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La colonizzazione di Brunetta: Sud, un sogno possibile

GaribaldiDa domani è in libreria il libro del ministro Renato Brunetta intotolato Sud, un sogno possibile.

Aspetto che la Biblioteca Sormani lo abbia per leggerlo, lo ammetto.

So che asserisce che il prodotto interno lordo pro capi­te del Sud è ancora del 40% inferiore a quello del resto d’Italia (da verificare, ma ci credo), gli studenti meno preparati (e chi l’ha detto? in base a quale parametro?), le infrastrutture scar­se e malandate (vero), il lavoro manca (vero) e la criminalità la fa da padrone (quella organizzata transnazionale forse, ma la criminalità finanziaria dove sta, a nord o a sud?).

Io però voglio sostenere in tutti i modi il libro e appoggiare fortemente l’idea brillante di Brunetta, che dice che serve una nuova spedizione dei Mille, un’invasione da parte di funzionari e di­rigenti pubblici esperti e capaci del nord verso il sud. Questa sì che è una vera e propria rivoluzione culturale.

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Pesci e uccelli

clown fishSono tornata da uno spledido resort a Marsa Alam, in Egitto. Inutile dire la bellezza dei mille pesci colorati che nuotano con te sulla barriera corallina e curiosi ti vengono ad assaggiare, e poi rimangono a guardarti col muso davanti alla tua maschera. E’ la cosa che mi è piaciuta di più, oltre alle enormi mantidi religiose appollaiate sulle rocce vicino al mare, ai tantissimi uccelli che venivano a becchettare impavidi le briciole dalla mia mano, alle lucertole grandi e rosse che mi guardavano stupite per minuti e minuti e non si muovevano fino a che qualche viziato bimbo italiano non le scacciava via.

Anche gli egiziani con cui ho parlato mi sono piaciuti, sono allegri e giocherelloni, sempre pronti agli scherzi. Sono serissimi solo quando si tratta di soldi e di Ramadan, of course.

Non è per per dire, ma gli unici bimbi che piagnucolavano, facevano dispetti o chiedevano a raffica erano quelli italiani. E gli unici uomini che, pieni di birra fino alla gola, rimanevano in piscina ben oltre l’orario di chiusura, scalmanandosi e facendo i buffoni davanti alle loro donne, erano italiani. Fortuna che di famiglie italiane ce n’erano poche.

Una sera, alla reception, ho sentito una signora napoletana che si lamentava quasi offesa per la mancanza di animazione, che secondo lei era inammissibile in un resort a cinque stelle, e uno sbruffoncello milanese di una certa età che con una cascata di parolacce inveiva perché, pur pagando, a suo dire l’organizzazione non era perfetta (io penso fosse esemplare, quasi svizzera).

Ecco, fra il Napoli-animazione e la Milano-organizzazione c’era tutta la differenza culturale del mondo. Terronia-Polentonia. E poi ho scoperto che c’è gente senza pace che trova sempre di che lamentarsi, per un motivo o per l’altro. Ho riso proprio di gusto.

Il laureato

Che GuevaraIeri ho portato fuori in cortile delle piante, per farle stare all’aria ma all’ombra.

C’era Miguel, il portinaio che in agosto sostuisce Meri (donna fine e gentile che ha una laurea in economia, parla alla perfezione il russo, l’inglese, il francese e l’italiano, oltre all’albanese e una mezza dozzina di lingue slave). Ex clandestina.

Con mio sommo stupore Miguel ha staccato un paio di foglie, le ha guardate con una lente che teneva nel cassetto e mi ha detto che per la troppa acqua stavano venendo dei funghi. Mi ha mostrato il puntino bianco in mezzo a delle minuscole macchie scure, sul retro della foglia.

Ieri ho scoperto che Miguel è agronomo laureato, ha un Master in trattamento organico delle infezioni delle colture e diversi corsi di specializzazione. Prima di venire qui lavorava in Perù per dei progetti finanziati dalla Comunità Europea.

