Tag Archives: Turchia

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Siria, continua la rivolta contro il regime (con l’appoggio di Usa e Turchia)

SiriaEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. La Siria è retta da un’oligarchia autoritaria e corrotta che usa la forza per trattare con i cittadini. Le rivolte attuali hanno però una natura complessa. Non possono essere viste soltanto come una richiesta popolare di libertà e democrazia. Cosa c’è dietro? Chi li sostiene? Chi li fomenta? Che ruolo hanno i gruppi islamici radicali? E perché la rivolta di così tanti paesi arabi tutti insieme e proprio ora?

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Yaowawit per essere felici

bambini thailandesiSapete cos’è Yaowawit, in Thailandia? No? Bene, neanche io. Sono andata a vedere, è un collegio per bambini poveri.

Tedd Miller, vicepresidente esecutivo dell’area Asia-Pacifico della Sony Pictures Television, il 5 giugno partirà per un viaggio in bici.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Amnesty International compie 50 anni

Amnesty InternationalEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché da cinquanta anni esatti Amnesty, la più grande organizzazione internazionale per i diritti umani, con oltre 3 milioni fra sostenitori e membri distribuiti in oltre 150 paesi e territori, combatte abusi e sopraffazioni. Solo l’anno scorso ha documentato la tortura e il maltrattamento nelle prigioni di 98 paesi.

Amnesty festeggia il 50esimo compleanno lanciando in 60 nazioni, dall’Argentina al Ghana, alla Turchia e alla Nuova Zelanda, una nuova campagna contro la repressione e l’ingiustizia chiamata “Global Call to Action” per celebrare simbolicamente la libertà rendendo omaggio ai due studenti portoghesi gettati in prigione per aver brindato inneggiando all’indipendenza. Un’ingiustizia così grande da spingere l’avvocato inglese Peter Benenson, il 28 maggio 1961, a fondare Amnesty International, un’organizzazione indipendente, imparziale e sovranazionale, per promuovere il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale del 1948
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Aung San Suu Kyi, un compleanno per la libertà

Aung San Suu KyiUna donna eccezionale. Bella, colta, forte, carismatica, resistente come un bambu e gentile come i gelsomini che intreccia nei capelli. Simbolo internazionale di libertà e di coraggio. Questa è Daw Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace 1991.

Domani compirà 65 anni. E li compirà ancora una volta agli arresti domiciliari. Dal 1990, quando fu eletta primo ministro alle elezioni generali come leader del partito della Lega Nazionale per la Democrazia, ha trascorso confinata in casa quasi 15 anni. Ieri l’ultimo appello di Aung San Suu Kyi alle nazioni democratiche di tutto il mondo: “usate la vostra libertà per promuovere la nostra“.

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Anno 2010 il leone ruggirà

oroscopoIeri ho comprato un giornale con l’oroscopo. Anche se Paolo Fox è insuperato, ecco come ho letto io il 2010 per tutti i segni. Non me ne vogliate se non vi piace, eh!
A proposito, ci credete?

Ariete: Coraggio rinnovamento e prospettiva. O cambiate o cambiate.
Toro: Note d’amore senza arrestarsi sensualità. Bene come al solito.
Gemelli: Vita trasformazione leggerezza. Mi va bene ché ho tanto in Gemelli io.
Cancro: Senza paure occasioni entusiasmo. Visto che il cancro di entusiamo non brilla.
Leone: Positività forza senza ostacoli. Finiti gli anni bui, sarà il re della foresta.

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L'Indice di percezione della corruzione: nel 2009 l'Italia peggio della Turchia

mappa percezione indice di corruzioneQualche dato sull’Italia che mi preoccupa un tantinello, ma solo poco così. Pannella ha detto stamattina in TV che in Italia ci sono 11 milioni di processi pendenti e carceri che scoppiano. Ovviamente lui propone che a tutti i criminali per reati minori venga condonata la pena, alé alé. E, ovviamente, bisogna vedere quali sono i reati che lui considera minori. Pannella ha detto anche che al Consiglio d’Europa fra 41 paesi membri (che in realtà sono 47) siamo in cima come inefficienza della giustizia. Questa già mi sembra difficile, visti i paesi che ne fanno parte.

Il posto dell’Italia nell’Indice della percezione della corruzione, che si calcola sulla base di quanto vengono percepiti corrotti i politici e quelli che si occupano di Pubblica amministrazione, sono però decisamente allarmanti. Già dalla mappa sopra si nota che l’Italia è di un bel colore rosa intenso. Ma vediamo come è cambiata l’Italia negli ultimi due anni secondo gli ultimi dati.

