Tag Archives: USA

Qui nessuno è razzista

American womanLa mamma di una mia amica americana, Jennifer, alta bionda occhi verdi curve giuste radiosa bellissima, convivente con un onesto ufficiale di carriera, aveva partecipato al movimento per i diritti civili, contro il Vietnam e così via. Una donna sveglia, moderna, mente aperta, molto liberal e molto ecologica.

All’università Jennifer si è innamorata della sua docente di religioni, Rachel, una bella donna 22 anni più vecchia di lei. Dopo pochi giorni sono letteralmente fuggite insieme. La mamma di Jennifer l’ha gonfiata di botte.

Quando sono venute insieme in Italia per la loro prima luna di miele si sono presentate tendendosi per mano alla reception di un famoso hotel che avevano prenotato da Boston.

Non gli hanno voluto dare la camera, hanno detto che era tutto pieno e purtroppo si erano sbagliati.

Storia esemplare di un buddhista dipendente dell'università che scopre Internet e le sue gioie

MonkEra il 1997 e d’inverno insegnavo a un’italica università. C’era un ragazzone attempato, mezzo tonto a dire il vero, che non si sa come aveva ottenuto una laurea in Lettere indirizzo archeologico. In effetti era figlio dell’ex [...] dell’università, e il fatto forse (sic dicunt) un po’ lo ha aiutato. Ma questo al momento è irrilevante ai fini del racconto.

Dicevo che il padre, prima di andarsene nel paradiso Tusita, aveva sistemato il figlio come tecnico di laboratorio nella Facoltà di Lettere. Non che lavorasse o facesse qualcosa, per carità, ma era lo stipendio più alto che potesse prendere senza lavorare e senza combinare danni, e di un certo prestigio.

continua


La ministra Carfagna al lavoro: le pari opportunità

Mara CarfagnaLa signora Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, ha raggiunto un’altra cima.

Dopo aver annunciato che non sponsorizzerà il gay pride di Bologna, commentando che la manifestazione risponde “più a logiche esibizionistiche che ad altro“, sembra che abbia commentato così la condanna negli USA di un tizio che faceva foto non autorizzate al petto dei signori maschi:

Questo non è giusto, non è uguale al nostro!

Se la notizia è vera (l’ho sentita su una radio privata alle 6:30 di mattina), non possiamo che ammirare il modo in cui la ministra intende le Pari opportunità.

L'economia della Cina conquisterà il mondo

Cinese workersVenerdì scorso sono stata a una interessantissima tavola rotonda sull’Asia che si è tenuta all’Università La Cattolica, tenuta da analisti economici e politici. Due di loro sono stati a lungo consiglieri per i nostri ministri degli Esteri e uno, ministro plenipotenziario, sta partendo come ambasciatore per uno degli stati più difficili e importanti del pianeta per le grandi riserve di petrolio. Quasi due ore, ma sono volate.

La cosa che mi ha colpito di più è che erano tutti d’accordo, numeri alla mano, a dire che nel 2040, forse prima perché la Cina diminuisce i suoi dati di crescita (al contrario di quello che fanno i paesi occidentali, che l’aumentano per incutere “fiducia” nei mercati, la Cina non vuole spaventare i mercati esteri!), il PIL della Cina avrà sorpassato di gran lunga quello degli Stati Uniti e del Giappone. Sarà insomma la prima potenza mondiale. Secondo posto gli USA, terzo posto il Giappone e quarto posto l’India. Poi verrà la Germania.

Solo se l’Europa sarà in grado di attuare una vera politica economica comunitaria e di aumentare collettivamente la crescita del PIL, cosa che per ora non è in grado di fare, sarà in grado di competere con altri stati, ma sempre dopo la Cina.

La Cina sarà comunque la padrona indiscussa dei mercati e delle borse. Questo vuol dire che si potrà permettere, come già fa in larga parte, una politica svincolata dai giudizi e delle dinamiche internazionali. In pratica, dato che ha oltre 1.300.000.000 abitanti ed è la nazione più popolosa del mondo e ha il tasso di crescita economica più alto, questo è vincente perché decide il mercato internazionale e le politiche finanziarie.

