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Il Corriere della Sera e il terremoto turco abruzzese

Il Corriere della Sera oggi alle 13:45 titola a tutta pagina

Terromoto in Abruzzo: crolli e morti

e accompagna l’articolo con una bellissima foto. Peccato che sia del terremoto turco.

PS Pare proprio che i brillanti signori di Rectoverso abbiano citato la foto e il fatto, ma non il post originale con il link.

Maternità

flowersCaso limite quello contemplato dal documento congiunto, firmato dai direttori delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia delle facoltà di Medicina delle università di Roma La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico, del bimbo nato vivo dopo l’interruzione della gravidanza oltre il 3° mese, per motivi medici quindi.

Penso che sia lapalissiano che quando il cordone ombelicale è stato reciso, se il bambino è vivo è un essere giuridicamente a sé stante, e in quanto tale abbia il diritto legale a che gli vengano prestate tutte le cure mediche necessarie. Ovvio anche che non va chiesto il parere della madre che, se ha interrotto la gravidanza, lo ha di fatto abbandonato e non può esercitare il diritto alla patria potestà. Insomma, a buon senso: se ha interrotto la gravidanza non vorrà poi tenerlo in vita.

Certo, è possibile che un essere umano rianimato al quinto mese di gestazione o più presenti malformazioni; ma certo anche che non è che vogliamo mettere in atto l’ideologia della razza pura che chi non è sano mentalmente o fisicamente venga eliminato, ché oltre tutto non si sa in anticipo (e magari già che ci siamo mettiamoci anche omosessuali e zingari va’).

Insomma, per me la questione è delicatissima e dibattuta e non mi sento di giudicare quello che secondo me è soprattutto un caso di coscienza. Non mi sento di giudicare, punto. Non vorrei essere io a scegliere o a decidere.

Vorrei solo sapere perché questo documento è uscito in occasione della Giornata per la Vita — concordo con Notiziole di Mau — e quanti casi di bambini nati vivi ci sono dopo l’interruzione di gravidanza. In sunto, perché ribadire il diritto alle cure mediche ora, in questo momento politico.

Non concordo invece col ministro Livia Turco quando afferma che rianimare contro la volontà della madre è una crudeltà insensata. Vi sono migliaia di famiglie che aspettano per anni dei bambini da adottare e non penso che tutte le madri biologiche siano per questo le migliori persone per allevare un bambino, in ogni caso.

Un tempo credevo che a un bambino fosse dovuta una “famiglia” regolare, padre e madre, ammesso che ce ne siano ancora di sane: poi ho visto coppie di amici gay (americani) che sono eccellenti genitori; e anche madri o padri single che lo sono.

Insomma, le soluzioni di accoglienza per allevare un bambino sono tante e talvolta migliori della madre che gli ha dato la vita: perché la maternità non è un fatto biologico, è l’attitudine materna verso la vita e verso un bambino, qualsiasi bambino. Anzi, direi verso il mondo, verso la vita su questa terra, verso il verde e i fratelli animali (e pure gli umani).

Gyanendra e Internet: libertà in Nepal? Però con Bush..

George BushInternational Nepal Solidarity Network, un blog democratico, è stato sbloccato. Come ci dice la Federation of Nepalese Journalists. In Nepal era mirrorato dal luglio 1995 e proabilmente, come altri siti bloccati dal colpo di stato del re e l’esercito del 1° febbraio 2005, era ospitato su un server indiano o thailandese.

Re Gyanendra Bir Bikram Dev Shah aveva anche fatto chiudere le due maggiori agenzie di notizie del paese e aveva sostituito la Commissione Asiatica per i Diritti Umani in Asia con sede a Kathmandu con una nominata da lui! Ora la sede centrale asiatica di base a Hong Kong è un po’ arrabbiata e reclama a gran voce, guarda un po’, che il re venga detronizzato: che la Monarchia costituzionale si trasformi, insomma, in Repubblica parlamentare.

continua