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La communità dei cowboy di Internet fra Web 2.0, ecologia e diritti umani

Oggi l’inserto Nòva del Sole 24 Ore pubblica un articolo di Enrica Garzilli su di un nuovo modo di vivere la community dei cowboy di Internet e del camputer, a cavallo fra competitività ed etica negli spazi sconfinati del Selvaggio West di Internet. Una comunità che unisce lavoro e rispetto per l’ambiente, Web 2.0 e i poveri del mondo, un nuovo modo di lavorare e di relazionarsi in modo collaborativo, per scambiarsi e rielaborare non solo Feed e RSS, ma le risorse della terra.
stripE’ questa l’amara verità: con i blog le frontiere della informazione, della opinione e della scrittura, a qualsiasi livello, non sono più monopolizzate dai giornalisti e dagli editori e dall’Ordine dei Giornalisti e le case editrici vampiro, che ai poeti e agli scrittori spesso e volentieri chiedono soldi per pubblicare. E i blogger pubblicano anche sui giornali. Nelle parole del loro presidente Lorenzo del Boca (e scusate se non le riporto dalla fonte originaria, cioè l’ANSA, ma da un blogger che stimo da sempre, Luca Conti) la libertà dei blog però è un’illusione:

A lungo andare [...] illudersi che la liberta’ sia nel cicaleccio della piazza resta un’illusione.

(e notare il cicaleccio). Certo, perdere il privilegio monopolistico di parlare e “stampare” in modo pubblico e di avere una credibilità in quanto portatori o diffusori di notizie, di idee, di opinioni, di scrittura, di parole insomma, o di scienza, e, quindi, di pensiero, posso capire che gli scocci un po’.

Ma c’è anche chi ormai da un po’ ha unito blogging, blog e blogger e giornalismo ad alti livelli

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Il Sole 24 Ore e Blogosfere

Marco MontemagnoC’è chi non capisce perché il Sole 24 Ore abbia comprato il 30% di Blogosfere.

Io capisco benissimo invece: nel Far West di Internet si compra terreno, si guadagnano spazi. Che poi ci sia l’oro sotto o ci sia solo l’erba sopra non importa, tanto Web 2.0 è tutto edificabile. E’, credo, un investimento a lunga gittata.

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Hack Day London 2007: Hacker e Yoga

hacker meditating, London 2007This is my hack!
La colonnina verde dei voti era molto più alta di quella rossa e così Per, un ragazzo danese che è stato tutta la notte vicino a noi a programmare, senza mai alzare la testa, è stato uno dei 15 vincitori circa su 73 concorrenti. E’ stato premiato con una radio col digitale terrestre. Questo è Per. La foto a lato è di un hacker sconosciuto mentre medita sul bean bag di Yahoo!, presa qui.

Mentre me ne stavo andando ho conosciuto Premsagar (che significa Oceano d’amore) e Madhava (che è il nome del dio bambino Krshna), altri due vincitori. Sono soci unici di una società di consulenza fondata 2 mesi prima. Erano venuti da Bristol per provarci, per lavorare insieme per un giorno intero senza interruzioni, per vedere il livello degli altri hacker. Senza davvero aspettarselo hanno vinto. Ambedue erano stati già contattati per un job interview da Yahoo!.

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Hack Day London 2007: Jacob Kaplan-Moss su blog e giornalismo

hackdaylondonQualche hacker lo dice chiaramente sul palco, mentre in 60 secondi presenta quello che ha fatto: “aiutateci a diventare qualcuno.”
Mi piace la franchezza di questi giovani uomini, e donne, che provano a migliorare la loro vita con la loro passione.
Su questa pagina trovate tutto, canale IRC, blog, foto e il resto per seguire l’evento, se vi siete ammalati e non siete potuti venire.

A pranzo e dopo ho parlato a lungo con un famoso programmatore che scrive anche online, Jacob Kaplan-Moss. E’ uno dei maggiori programmatori di Django e lavora per il Lawrence Journal World, un giornale in stampa e online basato a Lawrence, in Kansas, che ha ricevuto i più grandi premi di giornalismo in USA e ha segnato la strada del giornalismo online.

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Live dall'Hack Day London 2007 -- the end: e la Community?

