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Emilio Fede illustra Saviano ad Arianna Ciccone

Emilio Fede e Silvio BerlusconiEsilarante dialogo fra la giornalista Arianna Ciccone dell’ijf ed Emilio Fede a Radio Radio su Saviano. Di come si vede che Fede soffre di leccapiedismo acuto verso il suo padrone – perché lo reputo più intelligente delle risposte che ha dato, e lo spero un filino più educato.

Qui trascrivo un piccolo florilegio, il resto lo potete leggere chez Vittorio. Ah, scusate le parolacce, io le ho solo trascritte!

Saviano? Quello del Burkina Faso?

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Asia Maior: Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia

Come da tradizione, presento il nuovo volume di Asia Maior, un gruppo di asiatisti, studiosi e giornalisti, specializzati sul continente asiatico.

E’ appena uscito in libreria Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia, a cura di M. Torri e N. Mocci, Milano: Guerini e Associati, 2009. E’ bellissimo, tutto blu e, lo dico per chi compra i libri per le copertine, farà una bella figura vicino agli altri della serie, tutti in grigio. Soprattutto, è utilissimo per avere un quadro complessivo dell’Asia, questa sorella così vicina e importante eppure, nonostante tutto, così lontana per la maggior parte dei lettori, anche colti. Se lo volete acquistare il volume andate in libreria o scrivetemi perché la casa editrice, benché fosse in vendita sin dal 27 maggio, ancora non lo ha reso disponibile online.

Il volume copre gli avvenimenti del continente asiatico del 2008 con i saggi su Iran, Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, India, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka, Birmania, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Malaysia, Indonesia, Filippine, Cina, Coree e Giappone.

Il mio saggio è intitolato Le elezioni dell’assemblea costituente e i primi mesi di governo della Repubblica Democratica Federale del Nepal e lo potete leggere qui. Analizza il periodo preelettorale ed elettorale e la rivolta dei madhesi, chiedendosi se le elezioni siano state davvero libere e rappresentative, e i due problemi principali che sta affrontando il Nepal democratico: il terribile problema energetico, che ha portato il paese a interrompere la fornitura di energia elettrica ai cittadini ordinari, alle istituzioni e i servizi, per ben 16 ore al giorno; e il collocamento e la riqualificazione degli oltre 20.000 ex soldati maoisti, una situazione conflittuale che il 23 maggio 2009 ha portato al crollo del governo di Prachanda e alla nomina dell’attuale primo ministro Madhav Kumar Nepal.

Questa è la presentazione del volume Crisi locali, crisi globale e nuovi equilibri in Asia. Enjoy!

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Il potere ha paura dei veri giornalisti (e un po' anche dei veri blogger)

journalistSe avete una decina di minuti fermatevi a pensare sul valore e la qualità della nostra informazione cartacea e televisiva. Credo che ci sia qualcosa da dire.

Uno stupendo articolo di Chris Hedges dice che i giornalisti televisivi che guadagnano 5 milioni di dollari non sono giornalisti: un vero giornalista fa paura al potere, non è un cortigiano del potere. Non viene invitato alle cene presidenziali né tiene i talk show, come succede in USA a Tom Brokaw (che seguivo spesso con NBC news) e Wolf Blitzer, ma viene temuto.

Ora mi chiedo: ma che credibilità di imparzialità e di inchiesta possono avere dei giornalisti televisivi tipo Emilio Fede? Non so il suo imponibile ma ricordo le sue domande mirate e precise a Berlusconi, con risposte del futuro Primo ministro nette e senza tentennamenti, come fosse tutto preconfezionato, sul TG4. Poco prima delle ultime elezioni.

Ecco io mi chiedo: ma quanti soldi prenderà Fede, ufficialmente o ufficiosamente, per fare il Fido, cioè scusate il Fede di Berlusconi? Che giornalista è, o è diventato? E quanti giornalisti come lui ci vengono propinati ogni giorno nelle tv, per esempio?

Da un bravo giornalista mi aspetto una notizia e/o un’opinione, eventualmente, non una comunicazione di servizio. Che non sia intruppato ma che sia una voce controcorrente anche quando è, ovviamente, all’interno di un gruppo editoriale di tendenze ben precise o al servizio di un padrone come Berlusconi (che a tutti gli effetti è il suo padrone, il suo datore di lavoro), o De Benedetti.

Un vero giornalista avrà certamente obiezioni da fare al suo datore di lavoro, domande scomode che gli altri, il volgo, non possono rivolgergli personalmente. Le notizie di agenzia, anche a pagamento (ché costano pochissimo al mese), le possiamo scaricare tutti in rete. Ma è questo che mi aspetto da un vero giornalista: che vada personalmente alla fonte, come chi fa cronaca o come gli inviati, dato che hanno il privilegio di essere pagati per accedere direttamente ai fatti o alle informazioni.

