L'Unità e i giornalisti

E’ di una settimana fa soltanto la notizia che commento nel post precedente su questo blog: la prof che fa scrivere “deficiente” a un alunno e si becca una condanna. Qualche giorno dopo la storia del sapone in bocca a due alunni e infine la preside con lo spray urticante. Alla prima ho commentato, alla seconda ho sospettato, alla terza ho avuto la prova.
Iniziava a insospettirmi la frequenza di queste notizie: a distanza di un giorno l’una dall’altra. Sono incidenti che possono accadere in ogni ambito professionale. Anzi nella scuola si verificano in percentuali ben minori. Per cui, leggerne tre a distanza di pochi giorni…
Infine , oggi, la dichiarazione del nostro “premier esemplare”.
[...] Adesso l’attacco più insidioso: quello di lanciare a ritmo preoccupante notizie terrorizzanti di figli terrorizzati (ancorchè maleducati in partenza).

Stupisce molto questo post pubblicato su L’Unità. Il succo è: i giornalisti sono al servizio di Berlusconi. Diffondono notizie sensazionalizzandole ad hoc per preparare il terreno alle sue sparate in difesa della scuola privata.

Certo, ci sono giornali e giornalisti che lavorano per lui, o che gli credono anche. Liberi di farlo, peraltro.

Ma chi è che crea queste notizie solo per difenderlo? Chi sono questi terribili giornalisti che diffondono solo le notizie a lui convenienti, manipolando di fatto la stampa? Usando i media in modo non etico? Quanti sono, uno, due, mille? E dove scrivono? Non è un po’ generica questa accusa?

Lui attacca la scuola pubblica e chi ci lavora, ma L’Unità attacca i giornalisti italiani. E’ sicuro questo giornale che tutti si lascino manipolare o comprare da lui?



Commenti

  1. la mia opinione, cara boh, è che non contano i singoli giornalisti, ma chi, dentro al giornale, immagino i direttori o comunque collaboratori di alto rango, decide quali notizie evidenziare o meno

    ti faccio un esempio: tutti i giorni, circa 3 persone, spesso padri di famiglia, al lavoro per portare a casa magari 1000 euro, muoiono per incidenti sul lavoro

    se io in un giornale mettessi tutti i giorni in evidenza in cronaca nazionale questo fatto, rilevando come sia magari connesso alla pratica del sub sub sub appalto, quindi connesso all'ottimizzazione del profitto, in qualche modo darei un taglio preciso alla mia informazione

    se invece metto tutti i giorni in prima pagina che un alunno è stato sculacciato impropriamente da un bidello, ecco che compio una scelta

    insomma i giornalisti si occupano delle notizie, ma è chi le cucina che conta, come dire al mercato vendono melanzane, carciofi, scarola, broccoli, ma poi è mia moglie che decide cosa comprare e cosa farmi mangiare

    questo il mio punto di vista, spero d'aver centrato il tema, se no chiedo venia ai pazienti lettori di questo interessante blog

    Scritto da diegob, 1 anno, 2 mesi fa


  2. Sebbene non creda che queste "notiziole" siano state pubblicate per preparare il terreno alle esternazioni di b. (anche perchè mi pare assai imprevedibile nel manifestare il suo paensiero), non mi sento nemmeno di lodare il giornalismo italiano. Probabilmente sbaglio, ma mi pare affetto da un indice di sudditanza assai elevato. In questo caso però mi pare di ravvisare un'altra cattiva abitudine di chi ci informa: l'amore per i "generi o filoni" Si va, almeno per le notizie secondarie, a periodi. Ieri pedofili, pedofili, e pedofili; (Che succede? La piaga è estirpata che nessuno ne parla più?) poi tragedie famigliari a go go; oggi va di moda il cattivo insegnante. Comunque sia domani tutto sarà di nuovo secondario oscurato dalla nuova disgrazia afgana. Per la quale però io non riesco a versare tante lacrime come la retorica di stato e la pietas umana richiederebbero. Non riuscirò a compatire secondo le aspettative almeno fino a quando altri morti non saranno onorati nello stesso modo. Quelli caduti sul campo della guerra quotidiana del lavoro. (3 al giorno di media, quest'anno meno ma perchè c'è meno lavoro.) Per loro niente funerali di stato salvo in casi eccezionali. In fondo anche andare in Afganistan lo si fa per lavoro, per libera scelta, adeguatamente remurati, e consci che non si sta andando solo in cantiere a posare mattoni. Scusate l'amarezza.

    Scritto da Vera, 1 anno, 2 mesi fa


  3. @ diegob scusa Diegob hai commentato nello stesso momento in cui lo facevo io e come vedi il tuo esempio è involontariamente ripreso nel mio scritto. Che sia il segno di un malessere nei confronti dei media verso una sottovalutazione di un problema?