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Mentre il mondo fa festa, in Turchia le donne

woman cryingIeri grandi celebrazioni internazionali per la caduta del muro di Berlino, un evento che ha dato la stura a trasformazioni internazionali epocali.

Prima di tutte, oltre alla riunificazione della Germania, la caduta dell’URSS e la creazione dei 14 stati centrali e della Russia indipendente, con tutta una serie di ricadute sul piano internazionale: le ovvie politiche, ma anche economiche per i transiti di gas e petrolio, sociali per lo spostamento migratorio di gruppi di persone dall’est all’ovest, criminali per la vendita di armi e di residui atomici da parte dell’ex URSS a gruppi terroristici, e così via.

Mentre tutti facevano festa, sono state rese note le cifre ufficiali della violenza contro le donne in Turchia, inclusa quella domestica, che sono in crescita esponenziale e sono state fornite dal ministro della Giustizia Sadullah Ergin in risposta ad una interrogazione presentata in Parlamento dalla deputata Fatma Kurtulan del Partito per una Società Democratica (DTP o Demokratik Toplum Partisi, il partito filo-curdo).

L’incremento di donne uccise dopo una violenza rispetto al 2002? Il 1400%.

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Quando il mondo ha l'influenza, Google Flu Trends starnutisce

starnutoHo appena scoperto Google Flu Trends, le stime settimanali di Google sull’influenza in tutto il mondo. Il sistema è semplice: i geni di Google pensano che se hai l’influenza prima di tutto accendi un computer per vedere sintomi e rimedi.

Ho notato che sono stati monitorati gli Stati Uniti, la Russia, la Polonia, la Spagna, la Francia, l’Ukraina, il Belgio, l’Ungheria, per esempio, ma non l’Italia. Mi consolo però perché non ci sono neanche il Sudamerica, l’Asia meridionale e sudorientale, l’Africa, la Penisola arabica, la Turchia, la Cina. Se non fosse che non c’è neanche la Gran Bretagna mi verrebbe da pensare che in Italia i dati siano irrelevanti, come nei paesi del digital divide.

G8, la Turchia vuole avere senza dare?

bandiera turcaSono 50 anni che siamo in attesa di entrare nell’Unione europea. E ora vorremmo una risposta chiara. Vi sono leader che dicono una cosa e poi si correggono, e magari in altre sedi sostengono di non averla detta. È diventato comico, e noi siamo stanchi di comiche (Corriere della Sera).

La Turchia è stanca di aspettare, lo capiamo, ma non doveva riconoscere il Metz Yeghern, il genocidio armeno del 1915-1923 sul suolo dell’Impero Ottomano, la questione di Cipro, e aprirsi ai diritti umani? Queste erano le condizioni per la sua appartenenza come membro a pieno diritti nell’Unione europea. E invece qualcosa ha fatto, a leggere l’intervista al primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, ma troppo poco.

Avere la Turchia fra i membri a pieno titolo dell’Unione Europea farebbe comodo a tutti perché è uno stato fortemente militarizzato (che è meglio che stia dalla nostra parte), situato in una posizione geopolitica molto importante come “porta d’entrata” per l’Asia e, in più, islamico, e questo farebbe sì che l’Unione europea non sarebbe solo una specie di associazione di stati cristiani, attenuando l’ostilità di molti paesi islamici verso l’Europa.

Però il primo ministro turco Erdogan, che si prepara a partire per il G8 dell’Aquila, nega ancora il genocidio degli armeni:

Non esiste un solo documento che lo provi. Uno solo. E poi: pensate che 40.000 armeni continuerebbero a vivere in Turchia? Sono gli armeni in altri Paesi che diffondono notizie e interpretazioni non corrispondenti alla realtà.

Razzismo? No grazie, siamo a Milano

baklavaUn giocatore di un club di dilettanti del nord della Francia e’ stato condannato a 4 quattro mesi per insulti di stampo razzista. [ANSA]

Finalmente una bella notizia! In Francia un giocatore è stato sospeso per 4 mesi per comportamento razzista verso un altro giocatore del Senegal.

La bella notizia è che da noi non succede, perché in Italia non siamo assolutamente razzisti. Specie a Milano, con l’ordinanza che obbliga a tutti i proprietari di kebap a chiudere all’una di notte. Infatti, per par condicio, ora sono nel mirino anche le pizzerie d’asporto. Forse qui temono che dopo l’una il kebap si ricomponga, spiedo e tutto, e diventi una pericolosa arma per infilzare, e che la pizza possa venire spiaccicata sul viso da cittadini in vena di attacchi proditori.

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