La Cina chiede ufficialmente le scuse della CNN per i commenti che ha fatto Jack Cafferty, un suo giornalista, sul governo cinese. Attraverso il portavoce del ministro degli Esteri, Jiang Yu, ha accusato Cafferty di averli rivolti a tutto il popolo cinese.
Nel corso di un programma Cafferty ha detto, riferendosi al governo cinese, "penso che siano lo stesso gruppo di criminali (goons) e teppisti (thugs) che sono stati negli ultimi 50 anni". Goons è un termine usato solo in politica e si intende un gruppo di criminali al potere. Con thugs si intendono soprattutto i mafiosi, ma anche i delinquenti delle bande di strada e così via, i brutti ceffi. Insomma, ha usato due parole molto forti.
Il New York Times riporta che la CNN ha difeso il giornalista dicendo che ha parlato solo del governo e che comunque ha espresso la sua opinione personale (quindi è libero di farlo), e nello stesso articolo riporta che diversi giornalisti stranieri sono stati minacciati di morte e altri sono stati sommersi di email arrabbiate.
Anche in questo rispettabile blog ci sono stati commenti di cinesi un po' arrabbiati: comunque, leggere il loro punto di vista è interessante e va fatto. Secondo loro, di base, l'Occidente mente sulla Cina: il punto è che dicono molte cose, molte delle quali giuste, sul loro paese, ma anche nei commenti non parlano della questione dei Diritti umani e soprattutto del Tibet.
Prendere le giuste accuse di violazione del diritto internazionale sul Tibet per una critica al popolo cinese è assurdo: nessuno critica la grande cultura, le grandi le tradizioni e il grande potere economico della Cina, ma solo la politica imperialista del governo, che è comunque un gruppo ristretto di dirigenti se paragonato al miliardo e quasi 400.000 di abitanti, verso il Tibet e verso il Darfur.
Nel Darfur, una regione del Sudan, è in atto una guerra civile fra la minoranza araba appoggiata dal governo e i ribelli neri che negli ultimi cinque anni ha fatto almeno 200.000 morti. La Cina permette questo massacro perché è il più grande acquirente di petrolio.
Poi un giorno, se ho stomaco e non mi lascio sopraffare dalla pietà, racconterò quello che io ho visto del Darfur, sul canale televisivo in USA che era dedicato quasi solamente a questo.
Mia Farrow sta infatti portando avanti una campagna, retorica ma incisiva visto la notorietà dell'attrice, perché i Giochi olimpici non si tengano a Beijing proprio per la questione del Darfur.
Già il 23 novembre 2007 ho riportato che la Cina ha schedato 8000 giornalisti stranieri accreditati per le Olimpiadi. Qualche giorno fa ha annunciato invece che aprirà liberamente le porte a tutti i giornalisti stranieri.
E qui sorge la prima questione, che mi fa molta paura: per mostrargli un paese libero e felice come "sistemeranno" i tibetani presi? Come impediranno che ci siano proteste pubbliche da parte dei tibetani ma, forse, anche da parte degli appartenenti del Falun Gong?
La seconda questione riguarda i giornali stranieri: sono tanti i professionisti nelle redazioni tedesche, francesi, italiane, giapponesi, arabe e così via in grado di parlare cinese mandarino e di muoversi quindi liberamente nel paese? Premesso che l'inglese in Cina non è affatto usato. Se, per esempio, Il Sole 24 Ore mandasse un inviato, dubito che sarebbe cinese o che parli comunque il mandarino; dovrebbe quindi affidarsi a un interprete locale, che lo porterebbe dove vuole lui/lei. E a questo punto la libertà si andrebbe a far benedire.
La terza questione riguarda il problema del giornalismo in sé. In America è in corso da un paio di anni, da quando sta diventando sempre più importante il giornalismo online, un feroce dibattito su una questione vecchia e retorica, ma attualissima: è giusto che un giarnalista conosciuto del calibro di Jack Cafferty, ma anche un giornalista qualsiasi, prenda posizione in modo così forte su di una questione? E' etico che chi diffonde l'informazione non esponga almeno due punti di vista opposti, in modo da permettere al lettore o a chi guarda la televisione di farsi un'idea propria, o almeno di sapere che ci sono altri punti di vista sullo stesso argomento?
