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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sui diritti umani nel mondo: esistono?

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul compleanno della Dichiarazione universale dei diritti umani. Era il 10 dicembre del 1948 quando, a Parigi, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite raggiunse lo storico traguardo: una carta per definire alcuni standard di libertà degli individui di tutto il mondo al di là delle differenze di genere, razza, religione e status sociale.

Ad oggi, un obiettivo ancora non raggiunto. Per esempio, in Australia.

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Dichiarazione universale dei diritti umani, 10 dicembre 1948

Sono 63 anni esatti che la Dichiarazione universale dei diritti umani è stata pubblicata dalle Nazioni Unite. Vi voglio solo segnalare il gioco (sì, un gioco) sugli Eroi dei Diritti umani del sito americano di Amnesty International.

Segnalate il nome del vostro eroe antico o contemporaneo fra personaggi come Gandhi, Martin Luther King, il Dalai Lama e madre Teresa di Calcutta, per dire, ma anche Nabeel Rajab, Hillary Clinton o Peter Gabriel (il cantante) o Noam Chomsky (il linguista)!

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: cambiamenti climatici, il pianeta si salverà?

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sui risultati della conferenza mondiale delle Nazioni Unite a Durban sui cambiamenti climatici e riscaldamento globale.

Perché ancora i politici degli Stati Uniti non si rendono conto se il gioco della supremazia nel mondo li farà vincere ancora, sarà una sconfitta anche per loro.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: un nuovo corso di politica estera di Obama basato sui diritti di Lgbt

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul discorso che ieri ha pronunciato il segretario di Stato degli Stati Uniti Hillary Clinton nel palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, in occasione della Giornata dei Diritti Umani. Che fa eco al memorandum di Obama della mattina.

E che dà inizio a un nuovo corso nella politica estera americana: la difesa dei diritti umani di Lgbt, cioè lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, all’estero. La campagna per le presidenziali del 2012 evidentemente è già iniziata.

E ora voglio vedere come fanno gli Stati Uniti con i paesi esteri alleati in cui l’omosessualità è punita! (Questo è il memorandum di Obama, e questa la trascrizione del discorso della Clinton)

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: il mondo parla di riscaldamento globale

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla conferenza del clima a Durban, che non sta arrivando a niente: in testa l’opposizione dell’India, che si rifiuta di aderire a qualsiasi accordo per limitare il riscaldamento globale in nome della crescita economica del paese (l’anno scorso stimata al 10,4%).

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L'India, i Paesi arabi e il Giappone, ma Carla vince tutti

Carla Bruni e SarkozySarkozy, parlando al World Leaders Forum della Columbia University, si è pronunciato perché l’India sia inclusa fra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite insieme a Francia, Russia, USA, Regno Unito, Cina. Ha anche aggiunto che nessun paese arabo ne fa ancora parte e che l’esclusione del Giappone perché 60 anni fa ha perso la guerra è irragionevole.

Ha detto cose grosse, insomma, parole che hanno un peso.
Ma, chi sa perché, i riflettori sono puntati su Carla Bruni che attrae l’attenzione, distogliendola dal marito.

Francamente non riesco a capire perché anche l’informazione politica ad alti livelli si debba ridurre a gossip e insieme di banalità. Ma se la Bruni fosse brutta se ne parlerebbe ugualmente?

E se comprassi un talebano?

Conferenza sull'AfghanistanIl piano del presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai per riportare “la pace a ogni costo” nel paese è semplice: dare soldi e lavoro ai combattenti talebani che accettano di lasciare i loro “padroni”.

In soldoni – è proprio il caso di dirlo – vuole comprarli.

Mi sembra un’idea geniale, così questi correranno subito a comprare più armi, e più sofisticate.

Vedremo cosa ne diranno le varie forze occidentali di occupazione che si incontreranno alla conferenza sull’Aghanistan che si terrà a Londra il 28 gennaio.

Afghanistan, sei operatori ONU uccisi - e siamo ancora agli inizi

talebanoI talebani si preparano alle nuove elezioni presidenziali in Afghanistan, che si terranno il 7 novembre prossimo, con un fatto gravissimo ed eclatante: stamattina è avvenuto il primo attacco suicida da parte di tre militanti talebani imbottiti di esplosivi contro la foresteria dell’Onu a Kabul. Sono morti sei operatori UN e nove impiegati sono rimasti feriti.

Nel corso dell’attacco un razzo è stato lanciato contro il Serena Hotel, nel centro della capitale, dove alloggiano solitamente gli stranieri. Il razzo non è esploso, ma c’era. Poteva essere un’altra strage.

Martedì anche otto militari americani sono stati uccisi da una bomba fatta in casa. Questo non è che l’inizio di una nuova escalation di terrore, mentre il fratello dell’attuale presidente dell’Afghanistan, Ahmed Wali Karzai, da sempre sospettato di prendere parte attivamente al traffico di oppio, ora è anche accusato di essere sulla busta paga della CIA.

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La Cina cresce e il Dalai Lama invecchia

Obama e Hu JintaoI repubblicani rimproverano Obama di essere un cacasotto davanti ai cinesi, e ci sono voci di disapprovazione anche fra i democratici.

Così dice The Times of India, mentre il Corriere della Sera riporta che ci avrebbe ripensato.

Il fatto è che Obama non ha ricevuto il Dalai Lama, rimandando l’incontro a dopo la visita del presidente degli USA al presidente cinese Hu Jintao. E già questo, in linguaggio diplomatico, la dice lunga sugli equlibri di potere fra USA e Cina, visto che questa volta Obama incontra Hu Jintao a Beijing.

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Oggi, Hiroshima

donna di HiroshimaOggi si celebrano le vittime della bomba atomica che gli americani hanno sganciato 64 anni fa su Hiroshima.

Circa 50.00 persone si sono riunite nel Peace Memorial Park della città, davanti al Genbaku Dome o Palazzo della bomba atomica, rimasto lì a ricordare la deflagrazione e ora quasi ironicamente tutelato dall’UNESCO.

In seguito alla bomba morirono immediatamente c. 140.000 persone. Altre migliaia ne sarebbero seguite; altre migliaia ne avrebbero riportato, e lasciato in eredità ai posteri, danni gravi e permanenti.

In USA le chiamano casualties, come se l’uccisione di civili fosse un corollario, una conseguenza inevitabile. Se questo è un uomo.

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