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Facebook e la sifilide

Una volta se ti chiudevi in bagno diventavi cieco.
Ora pare che se usi Facebook ti prendi la sifilide (ANSA).

Plotbot, scrivere online da soli o in gruppo

PlotBotCarina l’idea, molto social quella di PlotBot, un servizio per scrivere online.

Si può utilizzare in modalità privata per scrivere da soli, si possono invitare altri per scrivere in gruppo, si può pubblicare il lavoro fatto per trovare altri sceneggiatori sul web. Non c’è niente da installare ed è gratis.

Cyberwar, scoppia la guerra informatica fra la Cina e l'Occidente

uomo cinese con computer Una relazione della NATO pubblicata venerdì riporta che il numero di attacchi al Congresso e alle agenzie governative USA è cresciuto in modo smisurato, fino a 1,6 milioni al mese. Il livello di allarme è alto e anche gli uffici europei sono stati allertati. Lo riporta il Times. Pare insomma che la Cina abbia deciso di carpire in tutti i modi i segreti dell’Occidente.

Gli Stati Uniti però non stanno con le mani in mano e hanno messo in campo l’Office of Cyber Security, fondato l’anno scorso, ed è sceso in campo il generale supremo, il cosiddetto cyber zar, Howard Schimidt.

Insomma, si sta scatenando una vera e propria guerra informatica. Ma siamo sicuri che gli attacchi vengano da cracker governativi e non da privati che usano i dati per rivenderli a nazioni nemiche fra loro? In fondo il capitalismo porta come conseguenza la voglia spasmodica di fare un mucchio di soldi a tutti i costi, anche quelli della sacra patria. Se poi la patria è di qualcun altro, meglio ancora.

Due pesi e due misure: riflessioni sull'informazione

Questo post è solo un piccolo ripensamento sulla conseguenza della squallida vicenda a cui si riferisce Ludovico. Chi non la sa o non l’ha seguita può saltare questo post a piè pari, sarebbe solo una noia.

Lo Web 2.0 è nato per condividere e non per diffamare, per conversare e confrontarsi sui progetti e sulle idee. Questo in linea generale. E in linea generale voglio parlare del fare informazione.

Mi ha fatto molto piacere leggere parole come quelle di Marco e di altri/e, tutti quelli che mi hanno scritto in email o mi hanno chiamato, chiedendomi la mia versione dei fatti, o hanno commentato in modo critico e intelligente, mettendo in dubbio l’occulta natura di santo, che si prodiga indefessamente al bene degli altri senza ritorno alcuno, di un noto blogger. Li ringrazio di cuore.

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Chiarire e non mentire: sulla vendita di BlogBabel

Questa è la risposta di Ludovico sulla vendita di BlogBabel a un post ingiurioso di qualcuno che ha fatto un po’ troppo il brillante per pararsi le spalle:

Gli ultimi giorni sono stati abbastanza faticosi, cosa che certo non aumenta il mio già scarso interesse per le polemiche intorno a BlogBabel. Credo ci sia però bisogno di qualche chiarimento, in particolare rispetto al post di Gianluca che propone una versione astiosa, grottesca, offensiva e con molte falsità di una trattativa svoltasi nei mesi scorsi.

Qualche mese fa avevo messo in giro la voce che avrei voluto vendere BlogBabel, e tra gli altri si era fatto avanti anche Gianluca facendosi tramite dell’interesse di due aziende. Fin da subito l’affare sembrava poco chiaro: delle due aziende potevo incontrarne solo una, ma sapevo già che non avrei dovuto accettare una loro offerta; la seconda non era interessata a vedermi, e avrebbe comprato a scatola chiusa. Non ho grandi esperienze di trattative commerciali, ma nei miei 15 anni di lavoro per grandi aziende, spesso su progetti da milioni di euro, una cosa così non l’avevo mai vista e mi era sembrata da subito poco seria. Decido comunque di proseguire, per vedere dove si sarebbe andato a parare.

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I like it

Magic Italy magazineEcco, l’ho detto. A me questo tanto vituperato sito del Ministero del Turismo italiano piace. Si carica al volo, è colorato, pieno di bei paesaggi italiani (non si sono sbagliati), scritto in quattro lingue, un bel link alle Ferrovie e ad Alitalia in basso. Unico neo, il volto sorridente di Berlusconi. ‘Nne pozz cchiù!

PS del 18 luglio alle 9:16: Due errori grossolani segnalati da Carlo Andrea Pattacini, Valdorcia (errore dubbio, si scrive Val D’Orcia?) e un automobile (alla voce Noleggio: “noleggiare un automobile”)!

