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Islam in USA, quando la religione è una cosa seria

bambino musulmanoQuando anche la scuola è una cosa seria. Infatti in Texas i conservatori domani voteranno per sottoscrivere un documento da mandare al Texas Board of Education, l’organismo che si occupa della qualità dell’istruzione di base.

Dicono che i libri di storia del sesto grado (per i bambini di 9-10 anni) presentano una versione dei fatti pro Islam e anticristiana, e che devono quindi essere riformati.

La stessa cosa è successa qualche anno fa in California con un gruppo di induisti conservatori, che volevano riformare i passaggi dei libri di testo

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Il mio libro e il giardino Zen

libri volantiAl maestro Linji o Rinzai Gigen, tradizionalmente ritenuto il fondatore della scuola Zen Rinzai, chiesero se credesse all’Illuminazione istantanea. Lui rispose:

Per 40 anni ho studiato i sutra buddhisti e ho curato il giardino quando istantaneamente ho raggiunto l’Illuminazione.

Ecco, questo è quello che rispondo a chi mi chiede del mio ultimo libro, che sto rivedendo dopo le revisioni dell’editor — che grazie a Buddha sono leggere, ma pure ci sono.

E che poi dovrò corredare con bibliografie, nota alla lettura, indice biografico dei nomi e indice analitico generale, mappa di varie regioni in Asia, foto, qualche riproduzione del carteggio di Gentile e di quello di Andreotti. Mi pare tutto.

Lo so, lo so che ora i libri si costruiscono a tavolino in massimo un anno:

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Libri, self-publishing e case editrici

ZerobubboleCosì ho cercato una soluzione che mi permettesse di riprendere il controllo completo del processo di produzione, dall’impaginazione (fattibile anche con OpenOffice.org) alla grafica alla tiratura alla scelta del formato, e di evitare che altri mettessero mano al mio testo senza chiedermelo. Non che io sia infallibile, ma visto che il nome in copertina è il mio, se ci devono essere errori, che siano almeno colpa mia. Ho cercato anche una soluzione rapida, adatta ai tempi di oggi, del tipo “io ti mando il PDF e tu entro una settimana mi mandi il libro stampato”.

Bel post di Paolo Attivissimo, che ha pubblicato con i servizi di self-publishing il libro Zerobubbole Pocket, scritto con il Gruppo Undicisettembre per segnalare gli errori del video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, “quello che sostiene una contraddittoria miscela di teorie di complotto intorno agli attentati dell’11 settembre 2001″. Il libro è gratuito e scaricabile online.

Questo perché pubblicare da soli conta per tutte le cose che ha detto Paolo, ma dipende cosa si scrive, perché si scrive e cosa vogliamo fare con il nostro libro. Oltre alla gioia profonda di scriverlo e realizzarlo, ovviamente.

Pubblicare con una buona casa editrice, che tenga a te e il tuo lavoro (non una enorme, quindi, che investe su di te solo se sei già famoso o se sei un giornalista rampante, perché vendi uguale), è essenziale per la distribuzione e la promozione ed è l’unica cosa che conta a livello di concorsi italiani e di application internazionali, per tutti i tipi di lavori.Anche le collaborazioni. E’ credibilità e prestigio.

Pubblicare da soli lo possono fare tutti, con un minimo investimento di soldi e di fatica. Anche chi non ha niente da dire, solo per il puro sfizio di farlo e di dirsi: ho pubblicato un libro vero, di carta, da tenere in mano.

Se una casa editrice degna di questo nome (non quelle che si fanno pagare, che o non sono serie, oppure sono semplicemnte troppo piccole) accetta il tuo lavoro, però, questo è già una garanzia sul prodotto stesso: vuol dire che vale. Che l’idea è buona e che il libro si venderà o, quanto meno, che è di prestigio per la casa editrice stessa averlo in catalogo. Specie di questi tempi, le case editrici non investono facilmente.

E poi la famosa casa editrice degna di questo nome lo edita, lo mette, appunto, in catalogo, lo promuove, lo distribuisce al meglio che può. Il tuo interesse è il suo interesse.

Insomma, bello farsi le cose da sé, generoso metterle online gratuitamente e non vedo l’ora di leggere con calma il lavoro di Paolo, ma non rinuncio alle case editrici. Con tutto che il contratto spesso è una negoziazione degna dei trattati internazionali, torvare un buon redattore specializzato sul tuo tipo di testo è un terno al lotto e i proprietari delle case editrici sono spesso tipini irascibili e bizzosi.