Non solo vincente ma sicuro, perché tutti hanno in mente di contribuire al bene e alla prosperità del proprio paese e hanno un’etica del lavoro confuciana, cioè lavoro lavoro lavoro e obbedienza all’ordine costituito per senso del dovere. Niente scossoni politici, un benessere che man mano aumenta per tutti, non solo per pochi pezzi grossi del partito o poche famiglie industriali (anche se questi, come in tutti i paesi del mondo, vivono sempre molto meglio di tutti gli altri). Pochi diritti umani, per esempio niente critica aperta al sistema politico, ma è un prezzo che i cinesi sembrano pagare volentieri per la grande crescita economica e l’aumento del benessere diffuso.

Ecco, in questo momento terribile per la Cina, che piange almeno 50.000 morti sotto le macerie e 12.000.000 sopravvissuti senzatetto, io vorrei ricordare agli amici cinesi che mi leggono, e sono tanti, che il loro paese è in crescita, che diventerà sempre più importante anche politicamente, che piano piano si aprirà ai diritti umani (e non potrà fare altrimenti) e che tutto il mondo ammira non solo la loro cultura millenaria, ma gli sforzi uniti di tutti i cinesi compresi i politici, senza inciuci, per fran fronte a questo momento terribile.

Non è come Mynamar, che piange 130.000 morti ma la giunta ha aspettato a lungo a far entrare gli aiuti internazionali, le squadre di medici e di operatori, per paura che vedano o cambino lo status quo.

La Cina si è mobilitata e ha pensato prontamente e con il massimo degli sforzi ai suoi figli più sfortunati. Spero solo che si ricordi che fra loro ci sono anche i cugini tibetani.

Poi venne il MicroCamp

microcampSabato prossimo 24 maggio si terrà il MicroCamp, sempre qui a Milano. Si svolgerà presso la School of Management del Politecnico di Milano, aula SPP, piano terra, scala A, via Garofalo 39 (grazie a Wolly dell’update).

Sarà una giornata dedicata al microblogging, per intenderci Twitter, Jaiku ecc.

Io ci andrò. Ogni tanto uso Twitter perché mi ricorda IRC. Ho dei bei ricordi legati a IRC. Abitavo negli USA già da un po’, era la fine del 1994 – inizi 1995, e per non scordarmi l’italiano stavo su di canale italiano gestito dagli studenti di informatica della Normale Superiore di Pisa. Mi divertivo molto e poi gli orari coincidevano: per me era notte, dopo l’università e dopo cena, per loro era giorno e usavano il centro di calcolo.

Poi, complice l’anonimato, i canali di IRC sono diventati un luogo assai poco simpatico (se non pericoloso) da frequentare, così ho smesso. Adesso mi piace che Twitter non sia mai del tutto anonimo.

Insomma, sabato prossimo ci vediamo al Microcamp.

I comodissimi ospiti del WordCamp

E’ chiaro che tutti noi, i blogger e gli ospiti – anche quello in foto, appollaiato comodamente sulla spalla – del WordCamp di ieri, siamo stati molto bene…

Su Matt Mullenweg, l'inventore di WordPress

Mat MullenwegDopo 40 ore in piedi e 14 ore di aereo alle 1 di notte non accennava ad andare a letto.
Mi spiego.

Ieri sera sono stata a cena con un po’ di persone, cosa strana tutte simpatiche, fra cui Matt Mullenweg, l’inventore di WordPress.

Ha 24 anni, ha fatto solo due anni di college (prima materia: filosofia del linguaggio), sembra un ragazzo normalissimo della provincia americana timido con le donne, anche se non penso che abbia problemi a conoscerle.

Era arrivato alle 5:30 di mattina a Milano dagli USA e alle 1 di notte era fresco, riposato, sorridente, sprizzava energia da tutti i pori. Da San Francisco aveva fatto 14 ore di aereo ma sui mezzi lui non riesce a dormire neanche un minuto; e poi aveva avuto una giornata intensa di incontri e interviste. Certo, anche uno sguardo a Milano. In sunto, oltre 40 ore in piedi e attivo.

Allora mi chiedo: se io dormissi quanto lui, avrei qualche possibilità di diventare la 16esima persona più importante del Web?

Fiera del Libro: ha vinto il centrodestra o il fascismo?

boicottaggioTorino sempre più blindata per la Fiera del Libro, che si terrà dall’8 al 12 maggio fra le contestazioni perché è dedicata alla letteratura di Israele.

Le organizzazioni internazionali che si occupano di antiterrorismo con sede nel campus di via Maestri del Lavoro, cioè l’ONU, ITCILO e UNICRI, sono in stato di allerta.

E così anche questo evento culturale, che come tale può solo unire le genti e non dividerle, si è trasformato in un atto ideologico, come se la Fiera del Libro fosse dedicata alla politica di Israele e non ai suoi libri e la sua cultura.

