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Milano e i suoi uomini III o Tante buone ragioni per tifare l'Inter

PopeyeParlo spesso di calcio, anzi, qui c’è una categoria apposta, ma neanche io sarei tifosa, men che meno dell’<a href="http://www.microsoft.com/isapi/redir.dll?prd=ie&ar=windowsmedia
Windows Mediall'Inter. Mi piace molto andare a San Siro — qui il video del famoso stadio — perché lì vedo vitalità e energia, quasi allegria, fra gente incattivita e ammalinconita che non vede l’ora di cambiare vita, questo sì, o fra “gli splendidi”, quelli a cui va tutto benissimo e sono sempre sorridenti e felicissimi che, però, fuggono da questa città appena possono, fra rigorosi week-end e vacanze di un mese in posti esotici. E poi a San Siro, visti da ragionevole distanza, ai giocatori sembra davvero che importi quello che fanno e che sia davvero uno sport.

San Siro mi piace specie quando fa molto caldo, perché l’aria umida e bollente di Milano si combina bene con la copertura che si surriscalda e l’erba, creando una piacevole sensazione di cappa e afa che pesa addosso. Uno si ritrova sudaticcio da capo a piedi come se avesse fatto una doccia piena di smog e non sa neanche bene né come, né perchè. Dico la verità, mi ricorda un po’ l’India dopo il monsone, verso settembre, zanzare assassine incluse, e mi prende il solito fiottone di nostalgia e di bei ricordi.

Mi piace anche molto andare a San Siro quando fa freddo perché lì allo

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Olimpiadi invernali: la maratona di Buddha Boy

Buddha Boy
Che ci fa da nove mesi Ram Bahadur Bomjan, un ragazzo di 15 anni normalissimo, come tutti gli altri adolescenti né particolarmente poveri né ricchi che popolano questo pianeta, ai piedi dell’albero Pipal nella foresta del Buddha, a sud di Kathmandu, senza muoversi, senza lavarsi o mangiare, né usare una toilette? Ovvio: medita!

Il 19 gennaio scorso poi le vesti che indossava da 9 mesi sono andate a fuoco ma lui non si è bruciato. Merito del tapas, il fuoco di meditazione ascetica, quello per cui i monaci in Tibet praticano sui ghiacci con la sola tonaca e non solo sudano, ma sciolgono la neve intorno a sé.

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Educato o cafone?

Stamattina per caso ho visitato un sito un po’ grezzo e goliardico: l’Ipercafone: il sito per l’italiano medio e l’italiana standard.

Sì lo so il nome vi farà venire i capelli dritti in testa, ma non è così cafone, non più dei testi di alcuni blog che ho visto.

Il sito si apre bene con l’allegra marcetta “Fratelli d’Italia”.

C’è anche la comunità dell’Ipercaforum!:) dove si può:

- conoscere nuove amiche/amici (e incontrarli dal vivo ai raduni)
- divertirti scherzando con loro in un ambiente goliardico e accogliente
- discutere di politica, sport, sesso, pc, cinema, tv, musica, libri, cucina e altro
- puoi giocare on-line a briscola, mastermind, forza4, altri giochi
- puoi scaricare gratis foto di belle donne e begli uomini, e commentarle
- puoi votare ai tanti sondaggi e concorsi

Insomma, tanti vantaggi, come quello di giocare a briscola, per esempio, o partecipare a concorsi o premi, incluso il “premio fedeltà”.

Ci sono tante donnine sexy e sensuali, che non guasta mai, e pure qualche maschietto (che mi lascia del tutto indifferente — ma è questione di inclinazione e di gusti)

Poi ci sono i link ai siti più “cafoni e ignoranti del web”! Segnalate gente, segnalate…

Se entrate nell’area “consigli”, avrete la bella opportunità di farvi consigliare su tutti i problemi che vi stanno più a cuore da un team di esperti, senza andare da psicoterapeuta, prete o dottore!
E senza ricorrere sempre alla mamma o all’amica che assomiglia la Sorella-brutta-di-Sconsolata…:) (però ha dei begli occhi!)

Vi sono 3 possibilità:

1) La mitica Miti risponde alle vostre domande (in tempo reale)
2) I consigli zen del Dr. Psycho per una vita più serena ( purtroppo sospeso)
3) A modo mio: risponde il critico TV Sandro Scaringi (pure sospeso)

E’ ovvio che i “consigli zen” sarebbero stati adattissimi agli amici di ad Orientalia4All, ma insomma..

Ultimo plus: il “dizionario dei bassisinonimi.
Potete farvi una cultura insomma, se ancora non l’avete.
Cultura cafona, ovvio…

In tema di cultura, anzi, border-line fra cultura e sottocultura, sottolineo l’area “passioni del cafone“.
Ecco la definizione:

“Motori e telefoni cellulari… grandi passioni del cafone. Una classifica particolare ed un frasario veramente cafone.”

Insomma, c’è tutto il frasario del cafon-cellurarista.

Per amore della cultura e per aprirvi un po’ le menti ottuse e ottenebrate (in un corpo magari opimo e sciocco) trascrivo qualche frasetta.

Achtung:
Nella pagina se ne riportano altre un po’ desuete o inusitate, vi consiglio di leggerla tutta.
Il frasario è politically correct perché le frasette provengono da tutta Italia.
Dopo un’attenta lettura segnalo:

Tema: bello/brutto:

1) Sei tarmente brutto che ‘r cellulare se rifiuta de funzionatte!*
2) Sì tanto bona che quann te veco me s’aiz l’antenna.* (modello campano)
3) Ammazza quanto sei bona, pure er cellulare ar posto de e tacchette segna i cuoricini.* (modello romano)
4) Sì talmente beddra ca lu telefoninu quannu ti viru mi s’addruma sulu!* (modello sardo o siciliano, ASPETTO DELUCIDAZIONI DAI LETTORI)
5) Cumu si bona!! puru u cellulare quannu ti vida piglia tutti i tacche pi l’eccitazione.* (modello siciliano)

Ecco le 2 frasi che attraversano tutta l’Italia, nord-sud/est-ovest, con leggere variazioni dialettali:

6) Pronto?? Te sento a schizzi… sto all’autogrille… c’ho ‘na tacca sola
7) Ci siamo messaggiati per tutta la sera.*

E per finire in bellezza, in omaggio alla città dove vivo, una sola frase milanese, ma cruciale:
8) Parla più forte che non riesco a far star zitta la gente qua intorno (sentita — non da me — in Piazza del Duomo a Milano – ora di pranzo)*

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