Stanotte a mezzanotte sono andata via, a dormire. La rappresentanza italiana, 2 in tutto, sono rimasti a programmare fino a tardi e poi si sono buttati sui cuscini.

C’erano in tutto 40-50 persone che programmavano, la linea a notte fonda andava, ma tutti per conto loro. Quel grande senso di stare insieme a creare e collaborare non c’era. I pochi coraggiosi in realtà mettevano a punto le cose già fatte a casa, pronte per la presentazione. La potete godere dal blog dell’evento.
Stanno qui per ritagliarsi il loro posticino nel Web 2.0 e, perché no, vincere, fare il grande balzo nella vita. Per avere successo, per fare soldi, per diventare qualcuno.

Niente community, solo Wild West.

Spam e lamer professionali a Orientalia4All

Anche stanotte qualche lamer “professionista” ha attaccato il mio blog. Mi stupisce quanta gente non abbia niente di meglio da fare, anche di domenica.

Mi spiace che non sia in grado di difendermi da sola, ma se avete delle buone idee siete benvenuti!

Morire di calcio

Quando si legge una notizie come questa viene voglia di smettere di dare soldi e cuore per uno sport dove ci son tanti deficienti. E delinquenti.

Un passo sopra il cielo (in Web 2.0)

Questo ha scritto di me Leluccio di Mash-ups in Italy compilando una lista di blog che in qualche modo lo ispirano. Non so se, come scrive lui, io faccio davvero parte della

gente che ne sa davvero e alla quale mi rivolgerei per chiedere consigli ogni volta che mi trovo a averne bisogno

ma, certamente:

1) mi sento davvero un passo sopra il cielo! Grazie, Lele, per avermi capito così bene, è bello vedere che un amico di viaggio che si conosce quasi solo per scritto ti comprende così a fondo;

2) Lele scrive dei pezzi di analisi sociale e fa delle presentazioni di libri di una completezza e una profondità rare per un giornalista — come si sa, i giornalisti sono al 90% dei tuttologi superficiali e dei bugiardi cronici:);

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BarCamp Turin o Pune India? Questo è il dilemma..

Mentre qualcuno si chiede di cosa parlerà al prossimo BarCamp che si terrà a Torino il 2 dicembre, io quel giorno sarò in India come uno dei 25 delegati della Comunità Europea alla conferenza “‘The role of the State in a liberalized economy” in seno al progetto Poros. La conferenza è sponsorizzata dalla CE, organizzata dall’EPLC (European Public Law Center) e dal Ministero della giustizia indiano e vari altri enti e organi nazionali e sovranazionali, fra i quali l’Indian Law Society (ILS) Law College di Pune.

Parlerò il 2 dicembre e il titolo della mia relazione è “Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens.” Parlerò anche dei blog, del ruolo che hanno nel processo democratico. Dico la verità? Ho studiato tanto! Mentre sul processo democratico e dei rapporti fra stato e cittadino me ne occupo, se pure non in modo continuo, da un po’ di anni (diciamo 15), di Web 2.0 no. Così ho letto, letto, letto e mi sono fatta spiegare un po’ di cose da Ludovico. Sapete che ho capito? Che siamo circondati dalla tecnologia! Viviamo in un oceano, un marasma di tecnologia e non ce ne accorgiamo neanche più. Fa parte della nostra vita di ogni giorno. Almeno qui, in Occidente.

Da oggi, quindi, comincerò a fare il resoconto delle mie giornate indiane, dei giudici, degli avvocati e dei ministri, dei luoghi, dei computer (cercherò di fare la presentazione in PowerPoint) e.. dell’organizzazione! Parlare dell’”organizzazione” indiana è la parte più difficile, insieme al fatto che starò in viaggio, fra volo e standby, 32 ore esatte all’andata, un po’ più al ritorno.

Quindi, stay tuned. Domani telefono all’albergo per sincerarmi che mi abbiano dato la camera che voglio. Dovrei avere una bella camera doppia con connessione, anche se non ci faccio niente perché a fianco della hall c’è l’Internet point. Vorrei anche cambiare il volo Mumbay-Pune in servizio limousine, dato che sono solo 160 Km. Vi racconterò.

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