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Ma chi è questo Mastella?

Clemente MastellaDicono che Mastella protesti per la diaria data dall’Europarlamento. Ma forse non sa, o non vuole sapere, che 295 euro al giorno come rimborso spese, più un extra legato alla durata del viaggio e alla distanza fra casa e aeroporto, non sono molti, senza dubbio, ma ci rientra benissimo in albergo 4* convenzionato con l’Europarlamento più il cibo. Anzi, ci avanza qualcosa.

Certo, dovrà prendere l’aereo in classe economica ma, considerando che c’è un’agenda precisa, comprandolo, come tutti, in anticipo, ci rientra benissimo anche con quello. Anche perché per due o tre giorni di permanenza e presenza in Parlamento il biglietto è comunque uno, mentre la diaria è doppia o tripla. Certo, dovrà essere lì e partecipare alle sedute. Lavorare, insomma.

E poi forse non sa che per un consulente dell’ONU o un dipendente di agenzia che non sia arrivato ai gradi superiori la diaria è 156 euro al giorno (viaggio a parte, in economica eccetto per che voli superiori alle 6 ore effettive). E anche per un rappresentante legale della Comunità Europea, lo posso dire a ragion veduta, anche per andare all’estero.

Voglio dire, Mastella si considera migliore dei suoi colleghi europei o di un dipendente di un’agenzia ONU? E’ probabile che abbia accumulato dei soldi prima: se ha delle esigenze particolari, che li spenda! Oppure attinga ai 5.700 euro al mese che prende come europarlamentare, visto che pare che gli il 50% ciurca degli italiani dichiari al fisco meno di 15.000 euro complessivi di reddito (il 25% dei lavoratori autonomi), mentre l’80% dei contribuenti dichiara meno di 26.000 euro.

Certamente, molti mentono al fisco: ma proprio stamattina ho sentito un tecnico di laboratorio universitario amico mio, lavora da 15 anni sia lui sia la moglie, hanno due figli e percepiscono in toto 2100 euro netti al mese (incluso gli straordinari e la tredicesima). Sono entrambi statali e non rubano al fisco. Stavano uscendo per andare ai saldi dell’IKEA per finire di arredare l’appartamento, dopo 12 anni che ci vivono.
Come la mettiamo, signor Mastella?

Diritti umani, non si uccidono così anche i cavalli?

Un collega indiano ha inviato questo video scioccante, da vedere solo se uno ha molto stomaco ed è maggiorenne a causa delle scene di particolare violenza.

E’ stato girato da alcuni membri del Tehrik-i-Taliban Pakistan, l’organizzazione studentesca militante che racchiude i gruppi talebani, e riprende l’uccisione di alcuni uomini accusati di fare la spia per il Pakistan e gli Stati Uniti.

Io ne ho visto solo metà e mi è bastato. Ho pensato subito a come i musulmani uccidono gli animali nella festa di Id al-Kabir perché le persone sono uccise nello stesso modo.

La retorica buonista che permette che certe atrocità siano commesse in Italia sugli animali, perché bisogna rispettare anche le cose più aberranti della religione islamica, penso sia la cosa più idiota e retrograda che si possa fare. Da oscurantismo feudale. Non mi interessa il rispetto delle diversità, non mi interessa l’ascolto dell’altro e così via, se questo significa commettere atti ignobili, raccapriccianti o violenti sui propri simili o sui nostri fratelli animali. In nome dell’Islam o di qualsiasi altro credo.

Ci sono dei diritti fondamentali che vanno rispettati, siamo in un paese cosiddetto civile dove vige lo stato di diritto e le minoranze e i minori — e gli animali sono dei perenni minori — sono tutelati per legge. Non dobbiamo scordarlo mai.

E ora ditemi se questa non è atrocità e barbarie.

Voglio aggiungere che ho pensato molto se mettere o no questo video nel blog e ancora non so se ho fatto bene. Io penso che sia educativo anche se, come me, sono certa che molti lo vedranno solo a metà. Spero di spiegare meglio quello che ho voluto dire riguardo gli animali e la festa di Id al-Kabir (perché come atrocità e illegalità sugli umani la cosa è ovvia ed evidente).

