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Giappone punizione divina

ShinranShintaro Ishihara, il governatore di Tokyo, ha affermato che il terribile terremoto e conseguente tsunami sono una punizione divina per spazzare via l’egoismo (gayoku) che affligge il popolo giapponese.

Lo dice proprio quando i tecnici della TEPCO (qui i loro comunicati stampa), che fornisce energia elettrica, e i soldati dell’Esrcito di autodifesa stanno lavorando come matti per contenere il peggior disastro nucleare dopo Chernobyl, sapendo quello a cui andranno incontro a breve: la morte fra sofferenze atroci. E non è solo un rischio, è una certezza.

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Giappone, una risorsa su Fukushima e il nucleare

esplosione a FukushimaSu quello che sta succedendo in Giappone voglio segnalare un blog, riprendendo la tradizione di Orientalia di segnalare altri siti o post italiani e stranieri. Si intitola “L’era atomica da Hiroshima a oggi” ed è pieno di notizie e risorse agiornatissime e, sopratutto, di prima mano. Per esempio su Fukushima riporta il comunicato stampa originale del Nuclear Energy Information Service, poi l’account Twitter sulla situazione, i video live dal Giappone (in giapponese, ma le immagini sono chiarissime ed esplicative più di una tesi di laurea) e così via.

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Terremoto e tsunami in Giappone, le immagini live

Le immagini, aggiornate ogni minuto, del terremoto e lo tsunami in Giappone. Dal Guardian.

Il terribile video dello tzunami a Sendai, nella parte nordorientale del paese, e in altre zone, seguito dai fuochi.

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Milano e i suoi uomini III o Tante buone ragioni per tifare l'Inter

PopeyeParlo spesso di calcio, anzi, qui c’è una categoria apposta, ma neanche io sarei tifosa, men che meno dell’<a href="http://www.microsoft.com/isapi/redir.dll?prd=ie&ar=windowsmedia
Windows Mediall'Inter. Mi piace molto andare a San Siro — qui il video del famoso stadio — perché lì vedo vitalità e energia, quasi allegria, fra gente incattivita e ammalinconita che non vede l’ora di cambiare vita, questo sì, o fra “gli splendidi”, quelli a cui va tutto benissimo e sono sempre sorridenti e felicissimi che, però, fuggono da questa città appena possono, fra rigorosi week-end e vacanze di un mese in posti esotici. E poi a San Siro, visti da ragionevole distanza, ai giocatori sembra davvero che importi quello che fanno e che sia davvero uno sport.

San Siro mi piace specie quando fa molto caldo, perché l’aria umida e bollente di Milano si combina bene con la copertura che si surriscalda e l’erba, creando una piacevole sensazione di cappa e afa che pesa addosso. Uno si ritrova sudaticcio da capo a piedi come se avesse fatto una doccia piena di smog e non sa neanche bene né come, né perchè. Dico la verità, mi ricorda un po’ l’India dopo il monsone, verso settembre, zanzare assassine incluse, e mi prende il solito fiottone di nostalgia e di bei ricordi.

Mi piace anche molto andare a San Siro quando fa freddo perché lì allo

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