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Il suo regno per un iPad

Antonio CangianoDi dove Antonio Cangiano, software engineer dell’IBM, direttore di Stacktrace e autore di Ruby on Rails for Microsoft Developers, dall’alto del suo Canada fa una recensione dell’iPad sia come (non) utente, sia come programmatore.
Critica, ma positiva.

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Due segnalazioni dall'Abruzzo e dal Canada

libro di Antonio Cangiano In questa tiepida giornata festiva, da una Milano quasi deserta, segnalo la cronaca giornaliera del terremoto in Abruzzo fatta da Hermans, che risiede ad Atri, un paese che ha visto 3 vittime.

Lui, per fortuna, risiede in un palazzo costruito con accorgimenti per rendere i muri elastici. La cosa impressionante è la lista che ha dato dei comuni colpiti in qualche modo dal terremoto.

L’altra segnalazione è il libro di Antonio Cangiano, il direttore di Stacktrace che vive a Toronto, in Canada. Si intitola Ruby on Rails for Microsoft Developers. Nei ringraziamenti al libro c’è un riferimento carino che solo gli italiani capiscono, ma non lo posso dire perché Antonio vuole che rimanga la sorpresa. Domani è Pasqua, no?

NB: Sulla copertina Antonio-Buddha

Stacktrace acquistata da Slashdot?

SlashdotSono commossa e orgogliosa di annunciare che Stacktrace, la rivista aperiodica di resistenza informatica diretta da Antonio Cangiano con un team tutto italiano di straordinari programmatori, ha ricevuto una consistente offerta di acquisto da parte di Slashdot.

Antonio sta valutando seriamente questa proposta “che non si può rifiutare”. Probabilmente, quindi, qualcuno di noi lascerà la collaborazione alla rivista, e qualcun altro la comincerà.

Grazie a tutti per averci seguito e stay tuned, qualunque cosa accada altri progetti sono in vista dai ragazzi (e ragazze) di Stacktrace.

Google Summer of Code 2009 tutta italiana

StacktraceSono aperte le iscrizioni per la Google Summer of Code™ 2009, un programma estivo che offre uno stipendio per tre mesi ai programmatori per realizzare dei progetti open source. Alcuni programmatori di Stacktrace hanno partecipato a quelle degli anni scorsi e si sono trovati benissimo.

Qui è la lista delle organizzazioni accettate da Google e questi i consigli che dà il neolaureato Gabriele Renzi (auguroni!), che come altri stacktracer ha partecipato alla gara dell’anno scorso e ne dice tutto il bene possibile:

  • Scegliete una comunità che conoscete.
  • Scegliete una comunità che vi conosca, se siete noti ai mentor è più facile che ci sia lobbying a vostro favore.
  • Provate con più di un progetto, sono permesse venti application, ma ricordate che la qualità è preferita alla quantità.
  • Mostrate competenza e entusiasmo. “improve the thing to write posts” non è lo stesso che “enhance the django admin UI to include semantic extensions based on my work on Foo”.
  • Scegliete un progetto utile, non banale, e se non c’è, inventatelo.
  • Rendete partecipe la comunità, chiedete feedback, raffinate l’idea.

In sunto, siate bravissimi, competitivi e creativi. Se anche voi, come i ragazzi di Stacktrace, pensate di essere all’altezza, fatevi sotto!

Il mistero del Twitter del Dalai Lama (che ha appena riaperto)

Dalai LamaOHHDL, cioè l’account Twitter dell’Office of His Holiness the Dalai Lama, è di nuovo attivo.

E io sono stata la prima iscritta! Vediamo se anche loro hanno voglia di seguirmi, come hanno fatto l’altra volta.

Speriamo che non trovino altre diavolerie per chiuderlo.

Il Dalai Lama su Twitter

Dalai LamaEcco Sua Santità su Twitter: OHHDL.

Come non ringraziare dell’informazione Antonio Cangiano, il fondatore di Stacktrace?

Update h. 18:06: Nello mi fa notare che l’account è disabilitato (“due to strange activity“)!