Più in generale, è giusto mettere su un mezzo di diffusione così potente e capillare come Internet un video, una canzone, un testo così forte e scioccante? L’informazione va fatta a ogni costo e con ogni mezzo? Quando bisogna fermarsi, se bisogna fermarsi?

Attenzione! Il video contiene scene di violenza, non si è certi della loro corrispondenza al vero, ma anche se tale contenuto fosse simulato la sua visione è inappropriata ad un pubblico minore di anni 18 o sensibile alla visione di atti di barbarie. Viene linkata la fonte, ossia il video, al solo a scopo di critica e nel rispetto del diritto di informazione. Se clicchi su questo avviso, per visualizzare il video, dichiari di essere maggiorenne e di aver compreso che il materiale che consulterai potrà urtare la tua sensibilità.

Note sull'antisemitismo, Hitler, Karl Haushofer, Mussolini e The New York Times

Palestina e IsraeleSeguiamo tutti da giorni, con orrore, quello che sta accadendo sulla striscia di Gaza.

Chi ancora difende impeterrito Israele, contro ogni ragionevolezza e ogni evidenza, sono ancora gli USA, che hanno bocciato il documento UN per il cessate il fuoco immediato.

Per rinfocolare e giustificare la politica israeliana le grandi testate giornalistiche americane si lanciano in recensioni di libri ad hoc, come questa su The New York Times di Jacob Heilbrunn. Il libro si intitola Hitler’s private library. The Books That Shaped His Life, è di Timothy W. Ryback e parla della biblioteca privata di Hitler, costruita già nei primi anni Venti.

L’autore ricostruisce l’ideologia antisemita di Hitler sugli appunti e le note a margine dei testi, sui preziosi colofon degli amati 16.000 volumi che il dittatore teneva nelle sue residenze di Berlino, di Monaco e nel Berghof, la sua casa sull’Obersalzberg, in Baviera (progettato dal geniale architetto Albert Speer).

Heilbrunn dice che alla costruzione dell’ideologia razzista di Hitler e del Lebensraum, lo spazio abitabile, che giustificava la politica aggressiva verso l’Est, contribuirono gli insegnamenti settimanali, quando il dittatore stava nella prigione di Landsberg, del professore Karl Haushofer.

Come racconto nel mio volume di storia del fascismo in Asia orientale, che è in stampa, non molti sanno che Haushofer venne anche a Roma, invitato da Giuseppe Tucci. Nel 1937 e nel 1941 dette due conferenze all’IsMEO che vertevano sui parallelismi dello sviluppo culturale di Germania, Italia e Giappone e sulla politica imperiale nipponica.

Mussolini fu contentissimo dell’invito del marzo 1937, anche perché fu il

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Immigrati, siamo messi molto male ma non diciamo cavolate

black womanNon mi dite che a Rosarno, ridente comune in provincia di Reggio Calabria, c’è la Mafia. E non solo. C’è la Sacra Corona Unita, c’è la ‘Ndrangheta, c’è la Camorra e varie ed eventuali organizzazioni criminali transnazionali. Che news! E che scandalo!

Più di tutto, però, c’è la convenienza e la connivenza della gente comune, quella perbene insomma. Che sugli immigrati africani ci specula, facendoli lavorare per 20 euro al giorno in nero. Chi italiano lavorerebbe così? Ma loro sono illegali e devono piegare la testa. Fino a che Carlo Ciavoni, solerte giornalista di La Repubblica, si decide a intervistarli.

L’unica cosa che non mi convince, però, è quando il giornalista fa parlare il portavoce degli immigrati:

Se venite in Ghana, nel mio paese, siate certi che non vi tratteremmo così” dice con orgoglio Edward, 27 anni, di Accra, che si elegge a portavoce. “Se ci devono far vivere come animali in gabbia [...]“

Non mi convince perché è falsa. In molti paesi dell’Africa, anche quando noi europei non andiamo lì a cercare fortuna ma ad aiutare, non siamo trattati meglio. Mutatis mutandis, s’intende.

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Il profumo della libertà di Michele Emiliano, sindaco di Bari

mafia postcardBellissimo articolo di Roberto Saviano oggi su Repubblica Saviano, lettera a Gomorra tra killer e omertà e commovente la puntata di ieri sera di Blob, che ha trasmesso il discorso che ha tenuto il sindaco di Bari Michele Emiliano all’ inaugurazione della 72° Fiera del Levante (13-21 settembre 2008).

