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E mo' basta (administrivia)

Enrica GarzilliLeggevo il blog di Lia, sempre bello, sempre personale, sempre sincero, e mi stupivo di quante persone circolino anche lì sempre pronte a imbracciare il fucile per qualsiasi cosa tu dica, qualsiasi opinione tu esprima, anche moderata, anche ben articolata, solo perché è la tua opinione. Che peraltro sono libera di esprimere, a casa mia.

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Orientalia

Giorni fa mi chiedevo perché non avessi più la valanga di commenti che caratterizzavano questo blog. Discussioni anche vivaci, note a margine, suggerimenti e così via. Era bello, anche se portava via tempo.

Poi alcuni utenti, attenti lettori e lettrici, a varie riprese mi hanno domandato perché questo blog fosse diventato “così serio”. Serio il layout, seri gli argomenti, serie le risposte, serio tutto insomma.

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L'Afghanistan al tempo di Adamo e Eva

bambian afghanaIeri ho incontrato dopo anni una mia amica di Roma. Fa la maestra in una scuola elementare dell’hinterland milanese, è dirigente (una volta si chiamava direttore) e molto impegnata in tutte le attività legate al mondo della scuola: mostre, inviti, gite educative e così via.

Mi ha detto che giorni fa hanno ricevuto una circolare ministeriale in cui si diceva che in questo anno scolastico, a differenza degli altri anni, non avrebbero potuto accantonare i soldi che risparmiavano sulle attività del doposcuola per destinarli alle attività dell’anno prossimo, ma li avrebbero dovuti “restituire al Ministero della Difesa“.

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The Gandhi saga

Rahul e Priyanka GandhiSegnalo una delle famose – e temute – video recensioni di Diego Bruschi, questa volta su Limes – Pianeta India, e sul mio articolo Gandhi Dynasty.

Da notare la musichetta molto piacevole del video: la suona lo stesso Diego, il quale si sta rivelando di molte qualità: grafico, rensore, musico. E blogger.

Diego dice due cose molto vere: l’India è un paese lontano non solo come distanza, ma culturalmente. Infatti, anche a livello di percentuale di spazio occupato, sulle riviste italiane si parla molto più dei paesi latini che dell’India, che invece è molto presente sulle pagine dei giornali inglesi.

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Festa per Firefox 3.5 a Milano

FirefoxMi chiedono di pubblicizzarlo e lo faccio volentieri perché sono per natura una festaiola e ogni occasione per conoscersi, creare nuove relazioni e fare festa (in modo lecito) mi sembra carina.

Per il lancio di Firefox 3.5 sabato 11 luglio prossimo, allo Spazio Fitzcarraldo di via Filippetti 41 a Milano, si terrà un open party. Inizio ore 19. Se volete saperne di più, andate sul blog di Mozilla Italia che l’organizza.

I nati digitali a Milano: tutto nòvo e innovativo, ma chi paga?

NòvaHo letto l’acuto post di Gaspar sulle dimensioni tabloid di Nòva e il probabile perché. Collaborando con Nòva, però, posso obiettare solo una cosa: la cultura e l’informazione non si misurano a peso. La qualità di uno scritto non va a numero di caratteri. Se ora lo spazio per scrivere si è ridotto, la cosa importante è che la qualità rimanga invariata o, se possibile, migliori.

Gaspar però ha colto nel segno. In Italia, purtroppo, c’è un grande problema: mancano i soldi per la cultura, che sia quella tecnologica e d’innovazione o quella umanistica, che sia la ricerca pura o quella applicata, per tradurre dal sanscrito o per sviluppare un nuovo programma. Mancano i soldi investiti in cultura e in informazione che vengano, indirettamente, dalla pubblicità (e quindi dalle aziende) o, soprattutto, dallo Stato.

Si sta cercando di pompare l’innovazione in ogni modo ma con mezzi “pubblicitari”: incontri, meeting, ecc. Ma produrre l’innovazione, creare, osare investendo in cose nuove, costa molto più che parlarne, questo è il problema.

Quindi ben venga il nuovo evento organizzato a Milano, Nati digitali. Ben venga soprattutto perché ci sono nomi di relatori nuovi (che innovazione è se parlano sempre gli stessi? L’innovazione dovrebbe cominciare da un ricambio di cervelli, di persone, e invece in Italia parlano, insegnano e pontificano sempre i soliti). Ma a lungo termine non so che vantaggi porti organizzare un meeting così, oltre a far circolare un po’ di soldi e un po’ di nomi.