Detto questo, congratulazioni Paolo!

Le castronerie di Fabrizio Cicchitto: la grande battaglia della cultura di Berlusconi

Sul Corriere della Sera Aldo Cazzullo intervista Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, che dice:

La sinistra è sconfitta anche perché la sua egemonia è stata smontata pezzo a pezzo, sul terreno di una grande battaglia culturale. E oggi c’è un’egemonia berlusconiana.

Berlusconi però ha combattuto la battaglia con una superiorità schiacciante di mezzi.

La battaglia si è combattuta anzitutto con i libri.

Quali libri?
Il lavoro di storici come Perfetti. [...]

Innanzi tutto Francesco Perfetti, allievo di Renzo De Felice, faceva lo storico quando ancora Berlusconi portava la borsa a Craxi, e rivestiva il ruolo di alto funzionario del Ministero degli Affari Esteri anche con Prodi e con i governi precedenti. Il suo orientamento politico niente ha a che vedere con Berlusconi: è infatti dichiaratamente monarchico.

E poi, ma siamo davvero sicuri che la battaglia di Berlusconi si sia combattuta “anzitutto con i libri”? Ma sicuri sicuri?

Oggi il Leone è pensoso

leoneHo appena ascoltato il mio oroscopo, Leone con molti pianeti in Gemelli (ripeto pedissequamente perché non ci capisco nulla):

Oggi pesate risposte e decisioni.

Sto rimandando da diversi mesi la firma di un contratto per un libro (agevole eh, non il mio solito leggiadro malloppo di 1000 pagine) di storia moderna dei paesi dell’Himalaya. Proprio ieri l’ho ripreso in mano e mi proponevo di sentire il proprietario della casa editrice, che ormai al telefono mi piange in sanscrito. Che faccio, rimando a domani?

A Milano, la mia piscina lo Skorpion: Braudel a colpi di blog e la Garzanti - 4

piscinaIeri leggevo la critica alla storiografia narrativa, basata sugli eroi, del grande Fernand Braudel. E’ la storia degli uomini con destini eccezionali, di quelli che decidono in toto il loro fato e, soprattutto, il nostro. Gli eroi si confrontano solo fra loro, ovviamente.

Bene, mutatis mutandum Alessandro, un mio arguto lettore che ha un blog bellissimo, mi ha promesso di scrivere anche lui un post sulla sua esperienza in piscina, perché dice che i miei post sullo Skorpion sono uno spaccato sociologico. Così scriviamo storie piccole ma comuni e duelliamo a colpi di blog!

Gli storiografi criticati dal grande Braudel si sfidano sui fatti grandi, importanti. Noi scriviamo una specie di saga comune per raccontare le nostre qualificanti esperienze.

Purtroppo quest’anno la mia piscina, eccezionalmente (e te pareva!), ha chiuso le prime tre settimane di agosto. L’ultimo giorno l’acqua era già freddina. Sono andata a dirlo alla reception, dove stazionano facendo finta di lavorare due o tre classiche ragazze-segretarie milanesi: capelli lunghi finti biondi con i colpi di sole, lieve abbronzatura, niente trucco, vestite in uniforme tutte uguali (altro che grembiule a scuola).

Ce n’erano due che non avevo mai visto. Mi hanno chiesto di mostrare la tessera. Poi si sono messe a parlottare fra loro e i loro visi si sono allargati in sorrisi candidi. Mi hanno risposto con una gentilezza persino esagerata, certo inusitata. Abitualmente si danno un sacco di arie perché, come diceva la mia nonnina, anche le pulci hanno la tosse

Quando sono uscita mi hanno fatto all’unisono:

Arrivederla signora Garzanti! Speriamo di vederla presto!

Le pagine liberate dell'archivio storico di La Repubblica

La RepubblicaDopo Il Corriere della Sera, anche La Repubblica apre i suoi archivi storici dal 1984.

Per il mio librone è una pacchia, dovevo proprio vedere gli estremi bibliografici di una vecchia recensione! Avevo letto in giro qua e là diversi post un po’ delusi, diciamo. Però mi piace farmi un’idea da sola, anche se sono partita con dei preconcetti, lo devo ammettere.

Sull’articolo di La Repubblica che l’annuncia non c’è un link a cui rifarsi per la ricerca, e già mi pare un user unfriendly, torno sulla homepage e digito Benito Mussolini: 49 pagine e miracolo, funziona! Funziona anche l’ultimo articolo dell’ultima pagina. Ho provato con Garzilli e funziona. Anche India funziona, e Tucci.

