Qui però il suo manifesto (in pdf) di 1518 pagine: termina con le foto di lui in tenuta di combattimento, con la tuta antiatomica, con la divisa massonica e in alta uniforme.
Le chiamano “casualities” le vittime civili di una guerra. Ma questi erano solo bambini. Martedì 1 marzo in Afghanistan un attacco aereo da parte dei militari dell’International Security Assistance Force (ISAF) ha ucciso nove bambini nella provincia di Kunar, nel Nordest del paese, nella valle di Pech. Stavano raccogliendo legna da ardere da riportare a casa. Una notizia che non ha avuto la giusta attenzione mediatica. Anche in Italia, dove i giornali l’hanno ripresa solo in modo parziale.
Un video di Al Jazeera mostra le terribili immagini dei bimbi, tutti al di sotto di quattordici anni, composti su un asse, i piccoli corpi ornati di stoffe multicolori, e la folla che protesta, incitata dal mullah del villaggio. (continua)
Ieri la partita Roma-Inter non l’ho seguita tutta ma ho visto e rivisto il brutto spettacolo di Totti che tira un calcio, apparentemente senza motivo, a Balotelli. Dico la verità, non sopporto più tanto Super Mario, che sembra non sapere bene da che parte stare, ma Totti mi ha deluso molto.
Il bel capitano pupone romano de Roma, puro talento calcistico e talento mediatico da vendere, sorridente e scanzonato, finto fesso amato da Andreotti, fortunato, ricco e felice, pubblicità per l’UNICEF, marito innamorato di una splendidida donna, portatore di valori sani e mito per migliaia di ragazzi, insomma, questo coacervo di virtù personali e sportive, ha dato uno spettacolo assai squallido di sé.
Ci sono servizi giornalistici di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno, con grande risparmio di soldi e carta, e servizi indispensabili.
Leggete sull’ultimo numero di L’Espresso quello che dice a Francesca Marino il pakistano Hafiz Muhammad Saeed, professore al dipartimento di Studi islamici all’università di Lahore, fondatore dell’organizzazione umanitaria Jama’at-ud-Da’wah, considerata una copertura per il gruppo militante islamico Lashkar-e-Taiba (LeT), cioè l’Esercito dei Giusti. Il LeT ha stretti legami con Al Qaeda e cellule sparse in tutto il mondo, sembra anche a Brescia.
Per il ministro dell’Interno Roberto Maroni gli incidenti avvenuti ieri a Rosarno, il Calabria, dove centinaia di immigrati hanno distrutto auto in sosta e si sono scontrati con la polizia – apparentemente per protestare contro un’aggressione contro due extracomunitari – sono dovuti all’immigrazione clandestina. (Reuters Italia)
Ma quanto siamo buoni noi! Tolleranti. Concediamo a questi uomini di lavorare per anni per 14 ore al giorno e li lasciamo vivere in capannoni dismessi senza le più elementari norme igieniche. Li trattiamo come carne da lavoro. E questo perché? Per la nostra ben nota tolleranza.
Delle due l’una: o in Italia non abbiamo bisogno di questi lavoratori illegali a bassissimo costo, e allora li rimandiamo a casa, oppure se lavorano qui devono farlo a condizioni pari degli italiani (non oso dire condizioni legali perché qui ormai di legale in Italia c’è rimasto ben poco).
Altro che tolleranza signor ministro, comodo!
E oltre al comodo, indifferenza, collusioni, contiguità, complicità con le organizzazioni transnazionali locali (leggi: mafia, camorra, ndrangheta, Sacra Corona Unita). Una classe politica che sa e tace. Un’amministrazione che sa e non fa niente.
I talebani si preparano alle nuove elezioni presidenziali in Afghanistan, che si terranno il 7 novembre prossimo, con un fatto gravissimo ed eclatante: stamattina è avvenuto il primo attacco suicida da parte di tre militanti talebani imbottiti di esplosivi contro la foresteria dell’Onu a Kabul. Sono morti sei operatori UN e nove impiegati sono rimasti feriti.
Nel corso dell’attacco un razzo è stato lanciato contro il Serena Hotel, nel centro della capitale, dove alloggiano solitamente gli stranieri. Il razzo non è esploso, ma c’era. Poteva essere un’altra strage.
Un video terribile dove Totò Cuffaro, ancora giovane deputato democristiano, nella maratona televisiva per commemorare Libero Grassi, accusa con violenza i giornalisti di fare giornalismo mafioso e Falcone di lanciare accuse infamanti contro “la classe migliore della Sicilia”, cioè contro la mafia.
Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone, con la moglie e gli agenti di scorta, è stato ucciso dalla mafia nella strage di Capaci.
Salvatore Cuffaro invece, che dal 1991 era vice presidente della Commissione regionale antimafia, ha rivestito numerose cariche istituzionali e nel 2001 è diventato governatore della Sicilia.
Anche io, come Livefast su Macchianera, Cloridrato e Marco, ricordo quello che stavo facendo l’11 settembre 2001. Stavo in casa a scrivere un articolo sul Nepal e cercavo di capire, tramite una relazione ONU, come funzionava il fenomeno del terrorismo (una volta i maoisti erano chiamati terroristi, anche se vennero ufficialmente dichiarati tali solo nel 2002) e l’interdipendenza fra terrorismo e ideologia religiosa.
Non lo faccio mai mentre lavoro, guardo le news al computer. Vedo in diretta un grattacelo che esplode, trapassato da un aereo. Penso che è un film di fantascienza ma c’è la voce degli speaker americani. Mi sembra una coincidenza assurda, mi arrivano dei messaggi deliranti dagli amici oltreoceano, seguivano tutto sulla CNN (hanno la TV sempre accesa). Mi telefona Ludovico che dice di accendere la televisione e intanto vedo un altro areo che esplode. Praticamente tutto insieme.
Ho visto come una faccia di diavolo nel fumo delle torri, giuro, qualcosa di maligno, mi ha messo un senso di angoscia, lo dicevo proprio ieri a un amico. Quello che è accaduto e la situazione mi parevano irreale. Invece ancora oggi Bin Laden ricorda l’11 settembre.
(L’articolo poi l’ho scritto, si intitola “Strage a palazzo, movimento dei maoisti e crisi di governabilità in Nepal” e si può scaricare qui.)
“Mafia-Morde wie im Kino, Morti di mafia come al cinema“: così si intitola l’articolo di Die Ziet sulla la strage di San Luca, avvenuta a Ferragosto a Duisburg ad opera della ‘ndrangheta, l’organizzazione criminale transnazionale calabrese. Le vittime del regolamento dei conti sono 6 italiani che appartengono agli Strangio- Nirta, in lotta con i rivali dei Pelle-Vottari. Questo è l’articolo del Corriere della Sera e quello di La Repubblica. Qui c’è il video di Amato su Sky TG24.
Pochi giorni fa sono tornata con l’Eurostar proveniente da Napoli. Vicino a me c’era Angelo, un uomo di circa 36-38 anni e suo figlio, un bambinetto simpatico che urlava, scalciava, rideva sguaitamente senza motivo e, in sunto, si annoiava a morte e faceva tutto quello che gli saltava per la testa, come un reuccio dispotico.
Mi ricordo benissimo il fatto e ricordo che parlavano tutti di strage anarchica. Invece la sentenza della Cassazione del 23 novembre del 1995 ha condannato all’ergastolo Valerio Fioravanti e Francesca Mambro: terrorismo di destra. Sul banco degli imputati ci sono, fra gli altri, anche l’ex capo della loggia massonica Propaganda 2 o P2 Licio Gelli, l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza