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Le cicogne di Milano

cicogneDopo qualche secolo sono ricomparse le cicogne a Milano.

Il loro nido si trova lungo la tangenziale est e la Lipu effettua delle visite guidate, ordinate, tenendosi a debita distanza per non disturbarle.

So che le cicogne sono animali molto delicati e amano i posti puliti, mi chiedo quindi: che ci fanno qui, in mezzo alla “società civile“?

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Il migliore dei mondi possibili: la Cina

censuraIl giorno prima che Google indirizzasse il traffico su Hong Kong Liu Yunshan, direttore del dipartimento della propaganda del partito comunista cinese, ha notificato ai maggiori quotidiani, televisioni, stazioni radio e alle più grandi compagnie Internet 18 argomenti proibiti.

Fra questi la rivalutazione dello yuan chiesta dagli USA, la corruzione, i problemi legati alla regione autonoma del Tibet e dello Xinjiang, le difficoltà degli studenti a trovare lavoro dopo l’università, la sicurezza alimentare, l’aumento del prezzo dell’olio per cucinare, l’alto prezzo delle visite mediche e la disparità di accesso alle cure. Ovviamente Liu ha bandito la critica contro la Cina mentre ha incoraggiato quella verso gli USA.

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Patrizia D'Addario lifestyle

La signora D’Addario faceva tutto solo per realizzare un progetto. Perché, come dice lei, per una ragazza sola è dura.

Povera D’Addario, a vederla qui pare un topolino timido e indifeso nella mani di una banda di gatti affamati. La cosa strana però è che lei ha sempre registrato tutto, con tutti. Fa pensare.

Come fa pensare che la D’Addario dice che a Bari le hanno chiesto “loro” di candidarsi nelle liste di «La Puglia prima di tutto». Sembra quasi che il piano del governo sia stato quello di invadere il paese con veline, escort e modelle, dandogli posti politici e amministrativi, e tenersi i posti chiave per comandare e decidere in assoluta libertà.

Ma, in fondo in fondo, anche che i topolini così sprovveduti non sono..


(via Vittorio Pasteris)

Le elezioni in Europa e la nomea di Noemi

Come dicevo, sembra che in Europa la destra estrema sia aumentata. Normale, in tempi di recessione economica. In Italia il Partito delle Libertà è diminuito ma i partiti razzisti aumentano e anche i verdi aumentano.

Come a dire che l’Europa si avvia a diventare un paradiso in terra governato da brutta gente.

Sia La Repubblica sia il Corriere della Sera, per distinguersi come al solito, pubblicano le foto di donna Letizia al voto (il Corsera le mette fra quelle dei “big al voto”!).

La signora è andata a votare col sorriso da telecamere, messa su fino nei minimi particolari, rossetto freschissimo e capelli fatti un secondo prima, come se fosse a una comparsata TV. Forse ingenuamente ma mi chiedo: crede di avere una bella nomea che si presenta con un’aria così spavalda?

Noemi Letizia

Impieghi utili: perché votare

Le prossime elezioni del parlamento europeo saranno le più grandi elezioni pluri-nazionali del mondo: circa 375 milioni di votanti di 27 paesi liberi e indipendenti, per eleggere 736 rappresentanti. A causa della recessione economica, che in Europa non accenna a migliorare, si prevede che la destra prenderà ancora più piede, nonostante i cambi di guardia possibili in due paesi, la Gran Bretagna e l’Ungheria.

Simon Hix, professore di Politica europea alla London School of Economics and Political Science e analista politico, prevede che Popolo delle Libertà, Lega Nord e Italia dei Valori aumenteranno le preferenze a scapito di Partito Democratico, Rifondazione – Comunisti italiani, Sinistra e Libertà e Lista Bonino (qui le previsioni comparative complete, paese per paese).

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Opportunità a 90, 180 e 360 gradi

Noemi Letizia

Da un’intervista a donna Letizia (Noemi):

Cosa vorrà fare da grande?

La showgirl. Ho studiato danza, ho iniziato a 6 anni. [...] Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi.

Se fossi maliziosa, mi chiederei a quanti gradi donna Letizia coglie le opportunità. Ma dato che non lo sono, mi limito a pensare che questo è il nuovo curriculum per le ragazzine: prima la velina, poi la carriera politica.

The Wall Street Journal sul feuilleton Lario Berlusconi

BerlusconiNe parla anche l’autorevole The Wall Street Journal, che scrive un articolo molto sobrio, accompagnandolo però ironicamente con l’immagine a sinistra e la didascalia “Il Primo ministro Silvio Berlusconi [...] con Mara Carfagna [...] e altre due ministre”.

