Se la scuola e l'università diventano peggio

boh, mercoledì 17 settembre 2008 16:38:20

DNAL'università sta entrando in rivolta, e con ottime ragioni. Il sistema scolastico e universitario italiano è in grave pericolo. Un pericolo serio, reale, non dovuto al dilagare della tv spazzatura, non provocato dal terrorismo islamico e, stranamente, neppure causato dai mutamenti climatici.

La scuola e l’università italiana sono a rischio perché il governo, di concerto tra il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e il ministro dell’economia Giulio Tremonti, nell'arco di cinque anni vuole tagliare drasticamente e progressivamente le risorse che, pur tra mille difficoltà, hanno permesso fino a oggi il loro funzionamento e garantito l’esistenza di insegnanti e ricercatori.

I tagli sono dell'ordine di 10 miliardi di euro, una cifra paragonabile all'entità degli aiuti inviati in Italia con il piano Marshall dal 1948 al 1952.

Leggendo le tabelle allegate al DL 112/08, ora convertito nella Legge 133/08, votata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale durante il mese di agosto (qui il testo di legge completo), si sobbalza leggendo l’entità dei tagli di fondi.

Per quanto riguarda l’Università, si concretizzano in 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, in 190 milioni per il 2010, in 316 milioni per il 2011, in 417 milioni per il 2012 e infine in 455 milioni per il 2013.

In un quinquennio verranno sottratti alla alta formazione e alla ricerca ben 1.441 milioni di euro.

Per la scuola le previsioni sono ancora peggiori: i tagli ammontano a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni per il 2010, a 2.538 milioni per il 2011 e a 3.188 milioni per il 2012.

Si tratta di una vera e propria catastrofe annunciata, destinata a colpire a morte un settore strategico chiave per lo sviluppo della nazione quale quello dell'insegnamento, compreso quello universitario, e della ricerca.

Specie in rete, parliamo spesso di progresso e di futuro ma mentre il prezzo della vita ogni anno cresce, il governo opera tagli progressivi all'istruzione: ma senza mezzi per andare avanti e per svilupparsi una nazione non ha futuro.

Commenti dei lettori

  1. Bubbo Bubboni

    Prima di discutere se i tagli vanno bene o male bisognerebbe chiarirsi le idee su cosa dovrà essere l'Italia nel futuro.

    Ad esempio i nazisti soppressero la scuola (oltre la terza elementare) in Polonia e ammazzarono centinaia di insegnanti perché volevano che i polacchi fossero solo dei contadini. Per i contadini (dell'epoca) giudicarono che serviva solo saper scrivere il proprio nome e contare fino a, mi pare, 100.

    Insomma l'Italia magari non avrà un futuro di un certo tipo ma di un altro sì. Del resto tutto si può dire contro l'Italia (e si ha spesso ragione) tranne una cosa: ha sempre incentivato (= non vietato) l'emigrazione…

    P.S.: Però c'è un punto che complica le cose. Perché gli anziani che hanno potuto studiare solo fino alla 5 elementare sanno scrivere bene e un moderno laureato no? Se l'università da qualche anno non si fosse occupata solo di statistiche sarebbe tutto più facile.

  2. Boh/orientalia4all

    Sì Bubbo, hai ragione anche sulla tua critica non esplicita, ma chiarissima, all'università italiana. Il livello si abbassato perché l'insegnamento si è abbassato (ope legis) e anche il livello degli insegnanti si è abbassato (per clientelismo).

    Però non credo che con questa legge le cose miglioreranno. Si incentiverà, appunto, solo l'emigrazione di cervelli (e di ragazzi).

  3. ArMyZ

    che ti avevo detto?
    La direzione maestra è ingessare l'istruzione pubblica, criticarla, screditarla (affossarla, ndr) da una parte.
    Dall'altra equipararla in tutto e per tutto all'istruzione privata (con sovvenzionamenti pubblici,ndr).
    Risultato? Una scuola su misura controllabile, a prova di Italia (UNO!)

  4. Boh/orientalia4all

    ArMyZ, c'è qualcosa in più, c'è per anni non ci saranno più concorsi, per esempio, e che le decine di migliaia di professori a contratto spariranno.

    E anche gli insegnanti di sostegno per bambini con problemi spariranno, e i precari rimarranno precari. E così via.

    E la ricerca con mezzi pubblici finirà e quindi andrà avanti quella di parte, sostenuta dalle ditte farmaceutiche, chimiche e così via.
    Insomma, un disastro.

  5. Bubbo Bubboni

    P.P.S.: il merito politico di questi tagli non va al tale o tal altro governo nazionale ma, a mio parere, ad un documento OCSE del 2002.