Parlare e discutere di innovazione e generazione digitale è carino, senz’altro, ma non cambierà la situazione attuale: circolano molti meno soldi per la cultura, anche quella d’innovazione, e ci vorrebbe il coraggio di investitori come l’Olivetti dei bei tempi e i suoi gruppi di ricerca, che portavano avanti anche studi sul linguaggio, la gestione dei conflitti a e la comunicazione interpersonale in azienda.

Studi che qualche volta non hanno portato, in pratica, a niente. Ma che hanno aperto la porta a altre cose importanti.

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Note sull'antisemitismo, Hitler, Karl Haushofer, Mussolini e The New York Times

Palestina e IsraeleSeguiamo tutti da giorni, con orrore, quello che sta accadendo sulla striscia di Gaza.

Chi ancora difende impeterrito Israele, contro ogni ragionevolezza e ogni evidenza, sono ancora gli USA, che hanno bocciato il documento UN per il cessate il fuoco immediato.

Per rinfocolare e giustificare la politica israeliana le grandi testate giornalistiche americane si lanciano in recensioni di libri ad hoc, come questa su The New York Times di Jacob Heilbrunn. Il libro si intitola Hitler’s private library. The Books That Shaped His Life, è di Timothy W. Ryback e parla della biblioteca privata di Hitler, costruita già nei primi anni Venti.

L’autore ricostruisce l’ideologia antisemita di Hitler sugli appunti e le note a margine dei testi, sui preziosi colofon degli amati 16.000 volumi che il dittatore teneva nelle sue residenze di Berlino, di Monaco e nel Berghof, la sua casa sull’Obersalzberg, in Baviera (progettato dal geniale architetto Albert Speer).

Heilbrunn dice che alla costruzione dell’ideologia razzista di Hitler e del Lebensraum, lo spazio abitabile, che giustificava la politica aggressiva verso l’Est, contribuirono gli insegnamenti settimanali, quando il dittatore stava nella prigione di Landsberg, del professore Karl Haushofer.

Come racconto nel mio volume di storia del fascismo in Asia orientale, che è in stampa, non molti sanno che Haushofer venne anche a Roma, invitato da Giuseppe Tucci. Nel 1937 e nel 1941 dette due conferenze all’IsMEO che vertevano sui parallelismi dello sviluppo culturale di Germania, Italia e Giappone e sulla politica imperiale nipponica.

Mussolini fu contentissimo dell’invito del marzo 1937, anche perché fu il

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Video della cattura del probabile terrorista sopravvissuto a Mumbai

Questo è il video, fatto con un cellulare, del probabile terrorista Ajmal Qasab, mentre viene catturato e preso a botte dopo gli attacchi di Mumbai.

Mumbay, la notizia data dai musulmani e i commenti dei fondamentalisti induisti

La notizia trionfalistica data per radio (italiana) stamattina, che gli ostaggi di tutti gli alberghi di Mumbai erano stati liberati, era parziale: in realtà, al momento, solo l’Hotel Taj Mahal è stato liberato. Queste le ultime notizie della BBC.

Al Jazeera, benché sia probabilmente la sola emittente araba indipendente, non mette neanche la notizia in prima pagina. Mentre fa una piccola rassegna delle dichiarazioni ufficiali di Europa, USA, UN e così via, scrive in tono molto moderato, non riportando quasi i morti:

USA e UK dicono di non riportare vittime civili fra i loro cittadini, mentre il Giappone riferisce che un suo cittadino è stato ucciso mentre un altro ferito, come anche due australiani e un impiegato del Parlamento europeo sono stati feriti.

Molto forte invece la dichiarazione della parte opposta, quella dei fondamentalisti induisti.

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Roma, le mutazioni digitali incalzano

Mutazioni digitaliOggi 18 ottobre, ore 18.30, presso lo Spazio eventi Fnac a Porta di Roma, prende il via Mutazioni Digitali, una serie di incontri dedicati a come con la diffusione di Internet sta cambiando il nostro modo di fare e fruire informazione, cultura e intrattenimento.

I meravigliosi conduttori sono il nostro amico Marco Traferri e Antonio Pavolini, che lo hanno anche prodotto e organizzato.

Il tema di oggi è Citizen Journalism. Se non potete seguire l’incontro ma volete godervelo in santa pace, a casa, qui c’è la diretta streaming. Potete anche leggere tutto sul loro blog.

Forza Marco e in bocca al lupo per la tua nuova iniziativa!

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