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Hack Day London 2007: Hacker e Yoga

hacker meditating, London 2007This is my hack!
La colonnina verde dei voti era molto più alta di quella rossa e così Per, un ragazzo danese che è stato tutta la notte vicino a noi a programmare, senza mai alzare la testa, è stato uno dei 15 vincitori circa su 73 concorrenti. E’ stato premiato con una radio col digitale terrestre. Questo è Per. La foto a lato è di un hacker sconosciuto mentre medita sul bean bag di Yahoo!, presa qui.

Mentre me ne stavo andando ho conosciuto Premsagar (che significa Oceano d’amore) e Madhava (che è il nome del dio bambino Krshna), altri due vincitori. Sono soci unici di una società di consulenza fondata 2 mesi prima. Erano venuti da Bristol per provarci, per lavorare insieme per un giorno intero senza interruzioni, per vedere il livello degli altri hacker. Senza davvero aspettarselo hanno vinto. Ambedue erano stati già contattati per un job interview da Yahoo!.

continua


Wine for Winer in Milan e Hack Day in London

Cose da fare: mettere su il video del LitCamp, bruttino ma non tutte le ciambelle riescono col buco; trascrivere il famoso discorso di De Bortoli, Direttore Responsabile di Il Sole 24 Ore — anche se è di qualche giorno fa, ma a sentire i discorsi dei politici è molto attuale; finire un post sulla tutela della privacy; varie ed eventuali.

Ora sono in biblioteca ma avevo questo bel programmino serale. Poi mi sono ricordata che stasera c’è la cena con Dave Winer, il pioniere del RSS e dei blog. Voci amiche mi hanno detto che a Genova voleva mangiare “le cose italiane”, per intenderci la pizza, che per compiacerlo hanno più o meno dovuto cantare non so quale inno genovese — in effetti l’Italia è la patria della canzone napoletana e dell’opera, ambedue notoriamente di Genova — e così via. Ma tanto la cena sarà per forza breve ché dopo lui deve partire e io sono curiosa. Se sarà sfiziosa vi racconterò.

Non voglio però che questo blog diventi più o meno un luogo dove il blog-muezzin chiama a raccolta i fedeli, come succede in molti blog, dove l’annuncio delle cene e degli inviti, con conseguente wiki, si moltiplica. In un blog cerco qualcosa di più sostanziale, una riflessione, un momento di divertimento, di informazione, di svago. Anche la lista roboante dei posti dove sono invitata — anche se è un’azienda che in cambio di una modesta cena o di un gadget ti chiede di scrivere 2.000 post col suo nome — dei giornali dove pubblico — anche se è il numero 2 del giornaletto parrocchiale che parla di Web — mi sembra un po’ ridicola.

Questa però la devo dire perché mi fa sorrridere: sono stata accettata allo Hack Day, un evento sponsorizzato da Yahoo! e la BBC che si terrà a Londra il 16 e 17 giugno. Ho fatto l’application per scherzo, mi hanno chiesto il curriculum, l’ho inviato e mi è arrivata l’email di risposta. Carino, vero? Non vedo l’ora di vedere tutti questi geni del computer al lavoro.