Sono domande che mi faccio spesso anche io. Certo, parlando della questione tibetana è impossibile non schierarsi e non per una questione morale, ma per i semplici fatti: però anche nei blog le questioni al tappeto sono tante, visto che ognuno di noi è letto da decine di migliaia di lettori al mese (chi più chi meno, ma sempre tanti), e quindi ce ne saranno molti influenzati non solo dall'informazione, ma anche dall'opinione e dalla percezione di quello che viene scritto nel blog.
E poi, se con i quotidiani il giorno dopo ci si incarta la rucola, i giornali online, e anche i blog, rimangono negli archivi forse per sempre. Tenere un blog è una grande responsabilità.
Ciao, sono contrario a boicottare i giochi, perché sono una grande occasione per i diritti umani. Immagina che lì, a Pechino, arrivino durante le Olimpiadi persone per testimoniare in modo pacifico. Satyagraha. Con una fascia della bandiera tibetana legata al braccio. O semplicemente andando a visitare le campagne dove vivono i contadini affamati. E' una grande occasione per i diritti umani, la più grande che potesse capitare in Cina. Migliaia di persone che vivono in un mondo dove i diritti umani sono tutelati possono pacificamente entrare e vivere per un mese in Cina. Fotografare, filmare, scrivere. Ricordare. Testimoniare. Gli esiti non sono per nulla scontatati.
Idi, alle migliaia di persone non sarà mai permesso di andare per le campagne, tantomeno con una fascia sul braccio.
E' questo il punto.
Andranno solo dove potranno e dove sarà loro permesso e dove ci saranno alberghi, cioè nelle grandi città. E saranno controllati.
Ma potrebbero essere i contadini ad andare in città…e poi non sarà facile far rispettare i divieti alle persone, soprattutto se sono motivate a non farlo. Il Tibet ha migliaia di sostenitori decisi a farsi ascoltare. Se lo faranno in modo pacifico, sarà una grande sfida per i diritti umani…
Idi, non credo proprio: i contadini non sono così liberi e così ricchi e Beijing è uan città molto cara, per i loro standard.
Tutto ripulito e tutto sotto controllo, anche la strage di gatti randagi che è in atto.
Il boiccottaggio è l'unica arma, in un post di qualche giorno fa chiesi se un genitore manderebbe il proprio figlio a gareggiare, a fare giornalismo o semplicemente a fare il turista. La risposta è stata NO.
Http500 neanche io la manderei, ma se fosse il suo mestiere tanto ci andrebbe lo stesso.
secondo me un giornalista che si rispetti esprime con educazione, ma con viva forza ciò che pensa, quello che mi lascia perplesso è: un governo che accetti che un giornalista li possa definire mafiosi e criminali senza battere ciglio, e tenti la carta dell'offesa al popolo cinese…..
al popolo fai sapere quanto è buono il giornalista del potere
vedremo che libertà di azione avranno i mass media in cina ad agosto
infatti luca, vedremo. Però i canoni del giornalismo dicono che bisognerebbe sempre riportare due punti di vista diversi. E magari, dico io, aggiungere il proprio.
Giornalisti.
Due punti di vista e rigorosamente aggiungere il proprio.
Ma dove stanno i giornalisti ?
Dove stanno i giornalisti che fanno inchieste?
Per i giornalisti che parlano con la politica.
Dove stanno i giornalisti che fanno il loro mestiere di fare domande non concordate agli intervistati. In questi mesi d campagna elettorale non ho sentito un giornalista che facesse una domanda "imbarazzante" ad un uomo politico.
Beh ..anche i giornalisti tengono famiglia!!
Verissimo Alessandro.
Alessandro, magari domande no, ma inchieste sì! Ricorda quelle sugli ospedali per esempio..
L'unica è Striscia che fa inchieste e dice le cose come stanno.
Http500 ci sono molti giornalisti in gamba anche in Italia. Certo, i media hanno dei proprietari. Però devo dire che a me per esempio nessuno ha nai detto cosa o come scrivere anche in un quotidiano come Il Sole 24 Ore.
