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L'isolamento internazionale dei tibetani

LhasaPer evitare le proteste da parte degli stranieri a sostegno del Tibet la Cina ha annunciato che chiuderà la vie d’accesso all’Everest dalla parte tibetana.

Anche il Nepal sta chiudendo le strade d’accesso.

L’India già ieri si era già schierata contro i tibetani in esilio, ma la rivolta continua e purtroppo già si contano i primi due morti, non si sa se da parte tibetana o cinese.

I monaci birmani avevano suscitato le simpatie internazionali, anche se molto caute, e un largo movimento di opinione; i monaci tibetani, che danno fastidio sia alla Cina che all’India e al Nepal, fino ad ora non hanno trovato nazioni che li sostengano. Sono sempre più isolati. Aspettiamo cosa farà l’Europa e l’UN.

Qui l’articolo e le foto dello Washington Post, l’articolo del New York Times e le foto; il Los Angeles Times riporta che i grandi monasteri di Drepung e Sera sono stati circondati. Ho notato che la stampa americana chiama i tibetani a casa propria “etnici”, come sono chiamate le minoranze in Asia: tribals o ethnics. In effetti, sono ridotti a una minoranza sia numerica, sia politica e culturale a casa propria.

Uno sguardo al Nepal

Child labourSecondo uno studio, ancora invariato, del marzo 2005 del Jagaran Media Center di Kathmandu sui Dalit, i fuoricasta e i gruppi etnici o tribali, cioè circa il 20% della popolazione del Nepal:

1) l’80% di loro vive sotto il livello di povertà;
2) il loro reddito medio annuo è di $ 39.6;
3) la loro parte di terra coltivabile è dell’1%;
4) l’alfabetizzazione delle donne Dalit è del 3.2 %;
5) l’aspettativa di vita è di 52 anni;
6) il 70% dei Dalit è malnutrito;
7) solo il 43% dei bambini Dalit di 12-13 anni è vaccinato (contro il 60% degli altri bambini nepalesi)

Ricordiamocene, ogni tanto.

L'India e gli Adivasi dell'Espresso

O, meglio, di Alessandro Gilioli. L’India nascosta: foto magnifiche, racconto su di un gruppo di Adivasi dell’India centrale fatto da uno che le cose le ha viste e le sa raccontare. E che mi ha ringraziato dei suggerimenti indiani. Grazie, sei carino Gilioli!:)

Insomma, comprate l’Espresso di questa settimana. Perché l’India è un paese immenso abitato non solo dagli induisti, i musulmani, i parsi, i sikh e così via, ma anche dagli Adivasi. Sono gli indigeni che abitavano l’India prima che le varie tribù Arya scendessero a ondate successive dal 1900 a.C. circa, quelli che ora gli indiani induisti chiamano, con un certo distacco, tribals. Hanno una cultura propria e una religione colorata d’animismo e di tradizioni locali, miti, riti, musiche e danze che il resto dell’India neanche conosce.

continua