Ho letto il post di Gianluca Neri I miei due cent sul Nanopublishing e dico anche io la mia, già messa come commento al suo post. Non avrà risposta, ma non importa: su Internet c’è posto per tutto, meno che… (leggi il post sotto):
Anche io dico la mia: caro Gianluca Neri, nonostante tu mi sia stato simpatico alla Blogfest del 2004, e sia stato molto gentile con me, io credo che stavolta tu non abbia proprio ragione.
Io sono, in un certo senso, nanoeditor dal 1994 di due e-journals accademici che sono molto utili agli studiosi, sia quelli che li leggono che a quelli che ci scrivono, molto citati e molto linkati specie dalle università . Certo, non siamo blog commerciali e siamo, perciò, assolutamente liberi sia dalle logiche di mercato, sia dalle logiche politiche (infatti prima erano ospitati ad Harvard e poi li abbiamo spostati in provider liberi).
Che ti voglio dire?
1) Che i blog commerciali hanno una funzione: in primis, per loro, fare i soldi (non con la pubblicità di Adsense, quella è ridicola, ma con quella degli spazi pubblicitari venduti alle aziende o, in futuro, del blocco di blog venduti, come ha fatto J. Calacanis con Weblogs Inc.)
Ma mi hanno detto che tu abbia fatto lo stesso, mutatis mutandis, con questo tuo blog, quindi, che male câè? Anzi, a proposito, è vero?
Fino a che Macchianera o i blog commerciali non commettono qualcosa di illegale o non degradano lâimmagine della donna, essenzialmente, pubblicando per es. cose/siti porno, non mi pare sia il caso di fare moralismo. Tu (forse) hai fatto dei bei soldi, anche altri vogliono farne.
Magari bisognerebbe vedere come, se magari hanno fregato qualcuno per farli, ma questa è unâaltra storia (che racconterò qui nel mio blog, prima o poi).
2) In secundis, il blog commerciale è una specie di servizio perché se voglio sapere tutte le ultime su, non so, i cellulari, vado sui blog commerciali che li trattano. Certo, è un servizio commerciale, non sociale! Che serve principalmente a chi fa il blog commerciale, ma tantâè!
In quel momento serve anche a me che lo “consulto”.
Quanto alle ridicole parole nanopublishing, o nanoeditor, ecc., concordo con te: ma perché da âsoubretteâ? o âpresentatriceâ? usiamo âanchorwomanâ?? Eâ più moderno, dà i!
Si potrebbe dire âpiccoli editoriâ?, ma fa molto meno ficoâ¦:)
E poi quel °editor fa pensare a Donald Trump… Non è forse questo il sogno di tutti?
ciao a presto,
Boh


NanoEconomy E così pare proprio che ai miei due cents sul nanopublishing sia stato dato un valore di gran lunga superiore, rispetto a quello nominale. Ne han parlato, tra gli altri, Massimo Mantellini, Vittorio Zambardino, Luca Conti, Blogdiscount, Wikilab, CommunicaGroup, Sestaluna,…
Scritto da Macchianera, 6 anni, 5 mesi fa