Obama Sahib rimprovera la Cina: che dici di Apple e Nike, Mr President?

Barack ObamaGrande risalto sui quotidiani dell’India sul fatto che al summit del G20 Barack Obama ha rimproverato Hu Jintao, il presidente della Cina, di spendere “un’ermome montagna di soldi” per svalutare la moneta cinese.

Significa che le merci importate in Cina dagli USA diventano più costose, mentre i prodotti cinesi sui mercati esteri sono più convenienti. E questo a Obama non piace neanche un po’, e ha aggiunto che “è ingiusto, e i paesi con grandi surplus di produzione dovrebbero abbandonare la dipendenza insana dalle esportazioni“.

Insomma, ancora una volta gli Stati Uniti si erigono a poliziotti mondiali: prima lo facevano riguardo la democrazia, ora che hanno perso un po’ di smalto con la questione dell’Iraq – e lo stanno perdendo, a mio avviso, anche con l’Afghanistan – lo fanno a livello economico e parlano di giustizia dei mercati e scambio equo di valuta.

Ma quando la Nike, multinazionale americana con sede centrale in Oregon, sfruttava il lavoro minorile in condizioni di schiavitù in Pakistan, faceva una politica giusta ed equa?

E come la mettiamo con i suicidi in Cina della Foxconn, l’azienda che assembla iPhone, iPod e iPad per l’americanissima Apple? Tutto questo è irrilevante o la giustizia e l’etica sociale sono valori validi e condivisibili solo per i paesi dell’Asia e dell’Africa?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.