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Globalizzazione: AT&T compra la Deutsche Telekom

telefonoGlobalizzazione militante. Gli USA comprano pezzi di Europa. O meglio, le multinazionali statunitensi comprano pezzi di Europa. Un conquista virtuale, un neo-colonialismo fatto di azioni e di passaggi di denaro, ma importante quanto quello ottocentesco dei territori, terra e tutto.

La AT&T, la più grande società americana di telefonia – per dire, anche io lo usavo – ha comprato la parte della telefonia mobile della tedesca Deutsche Telekom per 25 miliardi di dollari in contanti e 14 miliardi di dollari in azioni, rafforzando la sua posizione in Europa. La AT&T mira al mercato europeo globale della telefonia. Questo è il documento di compravendita:

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Internet è un diritto fondamentale

InternetL’accesso a Internet è un diritto fondamentale [...] come la libertà di espressione e la libertà di accesso all’informazione (Commissario Viviane Redding al Parlamento Europeo).

Prima vittoria al Parlamento europeo. Il pacchetto Telecom, cioè Telecoms Pakage, un insieme di cinque direttive europee che regoleranno le telecomunicazioni fisse e mobili, di Internet e delle reti future, ha reintrodotto l’emendamento 138/46 che stabilisce la libertà di accesso. Questa è la prima vittoria per gli utenti/consumatori e per tutti i cittadini, ottenuta grazie alla mobilitazione generale.

Il Parlamento europeo ha però adottato un compromesso sulle questioni dell’eguaglianza dei network: non ci sarà una forte protezione contro la “net discrimination”, cioè Internet libero da ogni discriminazione riguardo al contenuto, all’applicazione e ai servizi a cui gli utenti possono accedere o possono distribuire.

La questione è di estrema importanza per tutto il mondo, visto che anche nei paesi in via di sviluppo Internet è un mezzo di comunicazione e di informazione molto usato, magari collettivamente, perché più completo e più economico di tutti gli altri e quasi altrettanto veloce di un cellulare.

Fine della Rete aperta, Telecoms Package limita Internet

InternetScambioetico propone una serie di iniziative per contrastare il Il pacchetto Telecom, cioè Telecoms Pakage, un insieme di cinque direttive europee che regoleranno le telecomunicazioni fisse e mobili, di Internet e delle reti future.

E spiega anche perché, di fatto, se il 31 marzo gli emendamenti al pacchetto saranno approvati limiteranno di gran lunga la libertà dei consumatori di Internet:

Gli emendamenti concernenti la discriminazione del traffico di rete consentono agli operatori di filtrare contenuti e applicazioni, e di dare accesso preferenziale a certi servizi bloccandone altri. Le limitazioni sull’accesso ai siti Web che potranno essere visitati e all’utilizzo delle applicazioni e dei servizi significheranno la fine di una Rete aperta come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Le conseguenze saranno terribili sia per le libertà dei cittadini sia per l’innovazione basata su Internet. Ogni operatore commerciale, ogni gestore di un sito Web non avrà più la possibilità di raggiungere la totalità dei cittadini della Rete. Di converso, ogni navigatore del Web vedrà solo quella parte del Web che il fornitore di accesso gli consentirà di vedere. [...]

La seconda lettura del Pacchetto Telecom vede prevalere un’intensa opera di lobbying, durante la quale gli interessi economici corporativi cercano di soffocare le libertà fondamentali dei cittadini al fine di acquisire il controllo sulla Rete. [...]

La base della crescita di Internet, rappresentata dal suo modello aperto e non discriminante, è direttamente minacciata da società di telecomunicazioni *americane* che sono riuscite a far installare tutta una serie di emendamenti che creeranno uno stato permanente di scarsità di larghezza di banda e consentiranno di prioritizzare certi contenuti, servizi e applicazioni a scapito di altri. Tali pratiche scoraggeranno gli investimenti sull’infrastruttura della rete, impediranno competizione e innovazione e minacceranno seriamente la libertà di espressione.

L’ultimo mondo con una relativa libertà alla portata di molti è proprio Internet. Se finisse dovremo cercare altri mondi dove emigrare, e sarà dura.

Bob Geldof incontra la blogosfera

Bob GeldofVi ricordate di Bob Geldof, il cantante che da tanti anni si impegna sul fronte della lotta contro la fame e le malattie in Africa?

Prima di scrivere un mio breve resoconto sulla gloriosa BlogFest appena conclusa, volevo dirvi che dalle 14:30 alle 16.00 Bob sarà presente in una Live Chat per chiacchierare col popolo della Rete. Potete collegarvi con lui dal blog di Telecom Italia.

