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Gianni Riotta divide il nord e il sud dell'Italia: e il turismo piange

Italia flagLo divide, tutto bianco e tutto nero, e lo fa su The Wall Street Journal. Il nord procede a un’altra velocità, mentre il sud rimane indietro e ha un alto tasso di disoccupazione. E via di questo tenore.

E commenta, fra l’altro, che noi italiani stiamo aspettando le riforme da 14 anni e siamo esausti.

Mi chiedo se sia buon giornalismo. E’ il caso, cioè, di parlare in modo così catastrofico dell’Italia sul Wall Street Journal? Farà bene alla nostra economia? Alzerà i prezzi delle azioni italiane? Darà fiducia agli investitori stranieri? Aumenterà il turismo al sud, dove è la prima industria?

Insomma, il suo giornalismo di opinione, intriso di luoghi comuni e di commenti opinabili, era davvero necessario per scrivere un buon pezzo sull’Italia o è stato fatto solo per suscitare scalpore, per sensazionalizzare insomma, e per pubblicizzare la sua immagine di Grillo colto?

Certo, dare informazioni precise. Certo, dare la notizia e l’opinione, talvolta. Ma qualcosa di positivo anche nel sud — e di cose positive ce ne sono tante, per esempio la civiltà della gente comune anche davanti alle cataste di rifiuti — c’è, e poteva ben dirlo. Poteva cercare anche il positivo e poteva offrire la sua opinione anche su quello, senza dare solo immagini del sud da Cristo si è fermato a Eboli: avrebbe fatto comunque notizia e opinione e avrebbe scritto certamente un bel pezzo. Anzi, migliore, più bilanciato, meno “opinionated”, come dicono in USA.

E avrebbe anche dato una mano all’Italia.

Proposta tutta italiana per il sacro albero del Buddha

pipal tree Ieri mi ha dato un’intima soddisfazione leggere che in Italia non siamo i soli. Nella città di Bodh Gaya, in Bihar, vicino al Mahabodhi temple cresce un albero che più sacro non si può. E’ la ficus religiosa o albero del pipal e sotto i suoi rami il Buddha intorno al 500 a. C. raggiunse l’illuminazione.

Ovviamente i buddhisti da tutto il mondo vengono per venerarlo ed esprimono la loro fede in soldoni. Però nel 2006 un ramo penzolante è scomparso ed è stato venduto in Thailandia per 1.5 $ milioni! Inoltre i soldi delle offerte giornaliere spariscono e pure le foglie che cadono.

Il tempio è gestito da un comitato di preti induisti e buddhisti. Assurdo ma sembra che siano proprio loro a vendere le foglie e i rami sacerrimi dell’albero e a far sparire le offerte. Sembra che vivano in un lusso occidentale e ovviamente si accusano fra loro, induisti contro buddhisti e viceversa.

Allora, a beneficio di tutti, io propongo che i preti indiani siano sostituiti dai politici italiani di più specchiata onestà, per esempio quelli che hanno gestito lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Tutte le questioni religiose sarebbero risolte, in piazza Forcella a Napoli crescerebbe il grande albero che fa anche ombra, i nostri politici aumenterebbero i loro meriti e sconfiggerebbero il Karman e i credenti potrebbero pregare sui luoghi sacri del Buddha in Italia, incrementando il turismo.

Mi chiedo solo a chi sarebbe affidata la costruzione del sito ma Rutelli è un buon nome, se non altro parla bene l’inglese.

Arrivo tardi a RItaliaCamp?

Arrivo in ritardo, lo so, ma alla Bicocca c’ero anch’io. Sabato 31 marzo ho partecipato a RItaliaCamp e quindi, ma senza alcun merito, allo sforzo, all’organizzazione, alle discussioni, alla protesta contro il portale ufficiale del turismo italiano. Alle chiacchiere.

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Geek Girl Dinner III e RItaliaCamp a Milano

Donna al Girl Geek Dinner (c) Enrica GarzilliTanto fervore in rete per i due eventi milanesi di venerdì 30 e sabato 31, il Girl Geek Dinner per le donne IT e il RItaliaCamp, un BarCamp per discutere la creazione — ideale — di un portale alternativo a quello già esistente, assai scarso, del turismo italiano. Nonostante la buona volontà e lo sforzo di chi ha organizzato tutto, specie il BarCamp che è stato frutto di lavoro puramente volontario di tanti, no multinational involved, un po’ deludenti entrambi.

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Andreotti Presidente del Senato o Presidente della Repubblica?

Presidente del Senato o Presidente della Repubblica?
Si parla molto di chi sarà il prossimo Presidente del Senato. Uno dei nomi più probabili è il Senatore Giulio Andreotti. Esperienza ne ha, infatti ha una lunghissima carriera politica: nel 1947 era già Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri. E altre innumerevoli cariche pubbliche, che non sto ad elencare. Andreotti ha scritto anche molti libri con notevole gusto e cultura. E sa bene il latino.

Io posso dire la mia esperienza con lui. Nell’estate del 2003 gli ho scritto dagli USA per dei documenti e lui mi ha riposto subito, di persona, dopo circa 15 giorni. Poi mi sono vista recapitare il faldone coi documenti originali! Con me è sempre gentilissimo, pronto, efficiente, professional, risponde alla mie domande (non esattamente carine) senza quel tono falso, unticcio e fintamente amichevole che hanno talvolta i politici. Da complici o, se è una donna politica, da “donna a donna” — ma dico, io non stringo finte alleanze con tutte le donne, ci mancherebbe altro!

Ve lo assicuro, agli inizi del 2002 ho fatto un po’ di esperienza con la Direzione Centrale Affari Sociali della Provincia qui a Milano e non solo non ho ottenuto niente — ed era tutto lecito, tutto in linea con la loro politica e la loro policy, era visibile, era prestigioso anche all’estero e precorreva le mode socio-culturali di Milano — ma sono stata trattata come se una clientes bussasse neanche alla porta della patrona, ma alla porta dell’Imperatrice.

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