Il feuilleton di Berlusconi e sua moglie Veronica Lario è cominciato due anni fa, con la storia della dignità offesa e la lettera aperta al marito, si è snodato fra parlamentari e ministre ex veline ed ex studentesse un po’ somare e donna Letizia (Noemi). Ed ora siamo arrivati alla signora Berlusconi

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Il trionfo di Berlusconi

Silvio Berlusconi, il Primo ministro italiano, ha sempre avuto un interesse particolare nelle belle donne con esperienza nell’intrattenimento.

Noemi Letizia

Un po’ ambiguamente The Huffington Post parla così delle signore dello spettacolo che il Cavaliere potrebbere far assurgere al rango di candidate al Parlamento di Strasburgo o di future ministre o sottoministre, incluso l’ultima, Barbara Matera, ma anche Eleonora Gaggioli e Camilla Ferranti.

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History on demand: i media al tempo di Mussolini

MussoliniSia ben chiaro: non faccio nessuna allusione col presente. E questo solo per una ragione: Berlusconi è un Presidente del Consiglio liberamente eletto dai cittadini, anche se si può obiettare che i media sono in larga percentuale nelle sue mani, e quindi non vedo somiglianze di base con Mussolini, che i media li controllava da dittatore e da giornalista che conosceva benissimo il potere della propaganda.

Voglio solo dire che sul blog Giuseppe Tucci ho pubblicato il primo post su Mussolini e i media. Si comincia anche a delineare, e mi sembra che si segua bene attraverso il menu a destra, la politica culturale fascista in Asia e la vita e le imprese dei personaggi, protagonisti del Ventennio, che furono vicini a Tucci o intorno ai quali lui orbitò.

Solo per fare qualche nome, Giovanni Gentile, Aldo Capitini, Subhas Chandra Bose, Fosco Maraini (di cui ho spiegato la questione della rivalità con Tucci), Achille Starace, l’imperatore Hirohito, Gandhi, Nehru, Hitler, Mircea Eliade, Julius Evola e, in seguito, Giulio Andreotti (di cui pubblico lo stralcio di un suo discorso su Tucci) e altri.

Fatemi sapere, per favore, cosa ne pensate e, soprattutto, cosa vorreste leggere.

L'Italia dorme? La politica del gas

oilParlando d’Asia forse non tutti sanno che è in progetto un gasdotto che va dall’Iran, passando per l’Afghanistan e poi l’India e finirà in Cina. Iran-Cina collegati, passando per quello che sarà a breve il 5 paese con il PIL più alto del mondo, l’India.

Immaginate che potenziale politico ha il progetto, più di 100 accordi diplomatici o culturali.

E immaginate cosa succederà all’Europa, o al mondo occidentale, esclusi dal business. Forse sarebbe ora che l’Italia si svegli e cominci a pensare di risolvere i suoi problemi in modo concreto per far fronte ad altri scenari un po’ più ampi: verso gli altri stati europei e verso la nostra sorella Asia. Che è qui, vicina, viva e ricca, ricca di risorse e presto anche di soldi. Non possiamo continuare a credere che tutto si risolva con guerre e occupazioni, come con l’Iraq.

L’uso della forza, benché il suo uso sia opinabile — a parte i problemi etici che implica, ma anche senza considerarli — è utile a brevissimo termine e per situazioni contingenti. A che serve a lungo termine con paesi che saranno sampre più forti, sempre più uniti, sempre più coalizzati? Vogliamo dichiarare guerra all’Asia intera?

Ecco, l’Italia dovrebbe pensare in termini più globali: o altrimenti staremo sempre qui a parlare dei problemi, come quello dei rifiuti a Napoli, vecchi e rimandati e riproposti di anno in anno, o quello dei rom o degli immigratri in genere, che non possiamo affrontare con una politica di stato ma solo in un’ottica comunitaria.

L’Italia dovrebbe pensare al bene comune, che è quello dell’intera nazione e dell’Europa e, più in là, dell’Asia e del mondo intero: la pace internazionale si garantisce solo con l’equilibrio delle forze, con la soluzione dei problemi e con gli investimenti (nella moralità, nella ricerca, nella sicurezza, nell’economia, nella gente, nelle risorse in genere) a lungo termine, non con i convegni o i ministri-veline. Oppure quando ci sveglieremo saremo fuori della storia, saremo noi il paese tornato a essere, in confronto agli altri, in via di sviluppo.

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