Così su Internet mi diventi cieco

Proprio mentre pensavo, alla Bossi, a festini nella villa del Cavaliere fra i prigionieri di Guantanamo e le sue giovani e procaci amiche (pagate?), che poi sarebbe un bel modo di impegarle in servizi socialmente utili — nonché sono certa che i maschietti parlerebbero di più che a Guantanamo, ché la carota funziona più del bastone e della scossa elettrica — sentivo per radio di uno studio italiano fresco fresco, assolutamente rivoluzionario, che dice che i siti porno su Internet causano dipendenza.

Fra poco, mi pare a Rimini, apriranno una clinica per disintossicarsi dall’uso di Internet per fare sesso. Pare addirittura che i ragazzini (e i maschi adulti) passino le ore a guardare le immagini e a chattare con le signorine del mestiere, e questo porti a un’irrefrenabile coazione a ripetere.

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Venti fascisti in Eurasia: Russia e Iran

Iran bombMentre qui a Milano le ronde fasciste con l’aquila sul berretto hanno rimpiazzato i Guardian Angels in rosso che più di una volta mi hanno scortato sulla metro, la riflessione oggi non può essere che su due grandi, potenti nazioni del continente euroasiatico, che stanno radicalizzandosi in una visione fascista e antioccidentale (e, innanzi tutto, anti-americana): la Russia e l’Iran.

In Russia queste idee, propugnate da Aleksandr Dugin, stanno prendendo sempre più piede nel governo, nei media, nelle università e fra la gente comune. Importanti rappresentanti della società russa sono affiliati al suo Movimento Internazionale Eurasiatico, che proclama la “missione russa in Europa e nel mondo del 21esimo secolo“. Idee dichiaratemente imperialiste: in pratica, il movimento vuole che la Russia diventi una seconda Roma.

Sull’argomento vi consiglio due lavori principali: l’eccellente studio di Aleksandr Dugin: A Russian Version of the European Radical Right? di Marlene Laruelle e i lavori di Andreas Umland, specie la tesi di dottorato (tutto nella sua pagina).

A proposito dell’Iran, le elezioni appene avvenute — che hanno visto un’affluenza alle urne impensabile in Occidente — la riconferma del presidente Mahmoud Ahmadinejad alla guida del paese e la conseguente ondata di repressione verso i maggiori esponenti politici e i media, compreso il Web, e il problema del nucleare, vi consiglio due eccellenti articoli: il post di Marco Restelli, giornalista a tutto tondo, specializzato sull’Asia con particolare riguardo alla storia dei Sikh e Bollywood; e l’editoriale su Avvenire di Riccardo Redaelli, professore di politica, storia del Medio Oriente e geopolitica all’Università Cattolica di Milano, specializzato sull’Iran e socio fondatore, come me, di Asia Maior.

E se proprio volete capire tutto, ma proprio tutto sull’Iran contemporaneo, comprate il suo libro, appena uscito per i tipi della Carocci editore. Riccardo non scrive basandosi solo sui documenti su carta e su Internet: lui va a viene da questo meraviglioso e difficile paese. Non sta in un hotel 5 stelle per 7 giorni e poi scrive il suo bel libro, ma ci lavora. Ha una conoscenza profonda, continua e di prima mano dell’Iran. E sa parlare, spiegare, rendere semplice — senza banalizzare — idee, storie e concetti così affascinanti, così complessi e così apparentemente lontani da noi.

Internet è un diritto fondamentale

InternetL’accesso a Internet è un diritto fondamentale [...] come la libertà di espressione e la libertà di accesso all’informazione (Commissario Viviane Redding al Parlamento Europeo).

Prima vittoria al Parlamento europeo. Il pacchetto Telecom, cioè Telecoms Pakage, un insieme di cinque direttive europee che regoleranno le telecomunicazioni fisse e mobili, di Internet e delle reti future, ha reintrodotto l’emendamento 138/46 che stabilisce la libertà di accesso. Questa è la prima vittoria per gli utenti/consumatori e per tutti i cittadini, ottenuta grazie alla mobilitazione generale.

Il Parlamento europeo ha però adottato un compromesso sulle questioni dell’eguaglianza dei network: non ci sarà una forte protezione contro la “net discrimination”, cioè Internet libero da ogni discriminazione riguardo al contenuto, all’applicazione e ai servizi a cui gli utenti possono accedere o possono distribuire.

La questione è di estrema importanza per tutto il mondo, visto che anche nei paesi in via di sviluppo Internet è un mezzo di comunicazione e di informazione molto usato, magari collettivamente, perché più completo e più economico di tutti gli altri e quasi altrettanto veloce di un cellulare.

Fabio Metitieri: Il grande inganno del Web 2.0

Io ho il mio modo di ricordarlo, che è quello di invitarvi a comprare il suo volume, uscito il giorno stesso in cui è mancato. A me è sembrato sempre molto lucido, spietato, a volte aggressivo: ma quante cose giuste ha detto!

Fabio Metitieri
Il grande inganno del Web 2.0
Aprile 2009, collana «Saggi Tascabili Laterza» [322]

Addio Fabio!

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