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Milano, viale Padova: gli ispanici musulmani

Domenica pomeriggio sono andata in vale Padova a vedere i disastri. La via e la zona erano deserti, c’erano solo cartacce. Forse proprio il deserto e la calma inusuale erano lo specchio della battaglia fra i gruppi di neri e ispanici accaduta poche ore prima.

Stamattina presto ho ascoltato il telegiornale del 3 e tutti quelli locali disponibili. Roberto Jonghi Lavarini invocava la Legione straniera per “gestire l’ordine nei quartieri a rischio e mantenere i rapporti con le rispettive comunità etniche, culturali e religiose di appartenenza, insegnando loro come ci si deve comportare in un paese civile e democratico dove sono ospiti“.

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Noemi Letizia pronta per la televisione

il Cavaliere

(Acqua e matite)

Sembra che presto potremo godere delle grazie della signora Noemi Letizia (chi non la ricorda?) in televisione. Non vedo l’ora, signora mia.

Il peggior incubo di chi scrive: consigli spassionati

gobbo-cornoQuesti giorni leggo appena i giornali, non accendo nemmeno la televisione e ascolto solo il radio giornale delle 6-7 di mattina. Lavoro come una forsennata 12-14 ore al giorno, tutti i giorni. Infatti mi è capitata la cosa peggiore che possa capitare a chi scrive: il file del testo del libro, e anche tutti i 3 backup che faccio ogni sera, era corrotto.

Per corrotto intendo completamente andato, senza rimedio. Mi ha aggiunto 105 pagine e ne ha cancellate circa 50, ha cancellato decine di note e unito a caso migliaia di parole, specie quelle tibetane e sanscrite, e decine di paragrafi anche molto distanti fra loro, il tutto in modo assolutamente casuale.

Benito Mussolini si era unito a Guido Gonella diventando Benella Gossini, per esempio, e Giulio Andreotti negli anni Quaranta risultava in India, sposato a Gandhi e in procinto di scalare l’Himalaya!

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Caso Ballarò, faceva così anche il Duce

Duce tiene un discorsoFa molto parlare la cancellazione del programma Ballarò di stasera, in modo che la gente si butti a capofitto sullo speciale Porta a porta di Bruno Vespa sulla consegna delle prime villette ai terremotati d’Abruzzo.

Non posso fare a meno di notare: ma non faceva così anche il Duce? Quello di inserirsi in programmazioni radiofoniche per proclamare qualcosa lo faceva lui in tempo di guerra.

E anche quello di trasmettere cinegiornali osannanti, il Duce ha compiuto questa e quell’altra impresa meravigliosa, prima dei filmini Luce!

Così ora ci dobbiamo sorbire il programma sulla bravura del Capo per la ricostruzione dell’Abruzzo prima o al posto di altri programmi popolari.

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Il Gad in acqua

Gad LernerLeggendo il tuo blog ho fatto un salto. Gad, mi sai dire che c’entri tu con il vino, anche se lo produci, ché gli dedichi un’intera categoria?

Io invece ti associo all’acqua, e precisamente all’acqua gelida e non proprio linda della piscina Cozzi, in Viale Tunisia, qui a Milano. Una piscina stupenda, vasca di 30 metri e ottima architettura fascista, ma l’acqua… L’acqua nel 2005 era semplicemente da colera congestionato, gelida e giallognola, non so se da urina o da varechina versata lì a vagonate.

Io te ci siamo incrociati. Non ho il mito dell’uomo TV, anzi, ma ti avrei sempre voluto conoscere. Il motivo è semplice: ti ho sempre ammirato per l’intelligenza brillante con cui parli, ti muovi, intervisti, che sprizza da tutti i pori della tua pelle e dagli occhi brillanti. Sì lo so, sarà infantile ma mi affascini. E poi adoro la tua schiettezza, altra suprema qualità, senza pose e senza contorsionismi mentali. Insomma, quando ti sento parlare mi diverto tantissimo. E divertire come fai tu è l’altra grande qualità che deve avere un uomo.

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Così su Internet mi diventi cieco

Proprio mentre pensavo, alla Bossi, a festini nella villa del Cavaliere fra i prigionieri di Guantanamo e le sue giovani e procaci amiche (pagate?), che poi sarebbe un bel modo di impegarle in servizi socialmente utili — nonché sono certa che i maschietti parlerebbero di più che a Guantanamo, ché la carota funziona più del bastone e della scossa elettrica — sentivo per radio di uno studio italiano fresco fresco, assolutamente rivoluzionario, che dice che i siti porno su Internet causano dipendenza.