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Razzismo? No grazie, siamo a Milano

baklavaUn giocatore di un club di dilettanti del nord della Francia e’ stato condannato a 4 quattro mesi per insulti di stampo razzista. [ANSA]

Finalmente una bella notizia! In Francia un giocatore è stato sospeso per 4 mesi per comportamento razzista verso un altro giocatore del Senegal.

La bella notizia è che da noi non succede, perché in Italia non siamo assolutamente razzisti. Specie a Milano, con l’ordinanza che obbliga a tutti i proprietari di kebap a chiudere all’una di notte. Infatti, per par condicio, ora sono nel mirino anche le pizzerie d’asporto. Forse qui temono che dopo l’una il kebap si ricomponga, spiedo e tutto, e diventi una pericolosa arma per infilzare, e che la pizza possa venire spiaccicata sul viso da cittadini in vena di attacchi proditori.

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Il pacchetto sicurezza, la donna somala e il nazismo

Il tanto criticato ddl sul “pacchetto sicurezza” (qui) è stato approvato dalla Camera dei deputati con 297 voti a favore, 255 contrari e 3 astenuti.

Una delle norme prevede la schedatura dei senzatetto.

donna somala senzatetto

L’altro ieri ho preso il bus 94 per andare all’Università Cattolica. Faceva quasi caldo e appena salita mi è arrivata una zaffata pestilenziale di ammoniaca mista a sporco stantio. Un gruppo di donne aveva il fazzoletto sul naso e la bocca. Mi sono avvicinata alla macchinetta per vidimare il biglietto e sul sedile dietro c’era una donna somala o eritrea, ancora giovane, i lineamenti fini cesellati, la testa coperta, infagottata con ogni sorta di indumenti, che parlava ad alta voce con i grandi occhi neri spiritati. Era evidentemente disturbata psichicamente, o malata. Mi è sembrata anche esausta, una che proprio non ce la fa più. Infatti dopo un po’ si è addormentata.

E’ salito un gruppetto di lavoratori edili (muratori, imbianchini ecc.) che ha cominciato a inveire. Non con cattiveria, ma insomma a protestare vivacemente dicendo che non era possibile stare in autobus con quella donna dentro. Noi tutte l’abbiamo difesa, dico la verità, anche le poche sciure presenti, ma effettivamente era molto difficile, mi stavo sentendo male e sono dovuta scendere un paio di fermate prima. Gli altri si sono ammassati tutti davanti, ben lontani dalla donna. C’era il vuoto intorno a lei.

Ora, secondo me quella donna avrebbe avuto bisogno di cure psichiatriche e, soprattutto, di essere raccolta, accolta, curata, lavata, nutrita e coccolata. Come prima cosa. Sembrava un animale agitato e impaurito e la schiena e il fianco erano tutti bagnati, evidentemente di urina.

Il 13 maggio scorso ha compiuto 31 anni la legge 180 sugli Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, meglio nota come legge Basaglia, quella che ha imposto la chiusura dei manicomi e regolamentato il trattamento sanitario obbligatorio.

Con una donna così cosa prevede il “pacchetto sicurezza”? Era una donna senzatetto malata ma innocua, disturbava solo col suo odore. Non stava bene ma a quelle come lei non possono fare niente, se non lo richiedono e non sono pericolosi per sé o gli altri.

Quindi ho due dubbi: prima di tutto, se sono senzatetto, cioé senza fissa dimora, come fanno a schedarli? Cioè, ne prendono le generalità (presumibili), ammesso che abbiano i documenti o che dichiarino il vero. E poi? Che mettono come residenza, “portici di San Babila difronte alla chiesa, Milano” oppure “linea 94 verso S. Ambrogio”?

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Il profumo della libertà di Michele Emiliano, sindaco di Bari

mafia postcardBellissimo articolo di Roberto Saviano oggi su Repubblica Saviano, lettera a Gomorra tra killer e omertà e commovente la puntata di ieri sera di Blob, che ha trasmesso il discorso che ha tenuto il sindaco di Bari Michele Emiliano all’ inaugurazione della 72° Fiera del Levante (13-21 settembre 2008).

