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La triste fine del Museo Civico di Arte Orientale di Trieste

testa di Buddha del GandharaCircolano indiscrezioni secondo cui il Museo Civico di Arte Orientale di Trieste chiuderà.

Il museo è situato nel bellissimo Palazzetto Leo di Via San Sebastiano 1 e offre in mostra non solo collezioni e oggetti d’arte orientale, ma anche memorie e ricordi di viaggio, armi, strumenti musicali, testimonianze di vario tipo e reperti di carattere etno-antropologico provenienti da tutta l’area asiatica, in particolare dalla Cina e il Giappone e acquisiti dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste a partire dalla seconda metà del XIX secolo.

Il museo ospita al primo piano la sezione “Trieste e l’oriente” e la sezione Gandhara, di cui ho parlato più volte, al secondo piano la sezione Cina e al terzo e quarto piano la sezione Giappone.

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8 marzo 2009, il mondo le deve qualcosa

donna afghanaIo ho sempre parlato di doveri per prima, e mai di diritti, di responsabilità e non di pretese, di dare prima di chiedere. Ma questa data, l’8 marzo, quest’anno segna qualcosa di estremamente importante, reale, concreto.

L’8 marzo in Occidente si festeggia la donna come fosse (ma non è) una celebrazione per l’avvenuta parità, per ricordare che, pur nella diversità, le donne godono quasi di pari opportunità con gli uomini.

Ma in qualche paese non è così, in qualche paese islamico le libertà si vanno sempre più restringendo. Uno di questi è l’Afghanistan. Con la recrudescenza della presenza dei talebani, che a metà febbraio hanno segnato una importante vittoria nella valle dello Swat, dove è stata legalizzata la Sharia (la legge islamica), la condizione delle donne è peggiorata anche a Kabul.

Paween Mushtakhel, una bella donna di 41 che fino a qualche mese fa era un’attrice televisiva, ha trascorso gli ultimi tre mesi nascosta, per paura delle ritorsioni dei fondamentalisti islamici, che a dicembre le hanno ucciso il marito colpevole, secondo loro, di lasciarla recitare. Paween 20 anni fa portava la minigonna: ora indossa il burqa e si nasconde per paura di venire uccisa. E ha un peso grande nel cuore, quello di sentirsi colpevole della morte del marito.

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Di come la RAI all'inaugurazione dei giochi mischia un po' la Cina con l'India

Bruce LeeSono qui, davanti alla televisione, e come prevedevo la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi è stupenda, grandiosa, e in tutta onestà sono felice per la gente che è lì, che ha preparato tutto, che sorride, che è orgogliosa di salire su questo palcoscenico internazionale, dopo due secoli in ombra.

Mi è piaciuto anche Hu Jintao, il capo della Repubblica popolare cinese, che agli inizi della cerimonia guardava i figuranti dorati perfetti, che suonavano una specie di tamburo quadrato, e sorrideva come un bambino. E’ la prima volta che lo vedo così, di solito ha la faccia ingessata e formale, impassibile.

Mi ha fatto decisamente ridere, invece, che uno dei commentatori di RAI2, quando dal cielo sono scese delle leggiadre donne che volavano sui cinque cerchi, abbia detto che erano le apsàras.

Le àpsaras (si pronuncia così) infatti sono indiane, anche se comunemente sono definiti così anche gli equivalente esseri anche cinesi. La più antica è la stupenda e sexy Urvashi, l’amante del re Pururavas del Rgveda. Questo è il più antico testo della tradizione indiana (c. 1800 a.C.), scritto in vedico, cioè l’antico sanscrito.

Nell’iconografia antica venivano rappresentate come esseri bellissimi e volanti, con le piante dei piedi pelose. Poi, a contatto con l’iconografia degli angeli cristiani, hanno perso i peli e hanno acquisito le ali e, talvolta, anche l’aureola!

(Ora sul palco c’è una enorme terra dove i figuranti cinesi fanno acrobazie, tenuti da cavi, e confesso che mi vengono i brividi da quanto sono belli). Dicevo che gli essere volanti, specie donne, sono tipici della tradizione cinese, appaiono in tutti i film cinesi e, se ricordate, anche i seguaci di Bruce Lee (di origine cinese) fanno acrobazie volando da un tetto all’altro, o dalla terra alla cima degli alberi.

Questi essere volanti, che di solito sono delle maghe (o streghe), provengono dallo sciamanesimo, una forma di religiosità magica tipica di tutto il continente euroasiatico (inclusa la Cina, la Russia, la Mongolia, il Nepal, il Pakistan settentrionale, lo Swat, e così via). Infatti compiono incantesimi di ogni tipo.

Le apsaras vere e proprie sono entrate nell’iconografia cinese perché sono state rappresentate in varie grotte, come quelle di Dunhuang: ma questo perché appartengono anche all’iconografia Buddhista e non solo Induista. Dunhuang sta infatti lungo la Via della seta, anzi, era sul punto di congiunzione di quella settentrionale con quella meridionale. Come si sa, la Cina non è solo confuciana ma aveva, ed ha, una grande percentuale di Buddhisti (e di Taoisti che sono anche Buddhisti).

La tradizione popolare cinese ha un enorme numero di maghe e streghe volanti e credo proprio che queste dell’inaugurazione fossero loro, e non le asparas buddhiste vere e proprie.

Rimedio contro il trapano dei fondamentalisti

Buddha distruttoE’ successo in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti e nell’indifferenza della stampa internazionale: il 15 ottobre scorso dei militanti islamici pro-talebani hanno distrutto con il trapano elettrico il più grande e antico Buddha esistente scolpito nella roccia, dopo quelli già distutti di Bamiyan nel 2001. Gli hanno sfregiato il volto. E’ accaduto nel Pakistan nord-occidentale, nella valle dello Swat.

Ma non è successo in sordina, no: da giorni gli archeologi, i politici e le persone di cultura

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