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Il libro è vivo e sta bene (specie se è online)

libriScorrete le pagine di Come la carta, un bel blog di Antonio Maccioni. Il sottotitolo è tutto un programma: Letterature e Filosofie nel Web 2.0.

Potete leggere riflessioni e notizie su letteratura e letterature comparate, rete sociali e ricerca, reti ed editore, archivi e cataloghi, biblioteche e cataloghi online e quello che riguarda il mondo dei libri.

E anche un’intervista a Enrica Garzilli. Che non piacerà a chi dice che i giornalisti e i critici sono venduti, i blogger sono liberi. Ma chi l’ha detto?

Due pesi e due misure: riflessioni sull'informazione

Questo post è solo un piccolo ripensamento sulla conseguenza della squallida vicenda a cui si riferisce Ludovico. Chi non la sa o non l’ha seguita può saltare questo post a piè pari, sarebbe solo una noia.

Lo Web 2.0 è nato per condividere e non per diffamare, per conversare e confrontarsi sui progetti e sulle idee. Questo in linea generale. E in linea generale voglio parlare del fare informazione.

Mi ha fatto molto piacere leggere parole come quelle di Marco e di altri/e, tutti quelli che mi hanno scritto in email o mi hanno chiamato, chiedendomi la mia versione dei fatti, o hanno commentato in modo critico e intelligente, mettendo in dubbio l’occulta natura di santo, che si prodiga indefessamente al bene degli altri senza ritorno alcuno, di un noto blogger. Li ringrazio di cuore.

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Fabio Metitieri: Il grande inganno del Web 2.0

Io ho il mio modo di ricordarlo, che è quello di invitarvi a comprare il suo volume, uscito il giorno stesso in cui è mancato. A me è sembrato sempre molto lucido, spietato, a volte aggressivo: ma quante cose giuste ha detto!

Fabio Metitieri
Il grande inganno del Web 2.0
Aprile 2009, collana «Saggi Tascabili Laterza» [322]

Addio Fabio!

E-gov 2012, la nuovissima cura di Brunetta vecchia di tre anni

BrunettaCominciamo l’anno con una notizia davvero nuova, che porrà l’Italia in testa a tutti i paesi dell’Europa e dell’Asia. Il ministro della fannullonaggine Brunetta, infatti, ha trovato una cura per rilanciare l’economia italiana:

[il] piano «e-gov 2012»: un vero e proprio salto di qualità nell’utilizzo delle tecnologie informatiche già in possesso delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali per migliorarne le prestazioni, ridurre i tempi di attesa di una pratica e garantire il massimo accesso possibile a cittadini e imprese.

Vuole potenziare le tecnologie informatiche e l’implementazione del sistema pubblico di connettività, che oggi consente alle amministrazioni centrali di comunicare online, perlomeno dal lato dell’offerta pubblica di servizi. In soldoni: dare vita o sviluppare l’e-governance o e-government (che sembra che non siano la stessa cosa).

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I blog fanno schifo?

Enrica GarzilliConcordo con Massimo che i blog

Hanno fallito perchè le notizie sono “troppo” controllate. Un sacco di blog non hanno altro che notizie. Tutti le stesse notizie. Pochi, invece, hanno uno straccio di opinione. Questi secondi, ovviamente, non vengono inclusi in Google News, mentre i primi sì.

Il fatto è che i giornali dovrebbero dare le notizie, e invece si leggono prima dalle agenzie; dovrebbero darle diversificate, invece se prendete le prime pagine dei maggiori quotidiani sono tutte uguali.

E i blog fanno altrettanto. D’altronde, a mettere sul blog cose diverse, o nuove, o semplicemente opinioni e storie personali (che non siano raccontini da pornografia di liceo, che o sei davvero brava o sei patetica), si fa come succede a me: ai BarCamp tutti mi dicono

Bello il tuo blog! Però lo leggo poco perché è di nicchia..

Stesse parole dette da tutti. Ma dico, l’avete aperto? E se non l’avete fatto, come fate a dire bello? Ma poi ho capito: non essere di nicchia vuole dire riportare tutti le stesse due tre cose pseudo-tecniche di tutti, quelli migliori con commenti personali, altrimenti con la notiziola sbattuta lì.

Ecco, se vuoi stare nel giro dei party, dei link, degli inviti a conferenze, delle interviste (da parte di altri blogger), ecc., devi attaccarti come in una catena a quello che dicono e fanno tutti. Presenziare, partecipare, non farti scappare neanche un evento dove ci siano le parole chiave Business, Web 2.0 e Conversazione. Solo così sei incluso e solo così sei “uno che conta”. Noi contiamo. Siamo fra i magnifici 30 (e che non sia mai che sei 31 o 32, che non vale più).

Che poi è una percezione autoreferenziale, ché fare tutto quello di cui sopra conta poco comunque, in termini generali. Non è fama né notorietà: se ti va proprio bene è essere conosciuti nel giro di poche migliaia di persone in Italia.