Emiliano, un ex magistrato della DIA (Direzione investigativa antimafia, anche se Wikipedia dice che era della Direzione distrettuale antimafia) in perenne pericolo di vita, sta trasformando Bari nella città più trasparente d’Italia. Fra l’altro, è l’unico comune europeo ad avere un’agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata riconosciuta dall’ONU, che lavora di concerto con l’ONU.

All’inaugurazione di Emiliano era presente un livido Berlusconi, che fingeva di scartoffiare fra i suoi fogli sul tavolo.

Il discorso completo di Emiliano vale il canone della TV. Da questo stralcio si capisce perché:

La città di Bari è vicina a tutti gli insegnanti e agli studenti d’Italia che non credono che la liquidazione dell’istruzione pubblica corrisponda agli interessi del Paese.[...]*

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Tanti auguri Orientalia4All!

birthday cake

Oggi è il terzo compleanno di questo blog. Tre anni fa esatti, alle 15:56, postavo il mio primo

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Strage della 'ndrangheta in Germania e integrazione

RozzanoMafia-Morde wie im Kino, Morti di mafia come al cinema“: così si intitola l’articolo di Die Ziet sulla la strage di San Luca, avvenuta a Ferragosto a Duisburg ad opera della ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale transnazionale calabrese. Le vittime del regolamento dei conti sono 6 italiani che appartengono agli Strangio- Nirta, in lotta con i rivali dei Pelle-Vottari. Questo è l’articolo del Corriere della Sera e quello di La Repubblica. Qui c’è il video di Amato su Sky TG24.

Pochi giorni fa sono tornata con l’Eurostar proveniente da Napoli. Vicino a me c’era Angelo, un uomo di circa 36-38 anni e suo figlio, un bambinetto simpatico che urlava, scalciava, rideva sguaitamente senza motivo e, in sunto, si annoiava a morte e faceva tutto quello che gli saltava per la testa, come un reuccio dispotico.

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BzaarCamp, insalata paesana ecc.

Charlie Manas (c) Enrica GarzilliSabato siamo andati al BzaarCamp qui a Milano, una conferenza autogestita su temi Internet degli stessi relatori, che si autopropongono. Siamo arrivati tardi, verso le 5, perché la mia sorellina preferita è stata operata d’emergenza e alle 9 di mattina già eravamo in clinica. Per fortuna che operavano anche di sabato, altrimenti ci avrebbe lasciato… Si è svegliata, l’abbiamo salutata — un minuto in tutto, il tempo di farle una coccola — e siamo andati via. Ma io sono stata sempre col magone, la prognosi è rimasta riservata fino a oggi. Quella della foto è proprio lei, Charlie Manas, la mia bellissima sorellina.

BzaarCamp era davvero carino, informale ma generalmente ben fatto. Quando siamo arrivati la metà della gente era andata via e questo, in qualche caso, è stato una fortuna. L’unica presentazione che ho ascoltato è stata quella di

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La Francia, Parigi, la rivolta dei ghetti, il razzismo e Terronia

Una volta qui veniva una signora filippina che ci puliva i pavimenti. Veniva due volte alla settimana, era in regola, ferie pagate vacanze e malattie. Tutto regolare.

Puliva pochino però, il suo era un lavoro da make-up. Avendo 2 cani e 3 gatti che fanno la muta due volte all’anno, ovvio che sotto i termosifoni era un pianto greco, sotto i divani correvano i bubboni di pelo e polvere, se spostavi qualcosa era una catastrofe.
Ma non le ho mai detto niente, proprio perché ho gli animali e mi bastava fosse fidata (ma dove sta la pipa antica che è sparita? forse rotta…) e rispettasse gli animali.

Spesso si assentava senza motivo e senza dirlo ma, separata da un annetto con tre figli (una di 6 mesi), era comprensibile. Se mancava più di due volte senza che ne sapessi niente le telefonavo a casa.

Un giorno mi risponde la figlia maggiore, quella di 12 anni.
Voce strascicata e forte accento della Milano béne, r blesa, tono strafottente. Arrogante da prenderla a sberle. Mi risponde a mezze parole. Sembra incavolata con me! Mi si rivolta come una furia quando le dico: parla più forte che non ti capisco — infatti sibilava. E’ in rivolta!!

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