, of course! Che oltre a cucinare ti offre anche un bel mandala e un rito di buon auspicio, così che alla fine saranno contenti sia il corpo sia lo spirito.

A Milano è attivo il primo servizio di cucina tibetana a domicilio tenuto da tre monaci. Uno di loro viene dal monastero Pelgyeling di Kathmandu e gli altri due dal monastero Shartse Norling nel Karnataka,

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Il doppiomento di Buddha Boy (o, del cinismo dei giornalisti)

Buddha BoyVi ricordate di Ram Bahadur Bomjan, il ragazzino di 15 anni che fra il 2005 e il 2006 per nove mesi è rimasto ai piedi dell’albero Pipal nella foresta del Buddha, in Nepal, senza muoversi, senza lavarsi, mangiare o usare la toilette?

Al tempo, ovviamente, meditava per raggiungere l’Illuminazione, ispirato dall’albero sacro sotto cui il Buddha l’ha raggiunta.

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Fai ciao ciao con la manina!

Dalai LamaSolo una domanda sincera: voi, mentre sfilate solenni e gloriosi all’inaugurazione delle Olimpiadi e siete ripresi dalle televisioni di tutto il mondo, stareste lì al cellulare a parlare con la mamma?

(Sto cercando di smontare la grandiosità della cerimonia e il display di spettacolarità e di perfetta organizzazione della Cina, come si vede dalle foto su The New York Times. La cerimonia è stata fatta per il benessere di tutto il mondo, però centinaia di dimostranti tibetani hanno dimostrato davanti all’Ambasciata cinese a Kathmandu; in Turchia, per protestare contro la politica della Cina, un uomo si è dato fuoco; e il Dalai Lama pensa di andare in pensione.)

Boicottare o no le Olimpiadi? Il sondaggio online del Giornale Radio1

La RAI ha realizzato un sondaggio online se boicottare o no le Olimpiadi: l’85% delle persone ha detto che si dovrebbero assolutamente boicottare.

Raffaele Roselli, del Giornale Radio RAI 1, mi ha chiesto cosa ne pensavo, perché c’è questo divario fra la politica ufficiale e quello che pensa la gente, la censura, e il ruolo di Internet. D’altronde, anche riguardo l’Italia c’è molta differenza fra la politica fatta dai politici e l’opinione e il volere popolare.
L’intervista la potete ascoltare qui.

E intanto a Kathmandu una protesta contro la Cina

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Uno sguardo al Nepal

Child labourSecondo uno studio, ancora invariato, del marzo 2005 del Jagaran Media Center di Kathmandu sui Dalit, i fuoricasta e i gruppi etnici o tribali, cioè circa il 20% della popolazione del Nepal:

1) l’80% di loro vive sotto il livello di povertà;
2) il loro reddito medio annuo è di $ 39.6;
3) la loro parte di terra coltivabile è dell’1%;
4) l’alfabetizzazione delle donne Dalit è del 3.2 %;
5) l’aspettativa di vita è di 52 anni;
6) il 70% dei Dalit è malnutrito;
7) solo il 43% dei bambini Dalit di 12-13 anni è vaccinato (contro il 60% degli altri bambini nepalesi)

Ricordiamocene, ogni tanto.

La dea Sajani Shakya del Nepal quasi declassata

KumariLa Kumari, che in sanscrito significa ragazza impubere, è una bambina che, dopo accurata selezione, viene scelta e considerata una dea e vive in un antico Durbar di Kathmandu fino alla pubertà. Non deve vedere il sole, non deve giocare all’aperto, non deve neanche ammalarsi — gli dei non soffrono di alcuna sventura — in teoria non deve toccare il suolo e, soprattutto, non deve ferirsi perché il suo pianto sarebbe una sfortuna per tutto il paese. Una volta all’anno, in una cerimonia speciale, tutti vanno a farsi predire il futuro e a farsi benedire da lei, interpretando ogni suo minimo gesto. Se la Kumari rimane immobile sarà una grande benedizione per tutti.
Una volta raggiunta la pubertà la Kumari riceverà una pensione mensile, anche perché nessuno la vorrà più sposare: non si marita una ex dea, porterebbe sfortuna. Qualche Kumari è finita a fare la prostituta, benché di una certa levatura.

In Nepal vi sono diverse Kumari ma le più importanti sono quelle di Kathmandu, di Patan e di Bhaktapur. Ma la Kumari Sajani Shakya, che vedete in foto, dea di 10 anni da quando ne aveva 2, è andata negli USA per 39 giorni per promuovere un film.

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Il negozio di Deepak a Kathmandu

Gilioli è tornato dal Nepal, dove ha fatto un servizio giornalistico sul trafficking. Un ragazzino di nome Deepak, per aprire un negozio a Kathmandu invece di lavorare a ritmi inumani, è disposto a vendergli un rene. Insieme sarebbero poi dovuti andare in India a farsi espiantare e trapiantare l’organo. Questo è il videoservizio.

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Pioggia fredda

rainE’ stato già detto da più parti ma lo ripeto. Piove tantissimo con una pioggia fredda, c’è sciopero dei mezzi qui a Milano, mi aspetta da fare un editing pesante di quasi 1000 pagine (circa 2 Kg), mi aspetta un articolo storico rimandato da 2 anni, mi aspettano i cambi editoriali e assai bizzarri della bibliografia di un altro articolo di sanscrito rimandato da oltre 3, mi aspetta da mettermi d’accordo per un contratto per un libro che non ho firmato da 1 e mezzo, mi aspetta il famoso video ché devo provare le cose che mi hanno detto, mi aspetta da scrivere agli autori di un altro libro che sto curando e sono tutte primedonne capricciose, devo telefonare ad una donna molto difficile per intervistarla prima che se ne vada per sempre, in sovrappiù non posso andare in biblioteca perché piove troppo per trascinarmi dietro il trolley con carte e computer.

Le cane chiamano, le micie saltano (anche sul tavolo), il merlo fuori chiede di continuo molliche (è un ospite graditissimo ma piove!) e se esco e prendo anche una sola goccia d’acqua mi ammalo. E ogni tanto c’è qualche fulmine sparso che fa paura a tutte noi cinque, cane, micie e la sottoscritta. E infatti loro stanno tutte nascoste in vari punti della casa. Io faccio outing ma disperato. :)

Insomma, è una giornata così così per tutte noi cinque donne. Non so perchè. E penso con una punta di invidia a chi in questo momento se ne sta bello al caldo in un paese caldo…

p.s. Ho scordato che dovrei leggere una 45ina di papers accademici già approvati, fare le prime correzioni e mandarli agli editor e convincerli a lavorare. Che è la cosa più difficile.

(foto)

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