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Il Tibet è in rivolta!

LhasaPrima in sordina, ora sempre più virulenta è scoppiata la rivolta dei monaci nel TAR, la Tibetan Autonomous Region, che comprende circa metà dell’ex Tibet libero, annesso nel 1951 dalla Repubblica popolare cinese.

E’ cominciata a Lhasa e si è diffusa in tutta la regione, anche fra i tibetani rifugiati in India. Quella sopra è la foto delle strade della capitale invasa dal fumo dei lacrimogeni della polizia cinese. I veicoli militari girano per la città per ristabilire l’ordine. Nell’importante monastero di Sera, vicino alla capitale, i monaci stanno facendo al sciopero della fame (anche se temo che se morissero di fame e sete la Cina sarebbe tutta contenta) e due monaci del monastero di Drepung, fuori Lhasa, hanno cercato di suicidarsi per protesta.

Anche la Marcia del ritorno in Tibet, cominciata il 10 marzo da Dharamsala, in India, e di cui ho già parlato, è stata interrotta a forza. Anche l’India si è associata alla Cina, se pure in modo più pacifico: i manifestanti che sono partiti per la Marcia del ritorno sono stati condannati a 14 giorni di detenzione. Sono stati arrestati ieri dalla polizia indiana perché si sono rifiutati di firmare un documento con il quale si impegnavano a non partecipare piu’ a manifestazioni di protesta anti cinese nel territorio indiano per i prossimi 6 mesi. Giusto in tempo per il sereno svolgimento delle Olimpiadi.

Questa è la dichiarazione del Ministro degli esteri cinese sulla rivolta dei monaci tibetani:

Il governo cinese è deteminato a salvaguardare la sovranità e l’integrità territoriale del paese, e la grande maggioranza della popolazione tibetana è determinata a salvaguardare la solidarietà e l’unità nazionale.

Ci vuole una bella faccia di tolla a parlare così della maggioranza del popolo tibetano, dopo l’operazione di pulizia etnica e culturale che hanno compiuto! Chi è questa maggioranza? Il popolo tibetano quasi non esiste più.

Ricordo che oltre 1.000.000 di persone sono morte come diretta conseguenza dell’occupazione e l’annessione del Tibet da parte della Cina nel 1958. Quello che è successo durante la Rivoluzione culturale è stato un vero e proprio genocidio e una sistematica distruzione della cultura. Bambini tibetani tolti alle famiglie d’origine e fatti crescere in famiglie cinesi di provata fede comunista; migliaia di laici, di monaci e monache uccisi o torturati; vecchi costretti a mangiare e vestire secondo la moda dei conquistatori; dei e simboli rimpiazzati con le immagini di Mao e, in seguito, con quelle della Banda dei Quattro; coloni cinesi delle comuni dislocati in Tibet per “colonizzare” le rozze province teocratiche. E’ stata ed è tuttora una vera e propria operazione di pulizia etnica. Circa i 2/3 dei monasteri sono stati distrutti (il Tibet era un paese teocratico di cultura buddhista), insieme a libri, manoscritti e guide, le opere d’arte sono state trafugate e rivendute o portate in Cina.

Ora che gli USA hanno dichiarato che la Cina non è più nella lista nera delle nazioni che commettono violazioni di diritti umani, e che anche l’India ha preso una posizione a favore della Cina, voglio vedere come si comporterà l’Europa e l’opinione pubblica. Intanto, La Cina ha accusato il Dalai lama di fomentare la rivolta.

Aiutiamoli con i nostri blog, aiutiamoli a sensibilizzare l’opinione pubblica e a smuovere i politici. Aiutiamoli come possiamo!

P.S. delle 19:48 Da Lorenzo le eccezionali foto di un blogger a Lhasa.

I tibetani chiedono aiuto ai blogger per la Marcia del ritorno in Tibet

Tibetan marchAppoggiamo tutti la causa della liberazione del Tibet dalla Cina e il ritorno dei tibetani in esilio.

Infatti oggi, 10 marzo, parte da Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio in India, la Marcia del ritorno in Tibet.

I partecipanti sperano di poter raggiungere il confine del Tibet alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino dell’agosto 2008. Due sono i momenti storici che vogliono ricordare: le prossime Olimpiadi e i 50 anni della rivolta del Tibet del marzo 1959 contro l’occupazione cinese.

Il governo cinese, che ha escluso la Tibetan Autonomous Region (circa metà dell’ex Tibet) dai giochi, viene accusato di usare le Olimpiadi come piattaforma per ottenere il riconoscimento come leader globale e promuovere la propaganda contro il Tibet. Bejing vede insomma questo momento come un’opportunità per legittimare il suo dominio.