    Scritto da Vera, 1 anno, 2 mesi fa


  4. è vero, gentile vera, che si va a filoni; infatti in pieno agosto, se non succede niente, ecco apparire gli ufo oppure i pittbull feroci

    Scritto da diegob, 1 anno, 2 mesi fa


  5. io volevo solo fare un esempio di come non contano le notizie ma chi le sceglie, non è un caso per esempio che nei nostri telegiornali di stato c'è un'enorme spazio per la cronaca nera e pochissimo per la disoccupazione

    Scritto da diegob, 1 anno, 2 mesi fa


  6. Diego, hai ragione ma ilo direttore non decide la singola, piccola notizia. Certo non buca la prima pagina, né quella degli Esteri, ma la sculacciata del bidello ha un effetto, se è in prima pagina: fa notizia. Quindi vende, fa pubblicità, ecc.

    Un bravo direttore si interessa di questo, in primis. E non a tutti è chiaro.

    In ogni caso questo articolo lascia di stucco, come se tutti i giornalisti fossero al soldo di Mr B. Doveva dire chi è e doveva dire dove scriveva il giornalista in questione: allora ne poteva parlare. Ma demonizzare una categoria, detto poi da uno che scrive su L'Unità, è peggio del "statali fannulloni" di Brunetta.

    Scritto da boh, 1 anno, 2 mesi fa


  7. Vera, il giornalismo italiano non versa in ottime acque e per un motivo, anche: la poca professionalità dovuta all'enorme numero di collaborazioni a pochissimo prezzo. Se paghi un post lungo su un quotidiano nazionale 10 Euro lordi, o anche meno, che ti puoi aspettare?

    Gente che scrive di tutto un po' senza cose da dire, senza conoscere quello che scrive e senza neanche saperlo scrivere. Ed è anche troppo, magari ha una laurea e un blog e ci mette 2-3 ore a scriverlo.

    Ecco che la cronaca si riempe di notiziole che fanno "notizia", che piacciono e vendono, e la tragedia di un morto sul lavoro viene messa in secondo piano.

    Berlusconi poi fa vendere, è assolutamente imprevedibile, è quasi folcloristico, dice le cose che molti comuni cittadini dicono, fa quello che molti vorrebbero fare, ha il coraggio e l'arroganza di dire a voce alta cose di cui mlti si vergognerebbero (magari le dicono e fanno di nascosto), così le pagine sono piene di notizie e notiziole sue.

    I morti sul lavoro in Italia ci sono sempre stati (ovunque, a dire la verità); l'Afghanistan invece è un problema contingente. La notizia è più notizia. Infatti, se noti, diveri articoli di morti sul lavoro iniziano con "l'ennesima tragedia sul lavoro".

    Che stanca, deprime, non fa aumentare gli utenti.
    Berlusconi fa schizzare le discussioni e le letture alle stelle (infatti ne parlano tutti), e non solo perché è il nostro presidente del Consiglio. Fa notizia, fa pezzo, fa quasi divertire, se non fosse un caso politico.

    Scritto da boh, 1 anno, 2 mesi fa


  8. Una delle cose che non mi piace molto nei giornali è che certe notizie vengono date solo per sparlare di un politico che non si “allinea”. Prendendo spunto (ma solo per puro esempio) anche da avvenimenti relativamente recenti, sarebbe bastato che il politico si fosse allineato e non avesse rotto, e il presunto o reale reato non sarebbe stato pubblicizzato. Come a dire: ”Se tu hai commesso delle irregolarità io non le pubblico perché, al limite, lo fa la stampa di opposizione, noi chiudiamo ambedue gli occhi. Ma se tu dissenti, io, giornale, mi comporto in modo diverso”. In questo caso il messaggio sembra essere: non è tanto importante o “etico” dare alcune notizie, ma la convenienza di darle, anche a prescindere che queste influiscano o meno sulle vendite del giornale. Forse mi sbaglio, ma, normalmente, non credo che un giornale schierato possa pubblicare a caratteri cubitali notizie che potrebbero far aumentare le vendite, ma nello stesso momento danneggerebbero lo stesso schieramento politico cui questo si ispira. “Etico” sarebbe se le pubblicasse indipendentemente.

    Scritto da q.e., 1 anno, 2 mesi fa


  9. Sì certo q.e. ma un direttore bada anche alle vendite pubblicitarie: altrimenti perde il posto!

    Un giornalista di un certo giornale ovviamente non va contro il politico che ne è il proprietario, però non tutti i giornalisti sono schierati: c'è anche, stranamente, chi cerca di fare del giornalismo "puro", all'americana, dando di un fatto una versione e un'altra opposta.

    Scritto da boh, 1 anno, 2 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.