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L'Onu su Fukushima: dicono che fa male

nucleareEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Riprendo un tema a me caro, l’energia prodotta in un impianto nucleare e il pericolo per la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. Mi fa piacere che anche l’ONU si stia rendendo conto che anche basse radiazioni, come quelle di Fukushima, molto probabilmente provocano gravi danni. E per questo ha istituito un comitato internazionale ad hoc.
In cui non è inclusa l’Italia.

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Giappone punizione divina

ShinranShintaro Ishihara, il governatore di Tokyo, ha affermato che il terribile terremoto e conseguente tsunami sono una punizione divina per spazzare via l’egoismo (gayoku) che affligge il popolo giapponese.

Lo dice proprio quando i tecnici della TEPCO (qui i loro comunicati stampa), che fornisce energia elettrica, e i soldati dell’Esrcito di autodifesa stanno lavorando come matti per contenere il peggior disastro nucleare dopo Chernobyl, sapendo quello a cui andranno incontro a breve: la morte fra sofferenze atroci. E non è solo un rischio, è una certezza.

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Terremoto e tsunami in Giappone, le immagini live

Le immagini, aggiornate ogni minuto, del terremoto e lo tsunami in Giappone. Dal Guardian.

Il terribile video dello tzunami a Sendai, nella parte nordorientale del paese, e in altre zone, seguito dai fuochi.

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Ideas for L'Aquila

Un bel sito realizzato dall’università di Yale per ricostruire la città partendo da quella che era, ma con accorgimenti assolutamente moderni come renderla autosufficiente sotto il punto di vista energetico, ed eco-sostenibile. E’ un sito di idee, una specie di wiki a cui tutti possono collaborare attraverso un forum.

Lo hanno proposto due ricercatori dell’università de L’Aquila e ha subito incontrato un largo favore anche fra i professori italiani in USA. Speriamo che gli amministratori litaliani li prendano in considerazione.

Abruzzo, i cattivi fuori e i buoni dentro: sarà vero?

mafia ediliziaFra una scossa e l’altra si parla, giustamente, di ricostruzione e di trasparenza sugli aiuti. Raffaele Bonanni, segretario nazionale della CISL, ha dichiarato in TV che per scongiurare il pericolo che la criminalità organizzata allunghi la mano sugli appalti bisognerebbe fare una specie di “cintura sanitaria” in modo che mafia, sacra corona unita, ‘ndrangheta e camorra rimangano fuori e le ditte abruzzesi virtuose si occupino della ricostruzione.

Bonanni si scorda forse che gli eventi politici passati hanno mostrato con chiarezza che in Abruzzo la corruzione esiste, eccome. Che sia legata alla criminalità organizzata transnazionale o che sia del tutto autoctona, penso sia irrilevante. Il punto è che con questa “cintura sanitaria” si rischia, paradossalemente, di proteggere la corruzione locale. Il controllato è anche il controllore e non ci sarebbero ingerenze esterne. Una vera pacchia per i disonesti.

Inoltre, come è successo in Irpinia, potrebbe essere che alcune case verrebbero non solo bonificate e restaurate, ma ampliate e trasformate in abitazioni di lusso, o quasi. E’ successo in Campania, l’ho visto andando a trovare i miei zii che abitavano lì, e si dice che sia successo a perugia con il terremoto umbro (l’ho solo sentito dire ma non fatico a crederci). Perché in Abruzzo la gente dovrebbe essere migliore che nelle altre regioni d’Italia? L’avidità non è regionale o nazionale, è una debolezza umana.

Ps delle ore 17:03: le stesse cose, ma dette con molta più profondità e serietà, le trovate da quello grasso.

Abruzzo, la storia siamo noi

Rai StoriaDa febbraio è attivo sul canale 805 del digitale terrestre, 24/24, Rai Storia, diretto da Gianni Minoli col suo bravissimo team di La storia siamo noi.

Minoli ha dichiarato che è il primo canale europeo per varietà di programmazione interamente dedicato alla storia antica e moderna, simile all’internazionale The History Channel. Si prefigge non solo di archiviare la storia ma di ricostruirla, di studiarla, di presentarla, di approfondirla.

La storia non è solo curiosità sul nostro passato ma è ricostruzione dell’identità collettiva. Sono le nostre radici, e dopo quello che è successo in Abruzzo, che si è ripetuto con poche variazioni dal 1915, è particolarmente importante riscoprirle e preservarle. Non per metterle in una teca, per puro svago intellettuale, ma per non ripetere gli stessi errori.

Certamente Rai Storia, oltre a me, interesserà lei, lui, lui e lui, appassionati di storia, e gli innovatori, tutti quelli che costruiscono e hanno la visione della storia del futuro.