Il tempo e i sogni del blogger italiano

enricaNon so se questa striscia che ho messo ieri nel mio tumblr sia una risposta valida al bellissimo post sulla mancanza di tempo dei blogger di Giuseppe, ma ora che sono costretta all’immobilità, e quindi ho molto più tempo, mi rendo conto che c’è gente che blogg a (anche in tripla o quadrupla copia), Tumblr a (anche in gruppi chiusi), Twitter a, Jaiku a, Del.icio.us a, Flickr a, Facebook a, Second Life a, Linkedin a (vi piacciono i verbi fatti così?) e varie ed eventuali tutto il santo giorno. E quando dico tutto il santo giorno intendo che la trovo già bella attiva quando accendo il computer, mai prima delle 10, e la loro attività continua imperterrita e senza interruzione fino a quando lo spengo, questo periodo spesso dopo le 11 di notte. E forse continua, chi sa.

Prima non me ne ero mai resa conto, non seguivo per niente le vicende degli altri blogger, le mode, le conversazioni, non conoscevo la maggior parte dei blogger più conosciuti e non usavo neanche un aggregatore (che ho fatto pochi giorni fa e spesso mi scordo di leggere).

E nel tempo dedicato dei blogger non scordiamoci dei BarCamp, delle cene, delle birre, tutte cose più o meno istituzionali, e delle varie altre attività comuni riservate a pochi selezionati blogger d’élite. Quelle poi sono cose che molti fanno i chilometri, prendono treni e aerei per andarci, per esserci e, perché no, farsi riprendere dalle varie TV e dai fotografi della rete e magari accattare qualche link.

Il punto essenziale infatti è esserci per farsi vedere e, lo ribadisco, per prendere link e stare nei primi posti delle classifiche, o diciamo meglio in BlogBabel che, si sa, non interessa proprio nessuno ma non solo ogni due per tre se ne parla, e non solo quasi 13.000 blogger ci vogliono essere, ma ogni giorno ci sono richieste per entrare. E anche se non passa giorno che non venga vituperata e svilita, sminuita, non passa pure giorno che non ci sia chi si strappa i capelli e si straccia le vesti se il suo blog perde molte posizioni (cosa che, peraltro, ho provato con fastidio anch’io, specie per l’ingiusta punizione di Google).

Il punto è che bloggare è un’attività sociale, non è un attività in solitario, lo dicevo anche a Tatiana Bazzichelli, la giornalista di Internet Magazine, e più sei presente e più diventi in qualche modo autorevole, o se non altro riconosciuto.

E allora diventa come una droga: ti prende la smania di essere visto, di avere la tua corte (quanti ne vedo così!), di essere ascoltato, di contare qualcosa, tu che magari stai in una cittadina di provincia, non hai mai pubblicato prima d’allora e la tua firma l’hai messa solo nei biglietti di auguri collettivi fra colleghi (sapete, quelli quando si fa la colletta per comprare il regalo per nascite, matrimoni e pensionamenti), magari qualche giornalista importante dice oh quanto sei bravo e riesci a spuntare 3000 caratteri con gli spazi, e poi magari ti allarghi troppo e pensi di poter dire la tua su tutto, anche su quello di cui non ci capisci un accidenti: ma comunque qualcuno ti riconoscerà, sarai invitato a eventi sociali, presentazioni e aperitivi, se proprio sei furbo riuscirai a farti i tuoi ammiratori, a conquistare magari qualche passaggio alla RAI, a pubblicare un libro (ché ora un libro non si nega a nessuno), o sei hai delle vere qualità a cambiare lavoro e diventare davvero qualcuno.

Quindi Giuseppe ha ragione, come fa il blogger normale (quello che esce, sta fuori, lavora, magari ha una famiglia o una persona importante di cui prendersi cura, anche un cane o un gatto, o anche se non ha nessuno) a trovare il tempo per tutto? Dove trova il tempo libero?

Il fatto che non è tempo libero, il fatto è che per molti blogger questa attività è un investimento.

Perché? Come è possibile? Io azzardo delle risposte.

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Extend Firefox 2 contest: vincono due programmatori italiani!

