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ZenaCamp video

Ieri ho lavorato tantissimo e ho avuto tempo solo ora di riversare il video dello ZenaCamp di Genova sul computer. Lo devo tagliare perché ci sono tante cose mie e poi lo metterò online. Certo è il primo, ma ho capito alcune cosette per migliorare la qualità e penso che sarà il primo di tanti.

Ci sono molti amici e molta gente interessante. Devo dirlo però, quello che mi è piaciuto di più è stato Whitecoma.
Ora vado a nanna, domani con calma cercherò di sistemarlo e di farlo vedere, Inshallah.

Genova è una donna

pappagalliAndando allo ZenaCamp, vi racconto la scoperta di Genova, donna opulenta, ponte sull’Oriente, pappagalli colorati, muro di gelsomini, mare profondo.

Per tutti quelli che sabato scorso hanno sorriso con me.

(foto)

Un felice ZenaCamp all'insegna del dono

Hanno già parlato in molti dello ZenaCamp e in molti hanno pubblicato le foto. Io aggiungo solo due cose che mi hanno colpito di questo BarCamp alle trenette: l’allegria e il dono. Di Andrea, uomo concreto e felice, degli altri organizzatori tutti gentili (alcuni sono qui), di Maria alla reception, della città, che mi ha accolto in uno splendore di marmi, di centro storico antichissimo, di sole, di brezza, di mare blu e di abitanti così quieti, così disponibili, così sorridenti che non credevo che al nord ce ne fossero.

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Lo Zenacamp in treno, video e interviste

Fra poche ore partiremo per lo ZenaCamp di Genova. Ovviamente abbiamo seguito il tam tam di consigli su come non usare la macchina, così andremo in treno. E’ vicino ma noi viaggeremo belli comodi, due bipedi e le due cane. Più uno zainetto solo per loro per gli integratori vari — olio di fegato di merluzzo e Als — il riso soffiato, i libretti sanitari, le museruole d’obbligo e il pollo lo compreremo in loco — oltre a uno zainetto e un trolley per noi umani. E la borsona per il computer, e la mia borsina videocamera. Insomma, saremo pratici e leggeri.

Ho deciso che gironzolerò a filmare lo storico evento, occhi e orecchie tese: il posto, le persone, le cose, le presentazioni, l’off stage. E farò qualche intervista.

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Ragazze lavavetri al centro di Milano

Andando a comprare i biglietti del treno per lo ZenaCamp in un’agenzia di viaggio a Cinque Giornate c’era un certo ingorgo di traffico. Il semaforo era verde ma il furgone — guidato da un ragazzo — non partiva. Ho visto un uomo in scooter che strabuzzava gli occhi e si aggiustava il casco. Altri guardavano incuriositi.

Due ragazze bionde, finte ma va bene uguale — coda di cavallo, occhiali scuri, maglietta bianca scollata, borsina a tracolla, minigonna davvero a filo, calze fine color carne (effetto nudo) e stivali chiari con tacco — si avvicinavano alle auto, petto fuori e pancia in dentro e, con fare provocante, brandendo una spatola lavavetri, si mettevano a lavare i parabrezza. Sembravano facessero tutt’altro ma l’effetto era carino.

Ovviamente era una pubblicità. Fra questa e le mucche strane che invadono il centro, beh, non sono un’esperta, ma mi sembra molto più azzeccata!

Chi sa se il Sindaco Moratti farà come Cofferati nell’ottobre del 2005, quando a Bologna volle limitare con controlli e multe i lavavetri agli incroci?
Eppure, secondo un sondaggio (serio), i cittadini di Bologna hanno apprezzato il gesto del loro sindaco perché la legge va fatta rispettare sempre a da chiunque, proprio come a Milano la gente ha apprezzato le multe ai carretti dei cinesi a Chinatown. Mi chiedo se apprezzerebbe le multe a SUV, Jeep e così via che dal tardo pomeriggio sono parcheggiate in terza fila in Piazza S. Babila.

Il FemCamp delle donne e lo ZenaCamp delle trenette

Così, nella stupenda mattina di ieri, mi sono segnata al FemCamp. Ne avevo già parlato su L’Espresso di venerdì 13 (a p. 193) ma repetita iuvant. Il FemCamp è un BarCamp per parlare di donne nelle tecnologie e tecnologie delle donne:

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