Fra poco, mi pare a Rimini, apriranno una clinica per disintossicarsi dall’uso di Internet per fare sesso. Pare addirittura che i ragazzini (e i maschi adulti) passino le ore a guardare le immagini e a chattare con le signorine del mestiere, e questo porti a un’irrefrenabile coazione a ripetere.

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Auguri signora Montalcini!

Rita Levi Montalcini

A 100 anni sono ancora profondamente ottimista. E penso che anche i periodi difficili, e ne ho avuti, possano portare grande progresso. La mia vita e’ stata un continuo sviluppo. Sono grata di essere ancora qui. Di essere ancora viva.

Ottimismo, sviluppo e, in televisione, curiosità. Sono queste le tre parole magiche di una donna speciale per i suoi 100 magnifici anni, che compirà fra qualche giorno.

Più che un augurio per lei, un augurio per tutti noi. Che sia questo l’elisir dell’eterna giovinezza?

Grazie signora Montalcini e auguri di cuore!

(la splendida foto di Maki Galimberti)

Noi siamo abruzzesi e non piangiamo

Mia nonna Enrica era abruzzese e oggi per me è una giornata di lutto. Insegnavo a Perugia quando c’è stato il terremoto che ha sconvolto Colfiorito e ricordo benissimo l’ululato terribile e sordo che veniva dalle viscere della terra e la mia casa che tremava, i lampadari che dondolavano, gli oggetti che cadevano, il letto che ondeggiava. Eppure la mia casa ha avuto solo qualche crepa.

Mi sento molto vicina a chi abita a L’Aquila e in tutte le altre zone colpite dal terremoto e a chi dice che si poteva evitare la tragedia, almeno in parte, a chi dice che sapeva e non ha fatto niente, che gli abruzzesi sono stati mandati a morire scientemente. Che l’Abruzzo è zona sismica ma se lo ricordano solo quando ci sono i morti.

Oggi è una giornata di dolore, quel dolore composto e terribile che ho visto poco fa in televisione, quello di un uomo che ha detto:

Mi è morta la mamma, la sua casa è stata distrutta, il mio laboratorio è stato distrutto. Ma noi siamo abruzzesi e non piangiamo.

Qualche volta tacere è l’unica cosa. Tacere e sperare che da questa tragedia immensa ed evitabile nasca una nuova consapevolezza civica, che vengano fatte delle leggi serie per costruire nuove abitazioni a prova di terremoto e che queste leggi, finalmente, vengano fatte rispettare. Senza se, se ma e, soprattutto, senza inciuci.

Intanto continuiamo a inviare un 2 Eu con il telefono o 1 il cellulare al n. 48580. E’ niente, è una goccia nell’oceano, ma senza questa l’oceano avrebbe una goccia in meno. E tante gocce fanno un oceano.

Il profumo della libertà di Michele Emiliano, sindaco di Bari

mafia postcardBellissimo articolo di Roberto Saviano oggi su Repubblica Saviano, lettera a Gomorra tra killer e omertà e commovente la puntata di ieri sera di Blob, che ha trasmesso il discorso che ha tenuto il sindaco di Bari Michele Emiliano all’ inaugurazione della 72° Fiera del Levante (13-21 settembre 2008).

Emiliano, un ex magistrato della DIA (Direzione investigativa antimafia, anche se Wikipedia dice che era della Direzione distrettuale antimafia) in perenne pericolo di vita, sta trasformando Bari nella città più trasparente d’Italia. Fra l’altro, è l’unico comune europeo ad avere un’agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata riconosciuta dall’ONU, che lavora di concerto con l’ONU.

All’inaugurazione di Emiliano era presente un livido Berlusconi, che fingeva di scartoffiare fra i suoi fogli sul tavolo.

Il discorso completo di Emiliano vale il canone della TV. Da questo stralcio si capisce perché:

La città di Bari è vicina a tutti gli insegnanti e agli studenti d’Italia che non credono che la liquidazione dell’istruzione pubblica corrisponda agli interessi del Paese.[...]*

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