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Inversione per amore, solo per amore

Charlie ManasProprio così, inversione per amore.

Perché anche se siete stati dei bastardi dentro per tutto l’anno, a Natale potete fare con poca spesa, circa 15 euro compreso le spese di spedizione, un atto veramente bello e comprare il calendario Inversione 2011.

E’ pieno di foto di vari personaggi del mondo dello spettacolo con i nostri fratelli animali. Altro che foto porno ritoccate, qui c’è roba vera e si ama sul serio!

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La colonizzazione di Brunetta: Sud, un sogno possibile

GaribaldiDa domani è in libreria il libro del ministro Renato Brunetta intotolato Sud, un sogno possibile.

Aspetto che la Biblioteca Sormani lo abbia per leggerlo, lo ammetto.

So che asserisce che il prodotto interno lordo pro capi­te del Sud è ancora del 40% inferiore a quello del resto d’Italia (da verificare, ma ci credo), gli studenti meno preparati (e chi l’ha detto? in base a quale parametro?), le infrastrutture scar­se e malandate (vero), il lavoro manca (vero) e la criminalità la fa da padrone (quella organizzata transnazionale forse, ma la criminalità finanziaria dove sta, a nord o a sud?).

Io però voglio sostenere in tutti i modi il libro e appoggiare fortemente l’idea brillante di Brunetta, che dice che serve una nuova spedizione dei Mille, un’invasione da parte di funzionari e di­rigenti pubblici esperti e capaci del nord verso il sud. Questa sì che è una vera e propria rivoluzione culturale.

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La seconda lettera inedita ad Andreotti per la spedizione in Tibet

Giuseppe TucciIl 6 novembre 1947 Giuseppe Tucci chiese un finanziamento di nove milioni di lire al Consiglio dei ministri per la spedizione del 1948 in Tibet centrale, quella dove raggiunse Lhasa, e oltre. Il 12 novembre 1947 Andreotti scrisse a Valmarana, rassicurandolo di essersi già interessato presso il ministro del Tesoro perché accogliesse la proposta di versargli la somma.

Appena avvertito che il Consiglio dei ministri aveva approvato lo stanziamento, Tucci lo ringraziò con una lettera non datata, che ho pubblicato qui.

Niente aiuti, uomo bianco!

young monkSi potrebbe intitolare così la missione umanitaria di un gruppo di amanti dell’Oriente che si chiama Himalayan Aid. Ne ho letto su un giovane blog, che ho conosciuto da poco ma che amo molto, Thais blog. Un blog di un amante dell’Oriente: certo, non disinteressato perché il blogger è un mercante d’arte, ma prima di tutto lo dice chiaro e forte, e poi so per esperienza che spesso sono proprio i mercanti che l’Asia la conoscono e la capiscono di più.

Spesso l’avvicinano per curiosità e per guadagno ma poi finiscono per innamorarsene profondamente, proprio come lui

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La prima lettera dell'esploratore Giuseppe Tucci ad Andreotti

Giuseppe TucciQuesta è la prima lettera che Tucci, il più grande esploratore italiano, scrisse ad Andreotti, che al tempo era Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (1947-1948). Era il 24 settembre 1947.

La lettera è la prima del carteggio che gentilmente il senatore mi ha inviato qualche tempo fa.

Tucci si era già rivolto a Giustino Valmarana, amico di Andreotti e come lui membro dell’Assemblea Costituente, perché trasmettesse al ministro delle Comunicazioni la soprastampa di un certo numero di francobolli dello Stato, in corso, con la dicitura «Spedizione Italiana in Tibet – 1948». I proventi sarebbero andati a finanziare la spedizione.

Voleva partire infatti per la sua ottava e ultima esplorazione del Tibet e aveva urgente bisogno di fondi, ma la sua richiesta a Valmarana era rimasta senza seguito e allora si decise a rivolgersi personalmente al presidente del Consiglio.

Infatti, Tucci ottenne i fondi e nel 1948 visitò la parte centrale del paese, raggiungendo Lhasa e spingendosi oltre. Della spedizione fecero parte Regolo Moise, Piero Mele e Fosco Maraini: ma Tucci non fece cenno a quest’ultimo. Forse fu arruolato più tardi.