Nello spirito della rivolta del 1959, per difendere il Dalai Lama, e in memoria dei tibetani che hanno sacrificato la loro vita per l’indipendenza, è stato anche dichiarato l’inizio del Tibetan People’s Uprising Movement (una rivolta pacifica, ovviamente). Queste sono le richieste che fanno alla Cina.

Rircordo che oltre 1.000.000 di persone sono morte come diretta conseguenza dell’occupazione e l’annessione del Tibet da parte della Cina nel 1958, Quello che è successo durante la Rivoluzione culturale è stato un vero e proprio genocidio e una sistematica distruzione della cultura. Bambini tibetani tolti alle famiglie d’origine e fatti crescere in famiglie cinesi di provata fede comunista; migliaia di laici, di monaci e monache uccisi o torturati; vecchi costretti a mangiare e vestire secondo la moda dei conquistatori; dei e simboli rimpiazzati con le immagini di Mao e, in seguito, con quelle della Banda dei Quattro; coloni cinesi delle comuni dislocati in Tibet per “colonizzare” le rozze province teocratiche. E’ stata ed è tuttora una vera e propria operazione di pulizia etnica. Circa i 2/3 dei monasteri sono stati distrutti (il Tibet era un paese teocratico di cultura buddhista), insieme a libri, manoscritti e guide, le opere d’arte sono state trafugate e rivendute o portate in Cina.

A ispirare la Marcia del ritorno in Tibet è stata la Marcia del sale di Gandhi, cominciata il 12 marzo 1930, che fu assolutamente non violenta e fu fatta per sfidare l’impero britannico, che aveva imposto la tassa sul sale. La Marcia del ritorno in Tibet è fatta con la stessa intenzione, quella di sfidare la Repubblica popolare cinese.

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La Cina scheda i giornalisti delle Olimpiadi

freedom of speech

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E tu cosa stavi facendo?

Anche io, come Livefast su Macchianera, Cloridrato e Marco, ricordo quello che stavo facendo l’11 settembre 2001. Stavo in casa a scrivere un articolo sul Nepal e cercavo di capire, tramite una relazione ONU, come funzionava il fenomeno del terrorismo (una volta i maoisti erano chiamati terroristi, anche se vennero ufficialmente dichiarati tali solo nel 2002) e l’interdipendenza fra terrorismo e ideologia religiosa.

Non lo faccio mai mentre lavoro, guardo le news al computer. Vedo in diretta un grattacelo che esplode, trapassato da un aereo. Penso che è un film di fantascienza ma c’è la voce degli speaker americani. Mi sembra una coincidenza assurda, mi arrivano dei messaggi deliranti dagli amici oltreoceano, seguivano tutto sulla CNN (hanno la TV sempre accesa). Mi telefona Ludovico che dice di accendere la televisione e intanto vedo un altro areo che esplode. Praticamente tutto insieme.

Ho visto come una faccia di diavolo nel fumo delle torri, giuro, qualcosa di maligno, mi ha messo un senso di angoscia, lo dicevo proprio ieri a un amico. Quello che è accaduto e la situazione mi parevano irreale. Invece ancora oggi Bin Laden ricorda l’11 settembre.

(L’articolo poi l’ho scritto, si intitola “Strage a palazzo, movimento dei maoisti e crisi di governabilità in Nepal” e si può scaricare qui.)

Strage della 'ndrangheta in Germania e integrazione

RozzanoMafia-Morde wie im Kino, Morti di mafia come al cinema“: così si intitola l’articolo di Die Ziet sulla la strage di San Luca, avvenuta a Ferragosto a Duisburg ad opera della ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale transnazionale calabrese. Le vittime del regolamento dei conti sono 6 italiani che appartengono agli Strangio- Nirta, in lotta con i rivali dei Pelle-Vottari. Questo è l’articolo del Corriere della Sera e quello di La Repubblica. Qui c’è il video di Amato su Sky TG24.

Pochi giorni fa sono tornata con l’Eurostar proveniente da Napoli. Vicino a me c’era Angelo, un uomo di circa 36-38 anni e suo figlio, un bambinetto simpatico che urlava, scalciava, rideva sguaitamente senza motivo e, in sunto, si annoiava a morte e faceva tutto quello che gli saltava per la testa, come un reuccio dispotico.

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La strage di Bologna del 2 agosto 1980: chi sono i mandanti?

orologio della strage di BolognaIeri notte al TG ho visto qualche secondo dello scioccante video della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, 85 morti e 218 feriti. L’Espresso anticipa due minuti di riprese, fatte immediatamente dopo la strage da Enzo Cicco e Giorgio Lolli. Giovedì 2 agosto alle 10,25, l’ora esatta della strage, History Channel lo trasmetterà tutto.