BlogFest Spettegulèss - II

Qui la BlogFest di Riva del Garda.
Ieri grande evento, l’incontro con Franco Bernabè al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto. Abbiamo capito tutti che sta lì per trasformare la baracca Telecom in “un’azienda in grado di contribuire allo sviluppo reale del paese”, che ci rimarrà “per tigna” fino a che raggiungerà lo scopo e che ce l’ha parecchio con Google perché, secondo lui, non investe nelle infrastrutture di rete. E mentre parlava di Google la voce si è alzata di due toni.

Oddio, a me pareva tutta invidia.
A mio avviso, però, il suo problema più pressante al momento sono gli investitori Telecom, perché ha parlato di “responsabilità” verso di loro o li ha nominati almeno 4 o 5 volte. E questo è un indicatore linguistico rivelatore.

La notizia è che mi sono segnata all’ultimo momento per una domanda. Arrivata a me, in effetti, erano le 17:30 in punto e lui è scattato in piedi come avesse una molla, dicendo che era finito. Prima si era lamentato molto che le domande erano state tutte molto mild, per niente cattive, ed era vero.

La mia cattiva lo sarebbe stata. Una domanda chiara, diretta, che presupponeva un sì o un no, senza scappatoie. Oppure gli avrebbe offerto l’occasione per far fare all’azienda una figura eccellente, dipende dalla risposta, cioè se l’azienda si stava già organizzando per quello che chiedevo.

Sono balzata sul palco, dietro alla gente che gli si stava avvicinando, mi sono presentata e gliel’ho fatta, spiegandogli tutto in pochi secondi.

Mi ha mezzo risposto. Allora l’ho pressato un po’, ho bisogno di fatti e non solo di parole. Ha concordato con me, perché Telecom è nel flusso dell’Europa e del mondo e non opera come se l’Italia fosse un’isoletta sperduta nell’oceano.

E mi ha dato il suo recapito personale: non uno di quelli sul biglietto da visita, per intenderci, che sono filtrati da segretari e assistenti, ma uno a cui risponde solo lui, perché gli spieghi meglio.

Grazie Bernabè, non mi aspettavo tanta disponibilità. Sei uomo di buon gusto e di larghe vedute. E se davvero Telecom Italia è interessata a questa cosa lo saprete in anteprima.

BlogFest Spettegulèss - I

Qui la BlogFest di Riva del Garda.
Tutto perfetto, tutto organizzato al meglio, tutti gentili. E ieri Qualcuno, che diventava sempre più spiritoso man mano che la notte andava verso l’alba e il cameriere portava cuba libre e affini, ha raccontato che:

1) i dirigenti di Telecom erano in paranoia e hanno studiato preoccupatissimi tutti i cv dei blogger che andranno a fare domande a Bernabè, l’amministratore delegato, che incontrerà la blogosfera questo pomeriggio alle 16. La loro maggiore preoccupazione era: come si fa a indurre i blogger a parlare bene di Telecom. A migliorare i servizi ci hanno pensato?

2) Una signora nominata in una delle cinquine dei Blog Awards ha pregato tutti di non votarla!

Quando l’ha detto si è alzato unanime un coro di risate. Però io non dico in quale cinquina sta la signora, altrimenti è troppo facile. Provate a indovinare..;)

Le piramidi d'Egitto fra Lucia Annunziata e Tronchetti Provera

EgittoOggi tutta cultura, prima un importante dizionario e ora uno studio approfondito sull’Egitto.

Geografia: Confina a nordest con Israele, a sud con il Sudan, a ovest con la Libia, è bagnato dal Mare Mediterraneo a nord e dal Mar Rosso a est. La sua popolazione è di 72 milioni circa di abitanti, soprattutto egiziani. Fiume principale il Nilo, che è il più lungo del mondo e permette due colture l’anno.
Politica e amministrazione: Capitale, Il Cairo. Città importanti Imbaba, Mallawi e altre.
Economia: Allevamento di bovini, ovini, caprini e altri animali. Produzione di frumento, mais, riso, pomodori, barbabietola. Giacimenti di idrocarburi, fosfato e così via. Produzione di energia idroelettrica soprattutto nelle centrali della diga di Assuan.
Industria: acciaio, ghisa, motocicli, filati di lana e tessuti.
Esportazioni: varie. Importantissimo è il canale di Suez che permette il passaggio di merci.
Cultura: gli egiziani erano un popolo antico che ha fatto le Piramidi d’Egitto.

