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India, nella scuola di Tagore bere sale e urina cura l'enuresi: parola di guru

Vi ricordate della scuola e l’università di Shantiniketan vicino Calcutta del Nobel Tagore, di cui ha parlato anche Amartya Sen – e di Tucci che nel 1925-26 ha insegnato nella sua università, Vishvabharati? La famosa istituzione si è resa protagonista di una vicenda che ha sollevato le proteste dei gruppi di diritti umani e da mesi sta schierando i politici, a cominciare dal Primo ministro dell’India Manmohan Singh, attori e religiosi. Con tanto di causa legale.

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Politica, merito e corruzione

TagoreI maneggi sono sempre esistiti, nel senso che sempre c’è stato chi ha ricoperto certi posti statali senza regolare concorso, ma con l’aiuto di qualche santo. Anche nel secolo scorso.

Bisogna dire però che, quando è stato mandato dal Ministero degli Affari Esteri a insegnare all’Università fondata dal Nobel Rabindranath Tagore, in India, almeno lui se lo meritava.

Nessuno è in grado di fare una brillante carriera senza avere delle qualità, fosse anche solo quella di sapersi vendere al meglio.

La dolcezza dello sguardo di un pandit

panditNell’anno accademico 1925-26 Giuseppe Tucci insegnò Lingua e letteratura italiana a Shantiniketan, nella scuola del premio Nobel Rabindranath Tagore. Lì a Shantiniketan divenne amico del direttore della scuola, il pandit Vidhushekara Bhattacarya. Così lo descrive Formichi quando lo venne a prendere alla stazione di Bolpur, vicino alla “Dimora della pace”:

..uno dei maestri più dotti e autorevoli. Macilento, incartapecorito, ad onta abbia di poco varcato i quarantacinque anni, potrebbe servire da eccellente modello a un pittore che volesse rappresentare il tipo di perfetto asceta. La dolcezza del suo sguardo è lo specchio fedelissimo della sua anima. (continua)

(foto)

Giuseppe Tucci a Vishvabharati, università della libertà e della gioia

British Empire (c) libraries.psu.eduVishvabharati, luogo “libero e felice”, il regno di freedom e ananda, la gioia. Fu in questa università internazionale, fondata da Rabindranath Tagore agli inizi del ’900, situata a Shantiniketan, nel Bengala Occidentale, che Tucci venne iniziato all’India. Infatti, fu Visiting professor di Lingua e Cultura italiana e probabilmente collaborò con la cattedra di cinese, dato che lo conosceva molto bene.
Leggete qui la sua meravigliosa avventura.

Vi stette per tutto l’anno accademico 1925-26. Fu chiamato dal suo maestro Carlo Formichi ed entrambi vi andarono come portavoce di Mussolini e in segno di amicizia fra il Premio Nobel Rabindranath Tagore, il massimo esponente del Rinascimento Bengalese, e il Duce. Il Fascismo aveva bisogno di consensi all’estero e, inoltre, aveva con l’India un nemico comune: l’Impero Britannico.

Tucci a Vishvabharati, incontro d’Oriente e d’Occidente, di studiosi, di insegnanti, di artisti, di scienziati, di lingue, di metodi, di studi, imparò a parlare in sanscrito, cosa che gli tornò utile perché era la lingua franca dei pandit, perfezionò il tibetano, imparò il metodo della discussione filosofica, migliorò il bangla o bengali, la lingua del posto, e imparò l’hindi. Più di tutto, fece amicizia con Tagore e altri importanti intellettuali, cosa di cui si servì anche in seguito.

Vishvabharati nel 1951 è stata dichiarata una delle università principali dell’India e da allora riceve in modo prioritario i finanziamenti del Governo.

Sapete poi che quando siamo andati a Londra agli inizi di gennaio ho scoperto che davanti a Buckingham Palace ci sono un bel numero di colonne disposte a semicerchio e su ognuna è inciso il nome di una nazione dell’ex-Impero Britannico? La mappa sopra l’ho presa qui e ne mostra l’estensione: davvero sui paesi dell’Impero non tramontava mai il sole!