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Immigrati, siamo messi molto male ma non diciamo cavolate

black womanNon mi dite che a Rosarno, ridente comune in provincia di Reggio Calabria, c’è la Mafia. E non solo. C’è la Sacra Corona Unita, c’è la ‘Ndrangheta, c’è la Camorra e varie ed eventuali organizzazioni criminali transnazionali. Che news! E che scandalo!

Più di tutto, però, c’è la convenienza e la connivenza della gente comune, quella perbene insomma. Che sugli immigrati africani ci specula, facendoli lavorare per 20 euro al giorno in nero. Chi italiano lavorerebbe così? Ma loro sono illegali e devono piegare la testa. Fino a che Carlo Ciavoni, solerte giornalista di La Repubblica, si decide a intervistarli.

L’unica cosa che non mi convince, però, è quando il giornalista fa parlare il portavoce degli immigrati:

Se venite in Ghana, nel mio paese, siate certi che non vi tratteremmo così” dice con orgoglio Edward, 27 anni, di Accra, che si elegge a portavoce. “Se ci devono far vivere come animali in gabbia [...]“

Non mi convince perché è falsa. In molti paesi dell’Africa, anche quando noi europei non andiamo lì a cercare fortuna ma ad aiutare, non siamo trattati meglio. Mutatis mutandis, s’intende.

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Milano, rivolta a Chinatown: e i soldi?

Ieri pomeriggio tardi dopo gli scontri sono andata a Chinatown, un quartiere di Milano che comprende Via Paolo Sarpi, Via Bramante, Via Niccolini e un altro gruppo di strade abitate quasi esclusivamente da cinesi di prima o seconda generazione.

Sembrava tutto tranquillo, se non fosse stato per una lunga fila di camionette della polizia e, agli incroci, dei gruppetti di poliziotti in tenuta antisommossa. Un paio di fotografi professionisti scattava foto a ripetizione alle vie, alla gente. Delle ragazze cinesi di 15-16 anni, tutte carine ed eleganti, ridevano e scattavano foto ai poliziotti col cellulare.

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Morte programmata del Parco delle Cave a Milano: Letizia Moratti, che fai?

Non oso neanche scrivere che il parco di 171 ettari a ovest di Milano, nell’area cittadina, “verrà smantellato”. Infatti il comune ha proposto di togliere il Parco delle Cave alla gestione di Italia Nostra per suddividerlo in parti separate, molto probabilmente a scopi di speculazione edilizia. Divide et impera: con tanti tanti bei soldi per chi perpetra questo nuovo attacco all’ecologia.

Se vi interessa salvare questo polmone verde, che si è sviluppato grazie al lavoro volontario, aggiungete il vostro nome alla petizione che è nella pagina e speditela via fax al comune.

Questo è l’inizio della gestione come sindaco di Letizia Moratti: si preannunciano i disastri che ha fatto all’università.

Ogni volta che vado ad Ancona, o qualsiasi altra città italiana, incluso Roma, mi stupisce l’aria che, paragonata a quella di qui, odora sempre. Senza questo parco Milano puzzerà un po’ di più. Un’aria pulita e uno spazio verde anche in città sono un diritto, difendiamolo. Non si ruba il frutto del lavoro volontario di tanti perché pochi ci facciano soldi.