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Il Cisco Expo 2008 mancato

Temo di dover fare diversi post così, di questi tempi. L’altra settimana sono stata invitata da Lele al Cisco Expo 2008, un piacevole tour de force di due giorni dedicati alle aziende per discutere di innovazione.

Oggi c’è stato il technology day inaugurale, domani ci sarà il business day: due sessioni plenarie nelle due mattinate, seguite poi da diverse sessioni parallele dedicate ai temi caldi che caratterizzeranno quest’anno.

La sessione plenaria vedrà gli interventi di Roberto Formigoni, Stefano Venturi e Giacomo Vaciago, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Giorgio Bertolina (Italtel), Francesco Casoli (Elica), Roberto Colaninno (Gruppo Piaggio), Elio Fiorucci (Love Therapy), Luigi Gubitosi (Wind), Marco Roveda (Lifegate), Corrado Sciolla (BT), Luciano Martucci (IBM Italia), Marina Salamon (Altana), Stefano Pileri (Telecom Italia). Modererà la sessione Luca De Biase.

Mi spiace moltissimo non poter essere presente, De Biase sa dare quel tono di informale semplicità a quello che dice, e commentare e coordinare quello che dicono gli altri, senza bisogno di far cadere nel discorso termini e concetti economici solo per iniziati ai lavori. Senza far sfoggio di intelligenza e di cultura economica. Forse perché lui ce l’ha.

Ecco, sono queste le occasioni che arricchiscono, che fanno germogliare idee e riflessioni, e sono queste le poche occasioni in cui non stare bene fa stare male non solo per la cosa in sé, ma per il mondo là fuori che uno si perde. Che, per il resto, il mondo potrebbe girare anche senza di me, e io me ne accorgerei poco. Lui gira con la sua musica, io la mia.

Spero solo che qualcuno si prenda la briga di mettere online la sessione di domattina.

Il 30 gennaio 1948 moriva Gandhi: da uomo a mito

GandhiPrecisamente 60 anni fa, il 30 gennaio 1948, Gandhi è stato ucciso da un fanatico induista.

Guardate questo commovente video di La Repubblica, che ha realizzato una trasmissione intitolata Gandhi: cosa resta del mito, che per una volta vede ospiti davvero esperti come Michelguglielmo Torri (qui un suo bellissimo post di risposta all’articolo un po’ sconclusionato di Raimoindo Bultrini sulla situazione in India apparso su La Repubblica del 25 maggio 2006) e Gianni Sofri. Se amate l’India sono assolutamente da leggere i loro libri, per esempio la Storia dell’India di Torri e Gandhi e l’India di Sofri.

Il video include due spezzoni di documentari dell’epoca che riprendono Gandhi e i metodi gentili dei britannici contro gli indiani pacificamente ribelli.

Gandhi fu avvocato, giornalista, capo spirituale e leader di una nazione, ed è diventato mito. Il video comprende anche la famosa pubblicità con Gandhi della Telecom.

Io ho parlato di lui sul blog Ispirazione di Nòva100 del Sole 24 Ore,

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Auguri sinceri da Gandhi

Enrica GarzilliAndrea dice che lo spot di Telecom su Gandhi è bellissimo. Se è quello dell’anno scorso condivido appieno: aldilà della potenza comunicativa dello spot, Gandhi è stato per miliardi di persone un mito e lo è sempre più mano a mano che il tempo passa.
Il vero mito non svanisce col tempo, si rafforza.

E’ un mito che condivido con Andrea dalle nuove pagine che hanno inaugurato i primi due anni di Nòva di Il Sole 24 Ore “La grande anima di Gandhi: gentile ma in tutta fermezza“.

E anche per il 2008 faccio mio l’augurio di Gandhi alla nostra cara vecchia civiltà occidentale. Durante la prima Tavola Rotonda del 1930 Gandhi decise, come rappresentante del Partito del Congresso, di parlare a nome di tutta l’India, perché i rappresentanti degli altri gruppi (Parsi, Musulmani, ecc.) erano settari e non rappresentavano che una minoranza insignificante. Insomma, decise di non disperdere le forze in faide interne ma di mirare dritto al cuore della questione: l’indipendenza dell’India.
Durante la conferenza qualcuno gli chiese:

Mr. Gandhi, cosa ne pensa della civiltà occidentale?
E lui rispose:
Penso che sarebbe una buona idea.

(La foto è di Samuele)

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