Se ne è andato Edmund Hillary, l'uomo che conquistò l'Everest

L’11 gennaio di quest’anno è partito per la sua ultima avventura Sir Edmund Hillary (1919-2008), l’uomo che il 29 Maggio 1953 conquistò l’Everest, il picco più alto della catena dell’Himalaya.

Ci era arrivato con Tenzing Norgay il sirdar Tenzing, che nel 1948 aveva accompagnato Giuseppe Tucci nella sua ultima spedizione nel Tibet centrale fino a Lhasa.

Tenzin era il capo-carovaniere e tutte le persone di servizio, mulattieri, portatori e altri carovanieri, obbedivano a lui. Era una figura importantissima perché faceva da tramite fra i capo-spedizione e le decine di uomini, trovava i mezzi di trasporto, dava il suo parere sul percorso migliore, discuteva sui prezzi, era responsabile dei servizi. Tenzing Norgay era un sirdar eccezionale e di non comune resistenza fisica.

Tenzin nel suo libro ricorda Hillary come un alpinista serio, un po’ silenzioso, un po’ timido.

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Un buon musulmano può picchiare la moglie nel nome di Allah?

La risposta è sì. Però, se siete musulmani e avete voglia di farlo, prima guardate questo video di Bahrain TV del 20 giugno 2005 (da Libero video) e leggete bene quello che dice il bravo Imam.
Tutto molto, molto civile e nel pieno rispetto delle sacre regole, ottemperando alle leggi di Allah. E non siate incivili, mai di fronte ai bambini!

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Giuseppe Tucci, copyright e blog

Sono successe un po’ di cose di là, nel blog su Giuseppe Tucci: un lettore che vanta 27 anni di amicizia con Fosco Maraini che si arrabbia con me e col mio “allegro cultural-blog“, altra definizione che faccio mia, immagine e copyright, veridicità delle notize, diritto alla privacy.

A few things at stake. Ditemi cosa ne pensate.

Preparatevi perché fra poco si parte per le spedizioni, 9 in Tibet e 5 o 6 in Nepal dal 1927 o 1928 fino al 1948. Partenza da Roma, in treno fino a Brindisi o Napoli, imbarco per Mumbay, da lì si risale l’India e in Kashmir si appresta la spedizione per il Tibet. Diversi mesi fuori. Niente male eh?

Giuseppe Tucci, Fosco Maraini, R. Moise, PF. Mele e il mistero di Lhasa

S. S. XIV Dalai LamaTucci nel 1948 riuscì a visitare Lhasa, nel Tibet centrale. Prima di lui diversi altri occidentali c’erano andati ma egli fu comunque uno dei pochi — e, sicuramente, quello che ne riportò più tesori: le preziose raccolte di testi sacri del Buddhismo. Forse dati per sempre dal XIV Dalai Lama, che era un bambino di solo tredici anni ma saggio, colto e ben consigliato dal Reggente, forse dati in custodia perché li salvasse portandoli con sé, perché i cinesi erano ai confini del Tibet e premevano da anni per entrare. Cosa che fecero prima annettendosi il paese, nel 1951, poi invadendolo e, durante la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria degli anni ’66-’76, distruggendolo inesorabilmente.

Tucci era partito con tre compagni, aveva poi assoldato un lama, una guida, un capocarovaniere, un cuoco e la carovana, completa di animali — yak, cavalli, e i cani che Tucci non abbandonava mai. In tutto, sempre, una sessantina-settantina di persone.

Che fecero i suoi compagni di spedizione che partirono con lui, il fotografo Pietro Francesco Mele, che aveva parzialmente finanziato la spedizione, l’ufficiale medico della Marina Militare Regolo Moise, e Maraini, che non riuscirono a entrare a Lhasa? E soprattutto, che successe fra Tucci e Maraini? Perché fra i due non corse affatto buon sangue per i successivi 36 anni, fino a quando Tucci se ne andò, nell’aprile del 1984.
Qui lo racconto.

Qui sopra, una delle poche immagini del XIV Dalai Lama bambino, poco prima che lo vide Tucci.