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Falun Gong, campi di lavoro in Cina e diritti umani

Ho già parlato diverse volte sulle torture subite in Cina dai praticanti del Falun Gong e del fatto che vengano addirittura cannibalizzati degli organi per rivenderli al mercato nero, soprattutto Occidentale.

Finalmente anche la stampa “importante” si occupa del campo di concentramento di Sujiatun, chiamato il campo degli orrori.

Gira di nuovo per email un appello urgente, una petizione internazionale stilata da alcuni ministeri australiani: se vi arriva, firmatela o, almeno, non buttatela. L’ho già messa in un post, ma se non l’avete letta o non vi è arrivata per email leggetela (e firmatela) qui.

La causa del Libano e gli arabi e i musulmani

Ho letto in giro diversi post sulla causa Libano Israele: giusta, per carità! Tutti si sentono libanesi, la causa umanitaria e così via. Ma a livello inviduale magari è un altra cosa.

Quando vivevo in India il giorno uscivo, stavo sempre in giro. Bungalow Road, dove vivevo, di fronte all’Università di Delhi dove c’era il mio dipartimento di sanscrito, è una via larga e piena di alberi, all’estremo nord della città. Ma è totalmente vuota di negozi, bazar, persone.

Solo qualcuno che vende tre cosucce per terra dal suo orto, all’angolo di un block. E ovviamente il baracchino dei kulfi, il gelato al pistacchio a cono, grasso e verde pistacchio appunto, così saporito, quasi salato.
E il bravo furgoncino dell’acqua minerale e della bibita al mango, giallo-arancione e tinta che sa di caramella. Ne prendevo poche perché costavano 2 rupie. Il bus ne costava una. Per dare l’idea.

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Mussolini, l'India e un patrimonio sprecato: i ragazzi di El-Alamein e le biblioteche

Sono allibita. Ho telefonato per conoscere il patrimonio librario relativo all’India e l’Asia Orientale delle biblioteche delle ville di Mussolini Villa Torlonia, Villa Carpena e La Rocca, cioè Rocca delle Carminate.

Ho appena finito di parlare con una delle ultime soldatesse di Mussolini, la Signora Fiorenza, che presta servizio volontario al Museo chiamato La Casa dei Ricordi di Villa Carpena, in provincia di Forlì. Mussolini aveva circa 6.000 di soldatesse, di cui 360, riconosciute con nomi e cognomi, che mi dice “massacrate in modo barbaro” dai Partigiani.

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Mumbay/Bombay bombs, July 11, 2006

Brutta assonanza le bombe a Bombay. Certo è che il giorno 11 suscita brutti ricordi: NYC, Mumbay.
Ma le bombe riusciranno a fermare il processo di normalizzazione fra India e Pakistan?

Una mia breve analisi nel Radiogiornale delle 12:30 della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RTSI) delle 12:30, al 10° minuto.

Le ultime notizie di oggi sono che la polizia indiana non è arrivata a capo di niente…

Duce = Buddha

C’era un tempo in cui Mussolini fu paragonato da intellettuali italiani del tempo nientemeno che all’Illuminato, al Buddha!

L’indologo Kalidas Nag (1892-1966) era stato studente prima del Nobel per la Letteratura Rabindranath Tagore a Vishvabharati (India) e poi dell’orientalista Sylvain Lévi a Parigi.
Quando nell’ estate del 1921 Nag venne a Roma, fu subito accolto dal nostro orientalista di Regime, Carlo Formichi (1871 – 1943) che, ben sapendo che il governo non finanziava i congressi e i viaggi di studio all’estero, non perdeva l’occasione di incontrare gli studiosi stranieri in visita in Italia.
Formichi gli presentò i suoi amici, il grande orientalista e suo allievo GiuseppeTucci (1994-1984), il sinologo e matematico Giovanni Vacca e il chimico Helbig. Dal novembre 1921 Formichi e il suo allievo, Tucci cominciarono a corrispondere regolarmente con Nag.

Nel ’23 Nag tornò in Italia direttamente dall’India e fu ospite di Formichi.
Nag passò lunghe ore a recitare le poesie di Tagore e a cantare le sue canzoni per Formichi e per le sue molte sorelle, a parlare del Poeta.
Così Formichi pian piano si persuase che Tagore era “il più grande uomo del mondo”? e sperò “devotamente”? di poterlo incontrare almeno una volta in vita, prima di morire. Formichi affermò che Tagore era nientemeno che la reincarnazione di Buddha!

Ma l’accostamento al Buddha non era poi così assurdo ai quei tempi: anche l’orientalista Giuseppe De Lorenzo (1871-1957), nel suo libro Oriente ed Occidente del 1931, paragonò Mussolini al Buddha sulla base di un discorso da lui tenuto nel 1902 e ricordato nella famosa biografia Dux, pubblicata nel 1926 da una delle amanti di Mussolini, Margherita Sarfatti (1880-1891).

Mussolini soldato valoroso, giornalista e redattore originale, devoto padre di famiglia (si escludono le corna che metteva perché, al tempo, erano un fatto scontato, anzi, un onore), contadino che mieteva coi braccianti e borghese che andava in vacanza in Versilia, potente taumaturgo e… Buddha!

Mi sembra decisamente troppo anche per un pallone gonfiato come lui…

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