Diritti umani: Delara Darabi, morire perché donna, morire per amore

Enrica GarzilliAncora una violazione dei diritti umani contro una donna, perché donna. Ieri la terribile notizia che Delara Darabi, una ragazza di 23 anni condannata al patibolo per la complicità in un omicidio commesso nel 2003, quando aveva solo 17 anni, è stata giustiziata nella prigione di Rasht, in Iran. Qualche giornale sottolinea, con una certa ironia, che Amnesty International ha protestato perché il suo avvocato non era stato informato, come legge prevede, con almeno 48 ore di anticipo. Iranian.com inquadra l’esecuzione in un contesto politico.

Ma il fatto ancora più atroce è che Delara è morta per amore. Lei non aveva commesso niente. Il vero colpevole era il ragazzo, che l’aveva convinta a denunciarsi perché, come minorenne, non l’avrebbero condannata. Certa che questo lo avrebbe salvato, Delara gli aveva dato retta.

Lo ha fatto per amore, solo per amore. E’ stata condannata a morte solo perché è donna. E’ stato provato che lei non avrebbe potuto commettere il delitto e in seguito ha ritrattato. ma niente da fare. Al vero colpevole invece, il fidanzato, la condanna a 10 anni di carcere.

Eppure lei lo ha fatto per lui: per amore, solo per amore, per quella qualità totalizzante e speciale che ha anche la donna più brillante di credere a tutto quello che le dice il proprio uomo, quando è innamorata.

Chi di noi non l’ha avuta almeno una volta nella vita? E’ avere delle spesse fette di prosciutto sugli occhi, che non ti permettono di vedere con i tuoi occhi, di pensare con la tua testa, di sentire con il tuo cuore, tutta protesa verso il tuo “lui”. Il tuo cervello è il suo, il tuo cuore batte all’unisono con il suo. Che è sempre bello più di te, più intelligente più di te, più capace di te anche quando è un emerito imbecille, capisce più di te e ha sempre ragione.

Chi non è stata almeno una volta nella vita Delara Darabi? Chi non si sarebbe buttata sul fuoco per il suo lui, chi non gli ha consegnato non solo il cuore e il cervello, ma l’anima?

Questa condanna non solo ricopre di vergogna una nazione stupenda e di antica civiltà come l’Iran per il fatto in sé, ma la sbrutteggia perché è stata compiuta sopra una donna che, al tempo, era solo una ragazzina troppo innamorata.

E mentre lei non c’è più, l’uomo colpevole fra dieci anni uscirà e potrà sposarsi, avere bambini, avere una vita normale, magari espatriare, chi sa. Spero solo che il fantasma di Delara non lo lasci mai più in pace, che lo perseguiti il ricordo di questa bellissima, giovane donna troppo innamorata, che è stata uccisa perché colpevole di amarlo troppo.

Perché donna. Perché lo amava come una donna innamorata sa fare.



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.