E poi si dice che l’Africa sia indietro a livello tecnologico. Sono di oggi due notizie sul Kenya, che ha il secondo numero di utenti Twitter di tutto il continente. In qualche città come Lanet (alla periferia di Nakuru, una delle capitali di provincia) il funzionario di polizia Francis Kariuki usa Twitter per informare in tempo reale 28.000 cittadini.
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Ancora un attacco al sito della Cia da parte di Havittaja, un hacker del gruppo di Anonymous, il secondo del 2012 dopo quello di febbraio. Lo ha annunciato lo stesso Havittaja sul suo sito Twitter e ne ha detto il motivo.
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Il governo del Brasile ha fatto un'ingiunzione legale contro Twitter perché sospenda gli account degli utenti che danno informazioni sull'attività della polizia stradale riguardo ai blocchi, le volanti per il controllo del tasso alcolico e così via, dicendo che impedisce il funzionamento del governo.
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L'hashtag top di Twitter nel mondo quest'anno è stato #egypt, in seguito alla caduta del presidente Mubarak a febbraio. Segno che la politica internazionale è più seguita di quello che si pensa.
Il secondo più popolare nei paesi di lingua inglese (che sono quelli che contano sul Web, visto il numero di utenti) è #tigerblood, una frase coniata da Sheen nella sitcom statunitense Two and a Half Men a marzo. Segno che le commedie americane sono il secondo argomento più popolare su Twitter, dopo l'Egitto!
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In Cina, si sa, fanno tutto con caratteristiche cinesi – come rileggere i diritti umani alla cinese. C’è un grande inquinamento atmosferico, specie nelle metropoli. In testa a tutte Pechino, che occupa il primo posto nella classifica mondiale delle città più inquinate da 4 anni, tanto che ci sono giorni in cui a Pechino consigliano di non uscire di casa (se non per andare al lavoro).
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Su Twitter Barack Obama ha 10.029.879 persone che lo seguono e 689.817 che lui segue. Certo, ha inviato solo 1.814 tweets perché lo usa da poco, ma ha oltre dieci milioni di utenti che lo seguono.
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Dodici ore fa Twitter tempestata di messaggi sulla morte di Steve Jobs:
happysquid
Hope it’s not true RT @WhatsTrending Reports say that Steve Jobs has passed away. Stay tuned for more updates
12 hours ago
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Chávez, in cura a Cuba, dirige il Venezuela su Twitter con l’account @Chávez candanga. Guarda le partite insieme al suo amico Fidel Castro e parla di calcio ma anche di bilancio, di raccolta rifiuti, dei progetti per realizzare la sua idea di socialismo in Venezuela.
Lancia messaggi a ministri e presidenti. Ora che non può apparire più, i suoi tweet compaiono spesso e all’improvviso sullo schermo della televisione di stato venezuelana.
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Da ridere (ma non troppo) questo articolo inglese che spiega perché i social network–Facebook, Twitter, Myspace, forum, ecc.–sono un male per la società. Corredato da studi scientifici seri. Io elenco i sei motivi in ordine decrescente con un mio commento. Ditemi che ne pensate.
6) Tutti pensano (correttamente) che tu sia un fottuto egocentrico. Con Pdf accluso tratto da un libro di due studiosi dell'Università della Georgia su "Narcisismo e Social Network Website".
Da quello che posso vedere, quasi tutti i miei "amici" usano Facebook per far sapere dove sono, cosa stanno mangiando, a chi stanno pensando, cosa vorrebbero fare, quanto sono bravi–o somari, ma il risultato è uguale–a fare qualcosa. Oppure per farsi pubblicità travestita da dialogo con i propri amici. Questo specie da parte di chi si occupa di Web o di politica. Senza però darlo a vedere. Fastidioso, lo ammetto: e io depenno! Lo fa anche chi scrive, ovvio. Dandolo onestamente a vedere. E io lo tengo. Quindi concordo su questo punto.
5) Mille amici significano nessun amico.
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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Un importante rapporto del relatore speciale Frank La Rue che dichiara che gli stati dovrebbero garantire a tutti l’accesso a Internet, per rispettare l’articolo 19 della Carta dei Diritti Umani che sancisce che “ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.
Il rapporto dell’Onu ha anche delle implicazioni politiche perché indica l’enorme potenziale e i benefici di Internet nella “velocità, capacità di diffusione mondiale e relativo anonimato”. La celebrazione della velocità di diffusione delle informazioni in tempo reale e il relativo anonimato esalta il ruolo di Twitter e di Facebook in Egitto, per esempio, ma indirettamente avalla anche Wikileaks.
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