Due segnalazioni dall'Abruzzo e dal Canada

libro di Antonio Cangiano In questa tiepida giornata festiva, da una Milano quasi deserta, segnalo la cronaca giornaliera del terremoto in Abruzzo fatta da Hermans, che risiede ad Atri, un paese che ha visto 3 vittime.

Lui, per fortuna, risiede in un palazzo costruito con accorgimenti per rendere i muri elastici. La cosa impressionante è la lista che ha dato dei comuni colpiti in qualche modo dal terremoto.

L’altra segnalazione è il libro di Antonio Cangiano, il direttore di Stacktrace che vive a Toronto, in Canada. Si intitola Ruby on Rails for Microsoft Developers. Nei ringraziamenti al libro c’è un riferimento carino che solo gli italiani capiscono, ma non lo posso dire perché Antonio vuole che rimanga la sorpresa. Domani è Pasqua, no?

NB: Sulla copertina Antonio-Buddha

Noi siamo abruzzesi e non piangiamo

Mia nonna Enrica era abruzzese e oggi per me è una giornata di lutto. Insegnavo a Perugia quando c’è stato il terremoto che ha sconvolto Colfiorito e ricordo benissimo l’ululato terribile e sordo che veniva dalle viscere della terra e la mia casa che tremava, i lampadari che dondolavano, gli oggetti che cadevano, il letto che ondeggiava. Eppure la mia casa ha avuto solo qualche crepa.

Mi sento molto vicina a chi abita a L’Aquila e in tutte le altre zone colpite dal terremoto e a chi dice che si poteva evitare la tragedia, almeno in parte, a chi dice che sapeva e non ha fatto niente, che gli abruzzesi sono stati mandati a morire scientemente. Che l’Abruzzo è zona sismica ma se lo ricordano solo quando ci sono i morti.

Oggi è una giornata di dolore, quel dolore composto e terribile che ho visto poco fa in televisione, quello di un uomo che ha detto:

Mi è morta la mamma, la sua casa è stata distrutta, il mio laboratorio è stato distrutto. Ma noi siamo abruzzesi e non piangiamo.

Qualche volta tacere è l’unica cosa. Tacere e sperare che da questa tragedia immensa ed evitabile nasca una nuova consapevolezza civica, che vengano fatte delle leggi serie per costruire nuove abitazioni a prova di terremoto e che queste leggi, finalmente, vengano fatte rispettare. Senza se, se ma e, soprattutto, senza inciuci.

Intanto continuiamo a inviare un 2 Eu con il telefono o 1 il cellulare al n. 48580. E’ niente, è una goccia nell’oceano, ma senza questa l’oceano avrebbe una goccia in meno. E tante gocce fanno un oceano.

L'America per l'Abruzzo II: l'ospedale della vergogna

bandiera americanaStanislao G. Pugliese, professore di storia europea all’università di Hofstra, in USA, segnala il bell’articolo Earthquake at the Door. L’ha scritto a caldo, subito dopo il terremoto, su The New York Times. Parla della tragedia in Abruzzo paragonandola all’esperienza a cui è sopravvissuto Ignazio Silone il 13 gennaio 1915 quando a Pescina, luogo di nascita dello scrittore, in 30 secondi morirono 3500 dei 5000 abitanti a causa del terremoto.

Una tragedia che dice Silone che ha livellato tutti, ricchi e poveri, colti e ignoranti, persone importanti e gente del popolo. Ma in quelle zone la minaccia del terremoto era sempre in agguato. Proprio come adesso. Tutti sanno da sempre.

Lì la condizione umana è sempre stata particolarmente difficile, con la sofferenza che occupa il primo posto come la prima delle calamità naturali, seguita dalla costante minaccia di terremoti.

Il punto è che, in una zona altamente sismica, si dovrebbero adeguare gli edifici. Come fanno da decenni in Giappone.

Possibile che dagli inizi del secolo nessuno abbia cercato di rendere gli edifici di quelle zone più sicuri? Che un ospedale costruito pochi anni fa sia già inagibile? Con quali criteri è stato tirato su e chi l’ha costruito? Le maggiori testate se lo chiedono, Peace Reporter in questo articolo ha spiegato tutto.

L' America per l'Abruzzo

bandiera americanaLe associazioni di americani in USA non stanno con le mani in mano ma si sono organizzate per aiutare l’Abruzzo.

La National Italian American Foundation (NIAF) ha stabilito un fondo speciale per le vittime del terremoto. A scanso di equivoci, la NIAF assicura che ogni dollaro donato andrà direttamente alle vittime.

Altrettanto ha fatto l’Italian American Museum di New York, che accetta solo donazioni in denaro.

Gli USA sono sempre molto attivi negli aiuti umanitari e sono certa che anche questa volta la voce degli amici d’oltreoceano sarà concreta, forte e chiara. Soprattutto, sarà diretta e non si perderà nei meandri della burocrazia e delle amministrazioni locali.

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