Hanno il privilegio di informarci: non mi aspetto che ci formino! Le idee vorrei formele da sola, magari con una pluralità di informazioni date da giornalisti credibili.

Mi aspetto che trovi quello che noi, da casa, non possiamo trovare, che veda con altri occhi, che lo veda da tutte le angolazioni possibili, che abbia orecchie occhi e un cervello che funziona anche quando lavora per qualcuno. Che almeno lo intervisti davvero, che lo stuzzichi sulle cose che gli danno più fastidio, le cose pubbliche, le cose che interessano a noi tutti e che servono alla gestione del pubblico o alla ricreazione del pubblico.

Sì, lo so, ho un’idea romantica del giornalista, utopica, e quando scrivo per i giornali o le riviste la seguo (come quando scrivo qui o faccio ricerca e scrivo di quella). Però ancora ne trovo in giro di giornalisti così e sono molto felice e orgogliosa di conoscerli. Spero presto di postare su questo blog il loro nome e le vicende che li hanno portati, proprio perché sono veri giornalisti, a essere licenziati in tronco dalle televisioni o dai giornali per i quali lavoravano: perché il potere, qualsiasi esso sia, legale o illegale, o il personaggio famoso, deve avere paura dei giornalisti. Se sono veri giornalisti.

Io farei una lista dei giornalisti uccisi per mano della mafia per esempio, quelli che ho linkato prima per intenderci, e li onorerei come dei soldati al fronte: perché la libertà di informazione e la libertà stampa di stampa sono diritti per i giornalisti e sono diritti inalienabili di tutti, della società, del mondo. Sono l’anima della vera democrazia: però perché questo diritto sia tale l’informazione e la stampa, appunto, devono essere liberi. E la libertà comincia proprio da chi esercita questa professione.

World Press United Nations General Assembly in 1991 as a day to celebrate the fundamental principles of press freedom; to evaluate press freedom around the world, to defend the media from attacks on their independence and to pay tribute to journalists who have lost their lives in the exercise of their profession.

Un altro terremoto colpisce il Tibet, la protesta scoppia in Cina e il Nepal si schiera contro l'India: Olimpiadi difficili

earthquakeUn terremoto ha colpito il Tibet, cioé la Tibetan Autonomous Region della Cina.

Intanto si allarga la protesta di massa di oltre 10.000 cinesi nel sud-ovest della Cina contro il governo, accusato di aver insabbiato lo stupro e omicidio di una ragazza di 15 anni da parte di un parente di un politico locale.

Il segnale è chiaro: basta con la corruzione e lo strapotere dei politici. Basta con le violenze e i soprusi.

The Times of India riporta anche che il governo cinese si è dichiarato contro la riapertura dei confini fra India e Nepal, accusando i tibetani di valicarli per diffondere la protesta pro-Tibet percorrendo la via Tibet/Cina-Nepal-India. In Nepal risiedono oltre 20.000 tibetani.

Purtroppo anche il governo nepalese appoggia la Cina e si oppone all’apertura dei confini, come fa dal 1990, dato che la loro politica è sempre stata quella di opporsi al “Grande fratello”, come chiamano l’India, e di abrogare il Trattato di amicizia India-Nepal del 1950.

La posizione del Nepal è essenzialmente ideologica perché è probabile che gli aiuti economici che dà la Cina per la ricostruzione del paese sarebbero inferiori alla ripresa dei commerci, se i confini fossero aperti, come in pratica sono stati per millenni (condizioni geografiche permettendo: c’è ancora la bella giungla del Terai da attraversare, benché depauperata).

Ma il Nepal oltre tutto teme la Cina, e con buone ragioni, mentre non ha da temere dall’India che, benché imperfetta, è comunque una democrazia.

Insomma, estate calda e problemi che si assommano in quella parte del mondo. Che con le Olimpiadi di Beijing imminenti è sempre più vicina.

Intanto guardate questo video del massacro di Tiananmen del 1989 che è stato tolto dalla directory segreta. E’ solo una parte ed è in cinese ma le immagini, purtroppo, non hanno bisogno di spiegazioni. Il governo della Cina con gli oppositori è brutale.

Il 25 dicembre è riapparso Buddha Boy

HKnepal.com (c) 2006

Parlavo, il 10 febbraio 2006, di Ram Bahadur Bomjan, dal nome ufficiale buddhista di Palden Dorje, chiamato Buddha Boy, un ragazzo di 15 anni che era entrato in meditazione senza muoversi, senza lavarsi o mangiare, né usare una toilette per oltre 9 mesi.

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