Emiliano, un ex magistrato della DIA (Direzione investigativa antimafia, anche se Wikipedia dice che era della Direzione distrettuale antimafia) in perenne pericolo di vita, sta trasformando Bari nella città più trasparente d’Italia. Fra l’altro, è l’unico comune europeo ad avere un’agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata riconosciuta dall’ONU, che lavora di concerto con l’ONU.

All’inaugurazione di Emiliano era presente un livido Berlusconi, che fingeva di scartoffiare fra i suoi fogli sul tavolo.

Il discorso completo di Emiliano vale il canone della TV. Da questo stralcio si capisce perché:

La città di Bari è vicina a tutti gli insegnanti e agli studenti d’Italia che non credono che la liquidazione dell’istruzione pubblica corrisponda agli interessi del Paese.[...]*

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La Cina dopo i Giochi olimpici

ChinaLa Cina neo-imperiale?
I giochi olimpici appena conclusi hanno dato lustro a Pechino e legittimato a livello internazionale il ruolo di Cina come superpotenza a fianco delle altre superpotenze, USA e Giappone in testa. All’interno hanno rinvigorito la nuova strategia di compromesso o di «società armoniosa» ribadita dal XVII Congresso del partito comunista cinese e da Hu Jintao, indispensabile per continuare a esercitare il monopolio politico.

Una società armoniosa, ma non tanto
Infatti, negli anni passati il miglioramento generale delle condizioni di vita ha legittimato delle condizioni di non totale libertà della popolazione, ma è stato anche la molla propulsiva di istanze sovversive, che sono fonte di gravi instabilità politica all’interno del paese. La Cina ha al suo interno molte forze perturbatrici dell’«armonia globale» o «società armoniosa», come viene chiamata, cioè le proteste sociale che da anni scuotono le campagne, le aree urbane disagiate e le zone minererie del Nord-est, la rivolta dei vari gruppi etnici per l’indipendenza del TAR, la Regione autonoma tibetana, e quella degli uiguri della Regione autonoma dello Xinjiang, il movimento di massa del Falun Gong.

Le istanze interne e la politica internazionale: il Darfur
Queste istanze, potenzialmente o dichiaratamente rivoluzionarie, hanno reso sempre più difficile per il governo di Pechino convincere le potenze occidentali che l’enorme sviluppo economico che sta attraversando il paese sia davvero pacifico. La Cina, inoltre, ha avuto anche pesanti critiche da parte degli altri paesi non solo per la sostanziale soppressione delle libertà civili al suo interno, ma anche per un comportamento contrario alle norme internazionali, come l’ottenimento delle materie prime da paesi in via di sviluppo come quelli africani, e in particolare il Sudan, teatro del conflitto armato del Darfur.

La Cina sale sul podio della vittoria
L’impossiblità reale di esercitare una qualunque pressione sul governo cinese da parte delle altre nazioni, se si eccettua il richiamo ai diritti umani di Bush, ha ribadito la sostanziale marcia vittoriosa della Cina sul podio internazionale e il completo superamento del tentativo della politica di contenimento e di isolamento del paese da parte delle altre superpotenze. Alle violazioni dei diritti umani e ai commenti internazionali sono sempre seguite le stizzite dichiarazioni del governo di Pechino, che invitava a non occuparsi dei suo affari interni, mentre la preparazione dei giochi continuava senza sosta.

Gli antefatti: la Cina nel panorama internazionale
Facciamo un passo indietro. Nel settembre 2007 si è tenuta una grande esercitazione navale nella Baia del Bengala a cui hanno partecipato gli USA, l’India, il Giappone, l’Australia e Singapore. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe, di fronte al Parlamento indiano, ha parlato di «bordo esterno del continente euroasiatico», una specie di confine ideale che delimitava i loro paesi, grandi potenze democratiche, ed escludeva la Cina.

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Fiera del Libro: ha vinto il centrodestra o il fascismo?

boicottaggioTorino sempre più blindata per la Fiera del Libro, che si terrà dall’8 al 12 maggio fra le contestazioni perché è dedicata alla letteratura di Israele.

Le organizzazioni internazionali che si occupano di antiterrorismo con sede nel campus di via Maestri del Lavoro, cioè l’ONU, ITCILO e UNICRI, sono in stato di allerta.