Mi ricordo benissimo il fatto e ricordo che parlavano tutti di strage anarchica. Invece la sentenza della Cassazione del 23 novembre del 1995 ha condannato all’ergastolo Valerio Fioravanti e Francesca Mambro: terrorismo di destra. Sul banco degli imputati ci sono, fra gli altri, anche l’ex capo della loggia massonica Propaganda 2 o P2 Licio Gelli, l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza

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Gino Strada via dall'Afghanistan e nuovo esperimento nucleare in India

Indian pacifistChe dire di Emergency che se ne va dall’Afghanistan? A parte le varie spaccature, le discussioni fra partiti e così via, utilissime per chiarirsi le idee, per la crescita della democrazia, per capirci un po’ di più della nostra politica estera, ma assai inutili, o anche dannose, per un’organizzazione umanitaria. Secondo lo statuto Emergency è una ONG/ONLUS che ha per scopo il Life support for civilian war victims, quindi ha bisogno dei patti fra la diplomazia internazionale per agire, per operare, per interagire coi locali, e ha bisogno dei fondi. Ha bisogno di appoggi ufficiali sia all’interno del paese dove è nata che nei paesi dove opera.

E’ cominciato tutto ufficialmente intorno al 30 marzo 2007, quando Strada ha dichiarato a Repubblica che “Il governo italiano è responsabile di tutto ciò

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La causa del Libano e gli arabi e i musulmani

Ho letto in giro diversi post sulla causa Libano Israele: giusta, per carità! Tutti si sentono libanesi, la causa umanitaria e così via. Ma a livello inviduale magari è un altra cosa.

Quando vivevo in India il giorno uscivo, stavo sempre in giro. Bungalow Road, dove vivevo, di fronte all’Università di Delhi dove c’era il mio dipartimento di sanscrito, è una via larga e piena di alberi, all’estremo nord della città. Ma è totalmente vuota di negozi, bazar, persone.

Solo qualcuno che vende tre cosucce per terra dal suo orto, all’angolo di un block. E ovviamente il baracchino dei kulfi, il gelato al pistacchio a cono, grasso e verde pistacchio appunto, così saporito, quasi salato.
E il bravo furgoncino dell’acqua minerale e della bibita al mango, giallo-arancione e tinta che sa di caramella. Ne prendevo poche perché costavano 2 rupie. Il bus ne costava una. Per dare l’idea.

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Blog e politica: l'esempio del Nepal -- a che serve un blog n. 3

Il 1 febbraio 2005 il re del Nepal Gyanendra Bir Bikram Shah Dev (del tutto casuale che anche il massacro di Narayanhiti fosse avvenuto il 1°?) ha fatto un proclama, prendendo la “decisione storica�? al fine di “difendere la democrazia multipartitica ristabilendo la pace per la nazione e per la popolazione�?, per “difendere le proprietà prese dai terroristi Maoisti e per difendere dalle uccisioni criminali gli innocenti, donne, anziani e bambini contro le loro azioni, che sono i piani malvagi di un individuo o un gruppo che agisce attraverso dei gruppi mafiosi sponsorizzati.” A tal fine, per ristabilire la pace e “garantire il dibattito democratico, un’effettiva economia di mercato, un buon governo, la trasparenza e il governo di diritto libero dalla corruzione�?, in nome dell’autorità garantitagli dall’articolo 27 (3) della Costituzione, Gyanendra ha sciolto il Consiglio dei Ministri. E’ il colpo di stato.

Come prima cosa 1) ha sospeso i programmi di notizie e di politica da tutte le stazioni radio private e le televisioni locali, con l’ulteriore conseguenza di privare del lavoro duemila giornalisti del settore. 2) Ha dichiarato lo stato di emergenza, 3) ha bloccato linee telefoniche e cellulari, 4) ha messo in prigione centinaia di politici, di giornalisti e di attivisti.
(Nota del 9 dicembre: oltre 2300 solo il giorno dopo, fra i quali l’ex-Primo Ministro Deuba)

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Miss Italia 2005, armi di distruzione di massa (CBNR), il sito della CIA e il Nepal

Profondamente appassionata di quello che sto facendo, cioè l’editing di una tesina di 300 Kb intitolata Il Traffico delle Armi di Distruzione di Massa per l’UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Institute) e presa da sacro ardore lavorativo, con la testa che mi casca sul computer, gli occhi che mi bruciano e una fame nervosa da mangiarmi l’angolo del tavolo, mi alzo e accendo la TV.

E che ti trovo? Un programma sul backstage delle prefinali del concorso di Miss Italia 2005.
E mi è pure piaciuto! Cioè, non so se mi sia piaciuto ma l’ho tirata alle lunghe per mezz’ora…
Un po’ di refreshment per il cervello ci vuole ogni tanto.

La verità è che il pensiero delle armi di distruzione di massa o Cbrn (armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari) mi angoscia…

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