E mi pare che molti blogger che dicono che i blog fanno schifo facciano esattamente questo.

Al Gore e Current vanno a caccia di blogger e di reporter

Al GoreCome sospettavo per il mio invito personale ma un po’ tardivo, anche Panorama ha scoperto che Al Gore è a caccia di giornalisti per il lancio di Current TV.

L’Ambra Jovinelli, ex teatro piccante (e anche porno) che neanche Pasolini disdegnava (anche se su Wikipedia lo hanno assai nobilitato), è grandino…

Ancora la pubblicità di Sky

EnricaNon solo ogni giorno e più volte al giorno, in un orario che preferibilmente va dalle 7 alle 7:45 di sera, quando di solito la gente torna a casa e ha le difese più allentate perché è stanca e stufa, ricevo delle telefonate che pubblicizzano questo o quel servizio di Sky, ma ieri pomeriggio ho ricevuto un invito dal “team di Sky” che mi annuncia che in occasione del lancio ecc.

Al Gore incontrerà a Roma blogger e internauti.
Il tema dell’incontro, organizzato da Sky, sarà l’esempio di Current e “La nuova comunicazione ha bisogno di te!”.

Io ne deduco che cercano di catturarmi perché ancora il teatro non è pieno, voi che pensate?

Al Gore superstar, blogstar e blogosfera

Enrica GarzilliMi ha abbastanza stupito tutta la polemica sugli inviti (che in realtà non lo sono, a meno che non mi sfugga qualcosa) di Marco Montemagno per l’evento che si terrà a Roma per lanciare CurrentItalia. Ma che cos’è? Trascrivo dal sito:

Siamo un canale satellitare e via cavo internazionale studiato per dare a Voi, il pubblico, la possibilità di creare e controllare i programmi mandati in onda in televisione. Siamo partiti nel 2005 negli Stati Uniti… e approderemo in Italia ad aprile su SKY.

Ovvio quindi che Marco faccia pubblicità all’evento, visto che è un giornalista di Sky. Come ospite d’onore Al Gore, premio Nobel per la pace 2007 per il suo impegno in difesa dell’ambiente. Ma attenzione: non si può chiedergli di questo o dei problemi legati, per esempio, allo sviluppo (in)sostenibile delle telecomunicazioni, ma le domande verteranno solo su Current:

L’argomento è il lancio di Current e tutti i temi che Current si porta dietro (nuova tv, produzione dal basso, videomaking, nuove frontiere della comunicazione…).

Il clamore in realtà è venuto, secondo il mio parere, perché delle persone si sentono ingiustamente escluse dai famosi 30 blogger che Marco ha invitato, incaricandoli di invitare altri blogger (“ognuno dei prescelti ha 20 codici invito a testa per i propri lettori”) e di dare visibilità all’evento. E i famosi 30 sono stati qualificati nel blog di Marco come VIP: quindi, tutti gli altri sono plebaglia.

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Capire bene Web 2.0 e User generated content

moneyPer certe cose va ancora bene: e-governance ed e-government, per esempio. Lo dicevo nel 2006 in “Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens” e lo ribadisco ora. Infatti molti esempi di partecipazione dei cittadini online lo dimostrano, anche se non in modo così eclatante come si era pensato.

Ma rispetto alle aziende, ai media e a un bel po’ di scrittori tecnologici, Web 2.0 e User generated content funziona così: noi utenti diamo le idee, i contenuti, i pareri e le discussioni, spesso anche i dati, condividiamo progetti e partecipiamo in modo costruttivo, e loro ci fanno i soldi.

L'agenda dei cittadini e la democrazia

Dato che ho sempre pensato (e scritto) che Internet possa servire a costruire la democrazia, di “buon governo”, il potere della buona informazione anche se micro, fatta dai blog, e dei grandi media (su Internet, carta, TV, ecc.), ho parlato a lungo sin dal 2006 in India come uno dei 25 delegati giuristi della Comunità Europea in “Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens.“. Col motore di ricerca a fianco si possono trovare e leggere i post.

Ora vorrei associarmi all’idea di Luca De Biase di “un’agenda dei cittadini fatta dalla conversazione dei cittadini” (in questi ultimi giorni ha scritto diversi post, peccato non poterli linkare singolarmente). L’idea è che anche in piccolo l’informazione che emerge dal medium che stiamo costruendo in rete, coi nostri siti e i nostri blog, influisce sull’agenda politica del paese.

De Biase ha perfettamente ragione sul potere che riguarda i grandi media, e basta leggere il post di un grande giornalista, editorialista e critico di carta e TV americano, Jeff Jarvis, quando pochi giorni fa notava che la prima pagina del New York Times del 30 gennaio non riportava la vittoria di Hillary Clinton in Florida, e neanche la riportava con un articoletto interno, mentre era bella lì sulla prima dello Washington Post. E si chiedeva come mai.
Dubbio lecito, domanda più che lecita.

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