Cina

Tibet in fiamme

Ieri altri due monaci si sono autoimmolati in Tibet per protestare contro le misure repressive del governo della Cina. Uno si chiama Tenpa Dargey e ha 22 anni, l’altro è Chimey Palden e ne ha 21, del monastero di Tsodun Kirti a Gyalrong. Entrambi hanno fatto quello che fanno tutti: bevono il petrolio, se ne cospargono il corpo e si danno fuoco. Ed entrambi davanti all’ufficio della prefettura cinese, il supremo organo amministrativo.

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Diritti umani: Roma e l'Italia per il Tibet

Domani e dopodomani a Roma si terrà la manifestazione per sostenere la lotta dei tibetani che chiedono una reale autonomia dalla Cina, libertà culturale e libertà religiosa.

Chiedono libertà per il Tibet. Un paese che in realtà non esiste perché è stato occupato e incorporato alla Cina, esiste ancora solo per i tibetani. Il 10 marzo 1959 è il giorno della rivolta di Lhasa.

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Tibet, si moltiplicano le auto immolazioni - si moltiplicano le iniziative in Italia

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle nuove autoimmolazioni in Tibet. Una strage di monaci e civili anche donne. Sulla mozione della Regione Lazio e la riposta della Cina. Sulle iniziative a New York, in Olanda, a opera di un hacker, in India e in Italia, in vista della ricorrenza del “Giorno della rivolta”, il 10 marzo 2012.

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Cina e Tibet, autoimmolazioni e propaganda

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle nuove autoimmolazioni di monaci tibetani teenager (3 in 6 giorni!) e sul video con la canzone patriottica d’amore per l’esercito fatto girare dalla Cina quando il vicepresidente Xi Jinping è andato in visita in Usa.

Dal che si deduce che le donne tibetane che vivono a Lhasa sono felici di avere le truppe cinesi di occupazione in casa e sono addirittura radiose mentre lavano le divise dei soldati. Enjoy!

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Reportage Mozambico

Mozambico, dalla dominazione portoghese alla dipendenza dalla Cina su Il Fatto Quotidiano è il primo articolo del reportage di Enrica Garzilli. Il Mozambico è il paese dove è attivissima la Comunità S. Egidio, per intenderci, fondata dal ministro Riccardi.

Altri altri due articoli (altri ne seguiranno), che potete leggere cliccando sotto al primo, si intitolano Mozambico, un paese con poche regole in cerca di un’identità nazionale e L’Italia in Mozambico: organizzazioni umanitarie e affari sui giacimenti di gas.

A proposito di quest’ultimo, mi ha fa specie leggere qualche commento che parla dell’Eni come di sfruttatori, colonialisti ecc. L’Eni non è un ente di beneficienza e lo Stato italiano non è uno stato assistenziale – o solo asistenziale – dei paesi africani, è ovvio. Ma possibile che ai rivoluzionari nostrani non viene in mente che con lo sviluppo dei giacimenti di gas ci guadagna l’Italia, e soprattutto l’Eni, ma ci guadagna anche il Mozambico? E che se il paese avesse le capacità tecnologiche e organizzative di farlo da solo, senza l’aiuto di paesi stranieri, lo farebbe? Di seguito l’articolo.

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Ciao Cina

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Cose cinesi e cose magrebine

Cina e cinesi in Italia. Un paese commosso e scandalizzato, dal presidente Napolitano al borgataro romano, dall’orrendo duplice omocidio di Zhou Zeng e la sua bimba di pochi mesi, Joy.

Io da luglio sto risolvendo un problemuccio, non per mia responsabilità, con l’Agenzia delle Entrate di Milano, che prima mi ha trattato come se la lotta italiana all’evasione fiscale cominciasse dalla Garzilli, poi mi ha aiutato.

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Cultura e alimentazione, il disinteresse di Harvard

Una piccola nota sulla relazione fra cultura e soldi che, anche quando non vengono dati direttamente alle università, o elargiti sottobanco, giocano un ruolo fondamentale nell’indirizzo dato alla ricerca (e sono stata buona).

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: il mondo parla di riscaldamento globale

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla conferenza del clima a Durban, che non sta arrivando a niente: in testa l’opposizione dell’India, che si rifiuta di aderire a qualsiasi accordo per limitare il riscaldamento globale in nome della crescita economica del paese (l’anno scorso stimata al 10,4%).

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Viaggio in Mozambico

Qualcuno mi ha chiesto perché non scrivo più e che succede. La ragione è semplice: sono stata per quasi un mese in Mozambico. Sapete quel paese a sud dell’Africa, proprio a est del Sudafrica? 21 ore minimo di aereo e tutto?

Paese terribile e bellissimo il Mozambico, come tutti i paesi in via di sviluppo, libero e in pace solo dal 1992.

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