Tutto quello che ho provato e che mi interessa funziona, anche se nella ricerca si può andare indietro di poche pagine alla volta e per arrivare alle pagine più vecchie ci vuole tanto. Questo è un buon modo per festeggiare La Liberazione: festeggiando le pagine funzionanti e liberate!

Si apre l'archivio storico del Corriere

Corriere della SeraPoco fa scorrevo il giornale e ho visto il titolo che mi ha fatto saltare. Dato che sto finendo l’editing di un libretto di 1200 pagine, foglio più foglio meno, che riguarda la politica culturale del Fascismo e oltre (fino al 1984) verso l’Asia (dall’ottimo Renzo De Felice in poi) con domenti inediti (di Gentile, Andreotti e altri grandi politici) e stavo appunto cercando qualcosa nell’archivio di una Fondazione (questo è quello che faccio ogni giorno), mi sono tuffata sulla ghiottissima notizia.

Ho cercato “Mussolini”. Infatti Il Corriere della Sera ha una lunga storia con il regime: inizialmente è contro, poi ha cominciato a fare donazioni al Duce per enti e istituti, quindi collabora. Il Corriere nel corso di 20 anni ha avuto un atteggiamento contraddittorio.

Tutta felice mi metto in cerca e poi mi sono resa conto che gli archivi vanno dal 1992! Se la notizia quindi è eccellente perché mette a disposizione gratis un grande strumento, la domanda che mi pongo è: dal 1992 è già storia? Cosè la storia? Perché il 1992 è un passato recente, ancora neanche digerito. Neanche scritto. Non è stato studiato fino in fondo il Fascismo, per esempio la politica culturale, l’architettura e così via, figuriamoci 15 anni fa.

A me hanno insegnato che “la storia” è un periodo sul quale abbiamo documenti e storiografia, delle certezze. Gli articoli del passato così recente, quasi ancora non scritto, fanno informazione. C’è una bella differenza fra storia, informazione, comunicazione.

Insomma, questo archivio storico è minuscolo; o forse sono solo rimasta delusa dal lasso di tempo decisamente troppo corto de Il Corriere.

Calcio, razzismo e democrazia: Francia-Germania e le previsioni per una rivolta

Stasera a Parigi si giocherà la partita di calcio amichevole Francia-Germania:

Riporta l’ANSA:

I francesi dicono che non ci sono problemi, e noi ci fidiamo”, ha detto Georg Belau, responsabile della nazionale tedesca.

Fra Francia e Germania c’è maretta da secoli per una mai sopita competitività su pochi territori di frontiera, per gli accordi economici e quant’altro.

Al momento, comunque, la diatriba ufficiosa (mai ufficiale, sin dagli accordi presi dopo la II guerra mondiale) verte sul primato importante che ambedue vogliono arrogarsi: ambedue vogliono essere la nazione dallo sviluppo economico più avanzato d’Europa, quella che, in pratica, detta legge — e gli accordi finanziari bilaterali (perché in ogni accordo c’è una parte più debole, è ovvio, anche fra gli stati). Ma due stati-più-forti-alla-pari non possono coesistere!

Inoltre, i francesi non hanno mai perdonato alla Germania l’occupazione nazista. Di contro, i tedeschi hanno dimostrato il collaborazionismo di larga parte degli ebrei francesi proprio a questo fine. Insomma, picche e ripicche anche molto serie, come questa, in una inimicizia senza fine dalle vecchie radici.

La questione della reciproca antipatia fra Francia e Germania è antica ed è complessa. Se ne avete voglia, ascoltate le stupende lezioni di Storia culturale europea 1660-1870 del mio storiografo preferito, George Mosse (ebreo tedesco emigrato negli USA) — anche se ho qualcosina da dire sulle sue teorie sulla Nascita del monoteismo nel mondo antico — ma, d’altronde, lui è uno storico culturale e non uno storico delle religioni: quindi, ha qualche bella idea ma manca totalmente della mentalità necessaria ad esercitare un altro lavoro, manca della “manualità” del processo storiografico applicato alla storia delle religioni.
E, detto per inciso, Mosse manca anche di una profonda conoscenza delle religioni stesse, che per loro stessa natura si occupano di morale, etica, ontologia, cosmogonia, ecc., più che di “fare la storia”.
Ma io che me ne occupo professionalmente devo dire che Mosse anche su questo offre, proprio perché è un newbie, degli spunti orginali per gli storici delle religioni.

Ma ritorniamo al punto: la partita fra Francia e Germania.
Gli psicoanalisti hanno

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