Il Sole forse è più libero, essendo un giornale finanziario.
Ummm, certi dati economici sui brillanti risultati del governo basati su dati governativi… che poi non sono confermati (ma qualche tempo dopo, quando politicamente non serve più strombazzare grandi successi)… ummm, ummm.
Tornando al Tibet oggi leggevo sull'IHT la notizia di quell'atleta cinese con una gamba sola che ha "difeso eroicamente" la torcia a Parigi, ecc. ecc. L'IHT dice che la storia è poco conosciuta in occidente (boh? E' vero? Non è stata riportata dalle TV?)
Beh, ecco quello che mi interessa! E' una storia che sicuramente conoscono bene in Cina e che anche la gente comune userà per le proprie valutazioni. Mi pare essenziale partire dagli stessi elementi, veri o falsi che siano, per capire, capirsi e per comunicare correttamente.
E' un po' la morale delle famose vignette che ha causato morti in diversi paesi. Sono state diffuse ad arte vignette satiriche alterate, davvero offensive, per suscitare un odio duraturo e, in qualche misura, motivato. Però ogni "lato" si è accontentato della storiella semplice semplice, e falsa, per cui gli uni sono grandi fautori della libertà di pensiero e gli altri oscuri adoratori del male.
ps: sono un giornalista. Dovrei partire per Pechino, restare in Cina per qualche giorno nel periodo delle Olimpiadi. E sono già stato in Cina: se la folla si incazza, non c'è polizia che tenga. Ora, non sarà questo il caso, ma per i sostenitori dei diritti civili (cinesi e internazionali) è la prima grande occasione da quando i G7 sono diventati invisibili…imho
Http500: io credo proprio di no: pensa se un giornalista parla molto bene in un largo contesto di una società quotata in Borsa, pensa a come saliranno le azioni.
Oltre alle idee ci sono anche i soldi..:)
Bubbo in buona sostanza che vuoi dire? Sulla questione Cina per es..
Idi, in effetti lo dice anche il Dalai Lama.
Ma pensa solo a quello che è successo a Tiananmen. Se la folla si arrabbia, non c'è polizia che tenga: ma allora, come ora a Lhasa, c'erano e ci sono i carrarmati (ho messo qualche foto anche io qui, qualche post fa). Allora non c'è folla che tenga.
hai ragione!
Qualche tempo fa mi pare che si parlasse di un atleta italiano senza gambe (non seguo lo """sport""" quindi non so bene cosa si diceva), comunque è difficile non considerare come un eroe chi cerca di andare avanti in una situazione così. Se i media indirizzassero i naturali sentimenti di solidarità umana a una causa poco nobile, mescolando "partiottisimo", giustizia, odio, ecc. ecc. sarebbero prevedibili delle reazioni da parte della popolazione che sembrano incomprensibili e folli a chi si è perso il bombardamento mediatico precedente.
Un po' come si fa quando si vuole propagandare la pena di morte. Basta mettere in prima serata qualche film di quelli "giusti" è milioni di persone dicono "beh, però in certi casi…".
Questa storia dell'atleta in carrozzella che è diventata un eroe in Cina per aver cercato di difendere la torcia dagli assalti dei "pazzi" francesi credo che debba essere conosciuta per sapere come una persona normale in Cina vede l'opposizione al vagabondare della torcia. Anche perché un discorso superficiale sui diritti umani non convince nessuno (es. la polizia picchia i manifestanti in paesi che sono firmatari della Dich. Univ., alla faccia dei diritti!).
Guardando le cose globalmente, cioè cercando di considerare sia le info diffuse in occidente (dai media, non le tue info di qualità) che quelle diffuse in Cina (per quello che ne capisco), vedo solo giuste aspirazioni dei popoli strumentalizzate, distorte e manipolate da governi senza tanti scrupoli.
Gli uni mettono la propaganda, gli altri prendono le botte, il carcere, la tortura. Però tutti agiscono in modo "razionale": gli uni manipolando, gli altri essendo male informati da media che stanno al gioco e che non hanno affatto una "storia" di rispetto assoluto dei diritti umani, in Tibet come in Libano, in Somalia come ad Abu Graib.
io non ho paroleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee cm cavolo si permettono