    Questi i riferimenti per leggerselo dopo cena: "OECD Economic Studies No. 35, 2002/2 - COMPETITION AND EFFICIENCY IN PUBLICLY FUNDED SERVICES"

    Il "cervello" che vuole i tagli ha previsto, già nel 2002, anche le critiche e come evitarle. Mancavano i blog però :-)

  6. Boh/orientalia4all

    Le cose si cambiano anche, non è che ci adeguiamo in tutto alle normative o agli standard europei. Vedi per esempio i salari medi.

  7. Clanity184

    Mi sembra di ricordare che non ami i link, sbaglio?
    Ti invito a leggere il post "Bentornato voto in condotta?" sul mio blog: credo sia utile strumento di comprensione rispetto alla propaganda del Ministro a favore di una riforma deleteria per una scuola a sua volta raccontata in modo distorto.

  8. Boh/orientalia4all

    Grazie, come sei diventata rispettosa delle regole!

  9. alessandro

    Nel frattempo è apparsa la notizia che aumentano i finanziamenti alla scuola privata…"perchè occorre garantire la libertà di scelta".

  10. skip

    Alle scuole private è riconosciuta in pratica la libertà di "selezionare" alunni al momento dell'iscrizione

  11. Boh/orientalia4all

    alessandro, infatti questo è il trucco, diminuisce la scuola e la ricerca pubblica in quantità e qualità e aumenta la privata, col risultato che, per quanto riguarda la ricerca, va avanti solo quella sponsorizzata da chi ha grandi interessi al riguardo.

    E per quanto riguarda la scuola si possono fare tutte le discriminazioni che vuole, in teoria o molto di più in pratica.

  12. Boh/orientalia4all

    skip infatti.

  13. inpdap

    Noi abbiamo bisogno di cultura, è verissimo che su di noi si è abbattuta una inerzia mentale ed è altrettanto vero che la nostra decadenza, anche quella economica, deriva da questo terribile fenomeno.

    C'è persino il rischio che il prossimo anno accademico venga sospeso dalla indignazione dei docenti.
    Questo è il classico governo "spegni-cervelli".

  14. Boh/orientalia4all

    inpdap, sì l'università è sul piede di guerra..

  15. nicola

    ciao a tuuti, sono uno studente di fisica dell'università di firenze. la situazione è veramente critica.. ieri mattina, nella mia facoltà, sarebbe dovuto partire l'a.a. 2008/2009.. uso il condizionale perchè in effetti non è partito!!! giustamente i ricercatori, che fino ad oggi tenevano lezzione gratuitamente in cambio di fondi per la ricerca, hanno deciso di non avvallare i corsi a loro assegnati come primo atto di protesta nei confronti di questa legge. risulato: nelle sole lauree sotto la facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali di firenze saltano 120 corsi.. gente si rischia di non far partire interi corsi di laurea.. per non parlare poi delle restrizioni che vengono imposte alle università in materia di assunzioni. attualmente siamo in una specie di limbo in attesa della finanziaria, che deciderà se cambiare le cose o se farci sprofondare in una crisi nera.. il problema più grosso è la disinformazione in merito, nessun tg si è degnato di riportare la notizia, fatta eccezione del tg regionale toscano.. vi chiedo di darci una mano diffondendo il più possibile informazioni riguardo all'argomento!!! adesso vado a preparare un esame.. almeno quelli che posso dare sarà bene darli!!!! grazie a tutti dell'attenzione!!!

  16. Lally

    L'università di Palermo è occupata da ben una settimana. Noi non molliamo. Viviamo in democrazia o a decidere sono solo le teste dell'antiquariato governo?
    Devono ascoltarci. art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. E non deve essere solo uno sfogo da spegnere dopo poco, questo diritto deve esser visto come un mezzo per giungere alle orecchie di chi da troppo tempo si fa i fatti propri anzichè occuparsi del POPOLO, DI NOI. E' nostro il diritto allo studio (art.10 dello statuto dei lavoratori). Un popolo sciocco è una pedina in mano allo stato, faranno di noi tasche di soldi per le loro spese personali. Quale problema stanno risolvendo in questo modo? Aumentare l'ignoranza… Bravi! Sputare sul 68, complimenti, strapperanno via quelle pagine dai libri di storia. L'Italia sarà un vuoto di menti… Invidiosi dell'America?! E' incredibile che esistano nel 2008 giovani ancora favorevoli a certi ripieghi.. sottomissioni.. Egoisti e ipocriti a mio parere. Accecati e deboli.

  17. Lally

    ps: Nicola sono tante le città in rivolta, sono tanti gli studenti stanchi, le notizie scorrono tranquillo. La TV non è + attendibile, ma i giovani hanno risorse infinite!
    Siamo con VOI!!!
    Con immenso piacere ho saputo che anche Pisa ha aderito tra le prime. Per aderire la città universitaria per eccellenza qualcosa si sta smuovendo.

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