Io non sono mai stata d’accordo con la politica di Israele e il sostegno dell’USA, anche quando non andava di moda esserlo. Dicevo sempre che allora un giorno scendo giù, nel napoletano, e mi riprendo i tratti di costa che appartenevano alla mia famiglia. Perché no? Butto giù un po’ di città e qualche paese, bombardo un po’ di persone, spazzo via case e strutture, chiamo a raccolta amici e parenti e ci piazziamo tutti lì a occupare e colonizzare. Tanto ora quelle zone sono in gran parte in mano alla camorra e le varie mafie e di una ripulitina ne avrebbero un gran bisogno.

Ma a Torino stanno assolutamente esagerando e chi protesta, anche i centri sociali che dovrebbero essere di estrema sinistra, stanno trasformando quello che poteva essere un dibattito utile in un atto antisemita.

E’ assurdo che la cultura sia manipolata così, usata in così malo modo.
Ed è una vergogna che si cerchi di delegittimare tout court lo Stato di Israele e la sofferenza di chi l’ha fondato attraverso questo evento, che è uno dei più importanti del nostro paese e che, in nome della cultura che è universale ed un bene di tutti, dovrebbe appartenere a tutti gli italiani, anzi, a tutto il mondo, non a questa o quella parte politica.

Ma alle elezioni in Italia ha vinto il centrodestra o ha vinto il fascismo? E chi sono i fascisti adesso?

Altro che Malpensa, India India!

Indian airport Penso che più raggiratori e pasticcioni di noi italiani possano essere solo gli indiani. Ho appena saputo queste storielle carine (a leggerle) da Prem e Subash, due colleghi che vivono a Mumbay e a Providence (USA).

A febbraio è stato inaugurato in pompa magna l’aereoporto internazionale Rajiv Gandhi International Airport a Shanshabad, una ridente località fuori Hyderabad, in Andhra Pradesh (uno stato dell’India sud-orientale). Tutto bene, tutto a posto, pochi giorni fa inneggiavano al primo mese di piena operatività, agli standard internazionali e così via.

Peccato che i colleghi siano stati derubati da dei borsaioli travestiti da agenti dell’Immigrazione e della Dogana. Altri, più furbi, si erano insospettiti quando i soliti “agenti” gli avevano chiesto il Visto di ingresso! Altri mentre aspettavano i bagagli sono stati avvicinati da dei tizi in uniforme bianca (come i facchini) che gli hanno chiesto 50$ per riaverli.

A parte queste cosucce, i colleghi si chiedevano il perché di altri piccoli disservizi:

  • Come mai ci sono solo due bagni nell’intera hall, che non sono neanche segnalati e di cui nessuno sa l’esatta ubicazione?
  • Perché i bagni stessi puzzano (verbatim) come “i bagni di una stazione ferroviaria del Bihar” (che è lo stato più arretrato dell’India)?
  • Come mai un c’è in tutta la hall neanche una macchinetta per il caffè?
  • Perché l’acustica degli annunci dei voli in partenza o in arrivo sembra (verbatim) “come se qualcuno sia in un pozzo profondo e borbotti a voce molto alta”?
  • Come mai non ci sono servizi internazionali quali cybercafè o Wi-Fi (cosa a cui gli indiani tengono moltissimo), sedie reclinabili, macchine per il cambio dei soldi?
  • Perché il personale di servizio a ogni domanda risponde: “non lo so”?
  • Perché l’autobus dell’aereoporto impiega 120 minuti dalla città e non 90 per passare inutilmente vicino a delle costruzioni?
  • Non ci lamentiamo troppo dei nostri servizi in aereoporto, c’è chi sta messo molto peggio.

    Il blogger Fouad Al-Farhan è stato liberato

    FouadIl blog è anche un grande deposito di sogni: sogni di una vita diversa, migliore, più realizzata. Una vita libera e più felice.

    Sostiene le speranze di libertà nei paesi dove talvolta la libertà è un optional, come è successo Fouad Al-Farhan, un blogger detenuto per 137 nelle prigioni saudite per il solo fatto di essersi rifiutato di scusarsi per aver scritto sul suo blog sulla corruzione e la mancanza di libertà in Arabia Saudita.

    Grazie alle pressioni del Comitato per la protezione dei giornalisti degli Stati Uniti e al governo americano, ieri Fouad Al-Farhan è stato liberato.
    Bentornato Fouad!

    Avanti

    Indietro