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Abruzzo, la solidarietà corre sulla Rete

Mi sono svegliata con la bella notizia che questa notte è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. Anche Paolo e signora, oltre a Hermans, sono sani e salvi.

Intanto la Rete non sta ferma, ma ci sono diversi altri modi tradizionali per aiutare la popolazione abruzzese senza essere d’intralcio.

  • Per i privati, il più semplice è inviare 1 Eu con il telefono o il cellulare al n. 48580;
  • o possono inviare un fax al Servizio civile nazionale al n 06 68202296 specificando la propria disponibilità a mettere al servizio posti d’albergo, sangue, coperte.
  • Il Dipartimento della Protezione civile ha chiesto la sola collaborazione dei volontari in servizio civile presso queste organizzazioni di volontariato:

  • Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS);
  • Confederazione Nazionale delle Misericordie, che raccoglie anche fondi per le popolazioni d’Abruzzo (Monte dei Paschi di Siena Ag. 6
    Codice IBAN: IT 03 Y 0103002806000005000036)
  • ARCI Servizio Civile, nelle sue componenti PROCIV ARCI e Legambiente;
  • Croce Rossa Italiana (questa la pagina della CRI di Pescara);
  • L’Unione Nazionale per il Servizio Civile scrive che Enti e i privati interessati dovranno far pervenire al UNSC via email (ammissioneimpiego_at_serviziocivile.it ) o via fax al n 06 49224210 un’apposita richiesta concernente l’invio dei volontari nell’area del disastro, specificandone le generalità e il progetto nel quale sono impegnati, nonché acquisendo il loro consenso per iscritto.

    Il Corriere della Sera e il terremoto turco abruzzese

    Il Corriere della Sera oggi alle 13:45 titola a tutta pagina

    Terromoto in Abruzzo: crolli e morti

    e accompagna l’articolo con una bellissima foto. Peccato che sia del terremoto turco.

    PS Pare proprio che i brillanti signori di Rectoverso abbiano citato la foto e il fatto, ma non il post originale con il link.

    Terremoto in Abruzzo, cronaca di una morte annunciata

    terremoto foto di repertorioDopo un divertente viaggio da Perugia con Pasteris e signora mi sono svegliata ancora un po’ stonata, ho letto l’amica e ho acceso la radio.

    Ho ascoltato con orrore la notizia del terremoto nell’Aquila e in Abruzzo e la notizia sconvolgente di Giampaolo Giuliani, ricercatore presso il laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso, che lo aveva previsto ed è stato denunciato (questo è il video). Per avere informazioni su parenti o per dare una mano, questo è il numero della Protezione civile 803555. C’è bisogno di infermieri e di sangue.

    Dice Giuliani nel video che

    questi scienziati canonici lo sapevano [..] e non hanno voluto crederci

    In Giappone, zona altamente sismica, sanno bene che i terremoti si prevedono con buon anticipo. Possibile che in Italia siamo così indietro? Che si dia così poco credito alla scienza?

    Ho pensato subito a Hermans, che per fortuna sta bene. Anche lui ha detto una cosa terribile:

    Purtroppo tutto l’Abruzzo è zona sismica ma se lo ricordano solo quando ci scappa il morto.

    Tutto quello che è successo questi giorni passati a Perugia, le discussioni anche importanti, le cose che ho imparato, i grandi nomi del giornalismo che si sono affacciati, mi sembra tutto assolutamente secondario a confronto di quello che sta succedendo.

    Eppure qualche giornalista dovrà stare lì e parlarne nel modo più imparziale possibile. Ma come essere imparziali quando sotto le macerie sono morti dei bambini e questo terremoto è la cronaca di un disastro annunciato? E come credere ancora ai professionisti della scienza?

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