Citizen Concepts annuncia il lancio di PatriotApp, la prima applicazione al mondo per iPhone che consente ai cittadini di aiutare le agenzie governative nella creazione di un mondo più sicuro, più pulito e più efficiente attraverso il social networking e la tecnologia mobile. Questa applicazione è stata messa apunto con la convinzione che i cittadini possano fornire la più sofisticata e più ampia rete di occhi e orecchie necessaria per prevenire il terrorismo, la criminalità, la negligenza ambientale, o altri comportamenti dannosi.
Dopo avergli dato un punteggio 4+, cioè “documento che non contiene materiale cui si può obbiettare”, la Apple ha rimosso dalle app la Manhattan Declaration scritta da cristiani cattolici, ortodossi ed evangelici.
L’India, come tutta l’Asia meridionale e centrale, è famosa per i suoi casi di corruzione governativa, amministrativa e privata. Così alcuni cittadini indiani di buona volontà del BJP, il partito conservatore, stanno propagandando a tambur battente una petizione online contro la corruzione.
L’occasione è data dalle dimissioni, il 14 novembre scorso, del ministro per IT e Telecomunicazioni Andimuthu Raja per lo scandalo finanziario del 2G, che riguarda la telefonia mobile, grazie al quale il governo dell’India avrebbe
Un nuovo crimine, il cyberbullying o bullismo digitale.
Il precedente, che ha fatto scalpore in USA, è il suicidio, il 22 settembre scorso, di un ragazzo di 18 anni, Tyler Clementi, che era stato filmato mentre andava con un uomo. Il video era poi stato mandato in streaming su Internet da due compagni di college.
Agli inizi di dicembre, per il terzo Seminario di psicologia, psicoanalisi ed educazione il liceo ha organizzato un incontro su Internet e i nuovi mezzi di comunicazione intitolato I nativi digitali e la conoscenza disseminata: mente, linguaggi e apprendimenti delle nuove generazioni.
I blogger americani stanno lanciando in scommesse su come si travestiranno i geeks – e non solo – per Halloween: da Bills Gates o da Steve Jobs?
La domanda mi pare oziosa: ci si traveste per fingere di essere diversi e concedersi qualcosa di più o di diverso, qualcosa di trasgressivo rispetto alla propria identità o alla vita usuale.
Dopo il fumetto, il 5 novembre in Sudafrica uscirà sul creatore di Facebook il film “The Social Network”, diretto da David Fincher (quello di Seven e Fight Club, per intenderci).
Ovviamente è già uscito il trailer ufficiale – e anche la parodia del trailer, che vedete qui. Per fortuna c’è chi ancora non prende questi tecnoguru maledettamente sul serio.
Un’azienda canadese specializzata in libri comici, romanzi a fumetti e multimedia sta realizzando un racconto a puntate in 48 pagine sulla vera storia di Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook.
Una cosa molto carina che hanno fatto per festeggiare è la pagina Project 10 alla 100 con la scritta “Vuoi cambiare il mondo? Anche noi” e il link per proporre delle idee “che aiutino quanta più gente possibile“.