E così anche questo evento culturale, che come tale può solo unire le genti e non dividerle, si è trasformato in un atto ideologico, come se la Fiera del Libro fosse dedicata alla politica di Israele e non ai suoi libri e la sua cultura.

Io non sono mai stata d’accordo con la politica di Israele e il sostegno dell’USA, anche quando non andava di moda esserlo. Dicevo sempre che allora un giorno scendo giù, nel napoletano, e mi riprendo i tratti di costa che appartenevano alla mia famiglia. Perché no? Butto giù un po’ di città e qualche paese, bombardo un po’ di persone, spazzo via case e strutture, chiamo a raccolta amici e parenti e ci piazziamo tutti lì a occupare e colonizzare. Tanto ora quelle zone sono in gran parte in mano alla camorra e le varie mafie e di una ripulitina ne avrebbero un gran bisogno.

Ma a Torino stanno assolutamente esagerando e chi protesta, anche i centri sociali che dovrebbero essere di estrema sinistra, stanno trasformando quello che poteva essere un dibattito utile in un atto antisemita.

E’ assurdo che la cultura sia manipolata così, usata in così malo modo.
Ed è una vergogna che si cerchi di delegittimare tout court lo Stato di Israele e la sofferenza di chi l’ha fondato attraverso questo evento, che è uno dei più importanti del nostro paese e che, in nome della cultura che è universale ed un bene di tutti, dovrebbe appartenere a tutti gli italiani, anzi, a tutto il mondo, non a questa o quella parte politica.

Ma alle elezioni in Italia ha vinto il centrodestra o ha vinto il fascismo? E chi sono i fascisti adesso?

Chi sono i fascisti? L'India critica Alemanno ma finanzia la giunta in Birmania

Generale birmanoMentre il Sunday Times critica il nuovo sindaco di Roma Alemanno, dicendo che ha messo al bando le star internazionali per promuovere il cinema italiano (il che non sarebbe male), anche i giornali indiani come questo del Kerala, lo stato più avanzato dell’India, lo criticano chiamandolo fascista e gridano ai “Venti di destra in Europa”.

Parla proprio l’India che, a dispetto della sua democrazia e di essere firmataria di tutti i Diritti umani dell’ONU, ha finalizzato un accordo con cui finanzia l’ammodernamento di un porto in Birmania per permettere ai suoi stati del nord-est uno sbocco sul mare.

L’India ha dato 135 milioni di dollari, il porto ne costerà assai meno e quello che avanza andrà come aiutino alla giunta militare.

E tutto questo per competere con la Cina per il controllo della Birmania.
Chi sono i fascisti?

(Nella foto, il capo della giunta birmana, il gen. Than Shwe)

L'ONU prende posizione ma Hong Kong modifica il tragitto della fiaccola

Ban Ki-moonBan Ki-moon, il Segretario generale dell’ONU, probabilmente non si presenterà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, mentre all’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Louise Arbour, la Cina ha negato il rifiuto di visitare il Tibet.

1.200.000 di tibetani morti come conseguenza diretta dell’invasione cinese: una media di 24.500 l’anno. Non è male come pulizia etnica. Quanti saranno i morti di quest’anno?

Pare che a Hong Kong siano pronti a modificare il tragitto del percorso della fiaccola olimpica. Ormai tutti hanno paura delle forze dal basso che catalizza la fiaccola della discordia, della gente, del disordine che così gran danno arrecano all’immagine della Cina.

Vedremo quando arriverà in India e poi in Tibet. Avverrà una carneficina, la Cina nel suo display di potenza imperialista, i tibetani nella loro pretesa lunga 49 anni anni di riprendersi il loro paese.

Non oso pensare a quello che sta succedendo ai tibetani presi lì, in questo momento, ma è per questo che non dobbiamo smettere mai di far sentire la nostra voce. Loro da soli non possono fare molto ma noi tutti, nei paesi “civili” e occidentali, qualcosa possiamo fare. Almeno farci sentire, almeno informare, almeno non voltare la testa dall’altra parte. Se non ci fosse stato un movimento popolare neanche i politici si sarebbero mossi: troppo conveniente stare zitti. Tanto, per un tibetano in più o uno in meno, che importa? Abbiamo già tanti problemi qui da noi…

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