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Tremonti fa tremare la Casta: cominciamo dal menu del Senato

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Berlusconi e la stagista

La sera del 19 novembre 2008 il presidente del Consiglio, nella splendida cornice romana di Villa Madama, ha ricevuto i più bei nomi dell’imprenditoria del Paese, per una cena ufficiale tra il governo e le grandi firme del Made in Italy. Almeno una sessantina gli invitati, che il premier ha intrattenuto insieme a diversi ministri, da Letta a Tremonti, da Bondi a Fitto. Al suo tavolo da otto, al centro del salone, insieme a stilisti di spicco come Santo Versace e la moglie, Leonardo Ferragamo e la sorella Giovanna, Paolo Zegna e Laudomia Pucci, il Cavaliere ospitava “una splendida ragazza”, secondo il racconto di chi c’era. Capelli castano chiari, vestito in lamè. Molto giovane, molto avvenente, sconosciuta a tutti. Berlusconi, secondo la testimonianza di un industriale che ha partecipato all’evento, l’ha presentata ai commensali come “Noemi Letizia, figlia di carissimi amici di Napoli. Sta facendo uno stage – ha aggiunto il premier – ed è qui per conoscere i grandi protagonisti del mondo della moda” (da Repubblica).

Lui presidente del Consiglio, lei giovane stagista. Mutatis mutandis — lei era più vecchia, 22 anni — e lo dico senza alllusioni di sorta, vi ricorda qualcuno?

Noemi Letizia

Quella vittima di Mariastella

Questi sono due video sulle proteste di piazza contro la riforma Gelmini sulla scuola e l’università.

Intanto vorrei esprimere la mia solidarietà a Mariastella. Siamo davvero dispiaciuti e solidali con lei, che qualche giorno fa ha commentato a proposito delle proteste:

Non ho trovato proposte ma semplicemente insulti e atti di violenza.

Mariastella ha ribadito ieri che la protesta è di sinistra (ideologica e pregiudiziale, quindi) e diffonde

bugie, allarmismo e disinformazione

Dopo il video di Mariastella vedete il video con le violente manifestazioni di piazza dei feroci studenti che protestano.

Ma il Governo ci ha pensato? Le conseguenze dei tagli alla scuola e all'università

Charlie Manas the BeautifulDicevo due giorni fa che l’università sta scendendo sul piede di guerra, e con ottime ragioni, per gli enormi tagli progressivi aprovati con la Legge 133/08 (ecco il testo). Mi chiedevo ieri se davvero i ministri Gelmini, Tremonti e il governo tutto hanno pensato all’enorme portata e alle conseguenze della legge.

L’istruzione, a tutti i livelli, e la ricerca, non sono dei beni di un partito o di una corrente politica ma di tutti, di uno stato. Sono di tutti, perché le scuole e le accademie pubbliche sono di tutti. I bambini che ci vanno sono figli di persone che si riconoscono nella destra, nella sinistra, nel centro, nella chiesa cattolica, sono figli di estracomunitari. L’istruzione e la ricerca sono il paradigma dell’andamento presente di uno stato e rappresentano lo sviluppo futuro.

Con questa legge, mentre il costo della vita progressivamente sale, in cinque anni, progressivamente, i soldi erogati per l’istruzione e la ricerca diminuiscono. Con quali conseguenze?

Intanto ne dico tre, enormi, che saltano subito all’occhio:

1) la prima è che non ci saranno soldi, che già sono molto pochi, per finanziari degli studi superiori sulle materie considerate inutili, andamento peraltro auspicato da tempo da diversi intellettualoni di destra e di sinistra: i soldi sono pochi, bisogna impiegarli bene, selettivamente, dare la priorità alla ricerca in discipline cosiddette utili: chimica, fisica e via dicendo.

E così, le materie inutili, cioè quelle che non portano direttamente o indirettamente degli utili, in parole povere soldi, verranno sempre più a morire: tutte le arti, le discipline storiche, l’archeologia, lo studio dell’Asia, le scienze sociologiche per compiere studi sull’immigrazione, per esempio, o le scienze musicali, che sono impiegate anche per la cura di vari disturbi neurologici e psicologici. Perché senza soldi non si allestisce neanche la recita dell’oratorio.

2) Prenderanno sempre più piede i finanziamenti privati sia per sostenere le cattedre universitarie che fanno comodo al donatore, sia per la ricerca, con enormi conseguenze etiche: le ditte farmaceutiche, per esempio, finanziano studi ed esami di laboratorio sui prodotti che vanno a smerciare, con cui fanno montagne di soldi, certo non sui prodotti che usano solo in pochi. Ci sono malattie non di massa, o non di moda, che verranno sempre più trascurate.

3) Ma le farmaceutiche, al momento attuale, non finanziano neanche le medicine per i nostri animali, perché non rendono certo l’investimento di denaro per la ricerca, la produzione e la distribuzione.

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E Berlusconi canta

Berlusconi

Berlusconi ha inaugurato stamani la nuova scuola di San Giuliano di Puglia, paese simbolo del terremoto in Molise del 2002. [...] nel 2002 27 bambini morirono nel crollo dell’edificio scolastico. Dopo una sosta al cimitero, dove si e’ raccolto davanti alle tombe dei bambini morti, Berlusconi, accompagnato dal ministro Gelmini, ha incontrato e cantato con i bambini della nuova scuola.

Tutto bello, tutto meritorio e, in più, ha detto il Cavaliere, 100 edifici scolastici a rischio in tutta Italia saranno ristrutturati.

Ma come si concilia il canto di Berlusconi con i drastici tagli alla scuola e l’università della Gelmini e di Tremonti? Mi sembra un canto del cigno.

Se la scuola e l'università diventano peggio

DNAL’università sta entrando in rivolta, e con ottime ragioni. Il sistema scolastico e universitario italiano è in grave pericolo. Un pericolo serio, reale, non dovuto al dilagare della tv spazzatura, non provocato dal terrorismo islamico e, stranamente, neppure causato dai mutamenti climatici.

La scuola e l’università italiana sono a rischio perché il governo, di concerto tra il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e il ministro dell’economia Giulio Tremonti, nell’arco di cinque anni vuole tagliare drasticamente e progressivamente le risorse che, pur tra mille difficoltà, hanno permesso fino a oggi il loro funzionamento e garantito l’esistenza di insegnanti e ricercatori.

I tagli sono dell’ordine di 10 miliardi di euro, una cifra paragonabile all’entità degli aiuti inviati in Italia con il piano Marshall dal 1948 al 1952.

Leggendo le tabelle allegate al DL 112/08, ora convertito nella Legge 133/08, votata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale durante il mese di agosto (qui il testo di legge completo), si sobbalza leggendo l’entità dei tagli di fondi.

Per quanto riguarda l’Università, si concretizzano in 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, in 190 milioni per il 2010, in 316 milioni per il 2011, in 417 milioni per il 2012 e infine in 455 milioni per il 2013.

In un quinquennio verranno sottratti alla alta formazione e alla ricerca ben 1.441 milioni di euro.

Per la scuola le previsioni sono ancora peggiori: i tagli

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