Mozilla labsUn San Valentino davvero speciale per Massimiliano Mirra e Davide Ficano. Fra oltre cento partecipanti da tutto il mondo, Massimiliano ha vinto il gran premio arrivando secondo alla gara internazionale indetta da Mozilla per le estensioni di Firefox con il progetto SamePlace Instant Messenger!

Davide Ficano si è piazzato nono fra i dodici qualificati successivi col progetto Table2Clipboard.

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Amici e sogni

dream yogaMi spiace un po’ ma questi giorni non ho molto tempo per scrivere, non ho tempo per addobbare la casa, albero e il resto, farò solo il Presepe (stasera!): adoro le feste ma sto sempre a fare un certo lavoretto prima che la proprietaria della casa editrice mi faccia fuori per sempre (eheh non ci sperate..:)). Però quest’anno ho avuto una bella sopresa, è venuto a trovarmi un amico che non vedevo dal 2004, vecchio amico ed ex studente — ma cresciutello, perché negli USA quando uno vuole fare una cosa la fa anche quando da noi sarebbe assolutamente fuori tempo massimo. Sta con me 18 giorni, tutte le vacanze. Lo sognavo da tanto e così ora mi sembra che sia stato sempre qui, che non siamo mai stati lontani.

Ci conosciamo da 15 anni e siamo diventati amici quasi da subito. Non speravo più che venisse in Italia e per me la sua visita è un bellissimo regalo di Natale. Non so per lui perché lo lascio sempre solo — e lui è come me, un animale molto sociale — però erano ben 11 anni che lo aspettavo.

Con lui l’altra sera sono andata alla cena di Brescia organizzata da Tiziano. Molto carina. Lì ho conosciuto Luigina e un po’ di altre persone; ma soprattutto ho rivisto Felter. Con lui e una sua amica bionda abbiamo parlato di Second Life. Lei mi stava convincendo che Second Life è una cosa seria, non è solo un gioco. Come se uno ribadisse che i sogni sono veri! Certo che sono veri, lo sanno tutti che sono veri e sono quelli che guidano la nostra vita reale.

Senza sogni non ci sarebbero scienza e scienziati che vanno alla ricerca, artisti che hanno un’immagine o una musica in mente, mamme in attesa che fanno tutto a scatola chiusa, padroni che si vedono nell’aldilà con i propri fratelli animali, restauratori che vedono già prima la bellezza del pezzo pulito, giornalisti che si immaginano con il Pulitzer in mano, docenti che pensano che gli studenti li rispettino, cuochi che aspettano di togliere dal forno il soufflé, programmatori che hanno in mente il codice, insomma, tutta una categoria di persone che senza sogni non funzionerebbe. Senza contare poeti, letterati e scrittori di varia fatta. Sono tutti sognatori di un futuro che stanno creando con le proprie mani, voci, orecchie, mente, corpi e, soprattutto, anime — tutti insieme, in un rapporto di interdipendenza molto libero. Siamo tutti sognatori e visionari perché chi costruisce sogna.

Che poi sia su Second Life o, come era un tempo, IRC, oppure sia davanti a una botte immaginando il vino che ne verrà fuori dopo un po’ di mesi, che differenza fa? C’è solo una cosa, credo, molto diversa: su Second Life c’è la leggerezza di non avere un corpo reale ma di averlo virtuale, esattamente come uno vuole. Anche un’anima. Finalmente io sarei la party girl che sento di essere, sotto mentite spoglie!

Ma la cosa che mi ha divertito è che Granieri, Torriero e Sofi, insieme agli occasionali, si incontrano sulla terra di Granieri, se ho capito bene, e tengono delle piccole conferenze. Una cosa molto carina perché aggiunge a quello che sono e fanno anche nell’altra vita l’elemento ludico. Mi è piaciuto molto.

Tutto diverso invece l’ambiente serioso dei geek di Stacktrace. Ieri uno di loro

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12 + 1 = Fortuna

Enrica GarzilliA parte che i ragazzi di Stacktrace in totale sono 12, Antonio ha aggiunto al team una signora.

Sono curiosa di sapere in che modo contribuirà al progetto.
Al momento comunque, essendo la n. 13, porta fortuna…:)

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