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Animali e caccia: e se cacciassimo gli onorevoli?

Vi ricordate le ingiuriose proposte di emendamento della legge comunitaria sulla caccia proposta dal leghista Gianluca Pini? L’Ufficio di Presidenza della Camera ha accolto i rilievi delle associazioni ambientaliste e animaliste, incluso il WWF, contro la proposta di riforma delle leggi e delle direttive europee: gli emendamenti di Pini sono stati dichiarati inammissibili! Non andranno neanche al voto!

Ma non è lui che ha un curriculum che “passa da inchieste per false fatturazioni alla richiesta di far trasferire il questore Germanà” e che “come da copione vanta una storia di una truffa avvenuta a “sua insaputa“”(cito da Il Fatto)?

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La lega e gli animali

Gianluca Pini, segretario nazionale della Lega Nord Romagna e imprenditore nel settore alimentare, ha presentato una proposta di emendamenti alla legge comunitaria (!) che prevede l’estensione della stagione venatoria oltre il 31 gennaio (quando gli uccelli si preparano alla cova quindi), l’apertura della caccia in piena estate per tortore e quaglie, con gravissimi rischi per i villeggianti, la caccia a specie vietate dalla direttiva europea come il fringuello, l’eliminazione degli anelli inamovibili per i piccoli uccelli utilizzati come richiamo vivo (!) e, dulcis in fundo, la depenalizzazione di gravi reati di bracconaggio.

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Multiculturalismo problema o risorsa?

Multiculturalismo. Ne ho parlato a febbraio su Il Fatto e ho suscitato molte polemiche e un centinaio di commenti opportunamente cancellati dalla redazione.

Il punto era: chi arriva qui si deve integrare anche culturalmente, o no? E che limiti ci sono, che privilegi, che obblighi reciprochi?

Oggi, in relazione ai fatti accaduti a Olso, leggo un bell’articolo della Reuters sul "problema" multiculturalismo e immigrazione.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: In Romania si prepara una legge per sterminare 2 milioni di cani

cane randagioEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla legge per lo sterminio dei cani randagi in Romania e l’immondo business che rappresenta (circa 300 milioni di euro).

Perché se è vero, come ha detto Gandhi, che la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali, la Romania è un paese moralmente minuscolo.

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Con la Ferrari a Tuscan City, sorseggiando un buon vino: l'India ha fame di lusso

Tuscan CitySecondo le previsioni dell’International Monetary Fund, confermate dalla Reserve Bank of India, il PIL dell’India si attesta al +8.4% nell’anno fiscale 2010-11 e aumenterà al 8.5% nel prossimo. L’India, quindi, cresce.

Con la crescita economica cresce una classe medio-alta che vuole circondarsi di cose belle come quelle che fino ad ora erano alla portata solo dei divi di Bollywood e dei politici (che, non si sa perché, in tutto il mondo sono ricchi). Un gruppo di persone che può spendere e vuole stare bene.

Qual’è la capitale del bello e del design internazionale? L’Italia. L’India poi ha relazioni ottime col nostro paese sin dai tempi di Mussolini, e gli indiani ci amano da molto prima che comparisse all’orizzonte Sonia Gandhi. Non poteva mancare quindi l’esportazione o la joint venture di tre prodotti tipici italiani, per cui siamo famosi in tutto il mondo: la Ferrari, i vini e la casa in Toscana.

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La passione nella ricerca (dei soldi)

EinsteinSe vuoi essere uno di quei ricercatori prenteziosetti e inutili, che forse fanno anche carriera, ma che non lasciano il segno (che per un ricercatore è grave). La realtà è che la ricerca è lotta quotidiana per un finanziamento, collegamenti coi politici, con gli amministratori delegati, e la società, necessità di relazione, obbligo e desiderio di comunicazione scientifica, e di relazioni professionali qualificate. E’ una lotta, una passione, e un sentimento.

Come vedremo, c’è molta passione, non sempre però chi ha la passione del ricercatore occupa le cattedre giuste. Viceversa, chi occupa le cattedre non è detto che ne abbia la stoffa.

Ecco qualcuno che dice cose serie sulla ricerca in Italia. The Catcher quando scrive di queste cose gioca in casa e vince.

Domande di economia e finanza? Fatele a Arnab Das

lavoro minorileGiovedì prossimo uno dei più stretti collaboratori di Roubini, Arnab Das, responsabile delle Ricerche e delle analisi di mercato di Roubini Global Economics, sarà a Milano, invitato da Aberdeen Asset Management, nota società d’investimento patrimoniale.

Chi si occupa di economia e finanza sa che Nouriel Roubini è uno dei pochi economisti ad aver previsto la crisi finanziaria del 2008.

Marcello Foa per Il Giornale ha ottenuto l’esclusiva per un’intervista con Arnab Das, che sarà affiancato da Kevin Daly, portfolio manager di Aberdeen per le obbligazioni dei Paesi emergenti.

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Mentre il mondo fa festa, in Turchia le donne

woman cryingIeri grandi celebrazioni internazionali per la caduta del muro di Berlino, un evento che ha dato la stura a trasformazioni internazionali epocali.

Prima di tutte, oltre alla riunificazione della Germania, la caduta dell’URSS e la creazione dei 14 stati centrali e della Russia indipendente, con tutta una serie di ricadute sul piano internazionale: le ovvie politiche, ma anche economiche per i transiti di gas e petrolio, sociali per lo spostamento migratorio di gruppi di persone dall’est all’ovest, criminali per la vendita di armi e di residui atomici da parte dell’ex URSS a gruppi terroristici, e così via.

Mentre tutti facevano festa, sono state rese note le cifre ufficiali della violenza contro le donne in Turchia, inclusa quella domestica, che sono in crescita esponenziale e sono state fornite dal ministro della Giustizia Sadullah Ergin in risposta ad una interrogazione presentata in Parlamento dalla deputata Fatma Kurtulan del Partito per una Società Democratica (DTP o Demokratik Toplum Partisi, il partito filo-curdo).

L’incremento di donne uccise dopo una violenza rispetto al 2002? Il 1400%.

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Iniustitia mafiae diplomis professororum

PROFESSORESgominata in Sicilia e Calabria l’organizzazione criminale che aveva creato un giro d’affari sul business dei «diplomi facili». Sette arresti e 12 istituti scolastici siciliani e calabresi sequestrati [...].

Oltre duecento, tra ispettori, dirigenti, organizzatori, docenti, personale amministrativo, collaboratori, le persone denunciate [...]. Pagavano dai 3 mila ai 5 mila euro per l’ottenimento di un diploma di scuola secondaria. A seconda del prezzo pagato veniva concesso anche di costruire false carriere scolastiche ad hoc.. (La Stampa)

In Sicilia si dice che ci siano delle lauree facilissime, come quella di una ridente università di una ridente cittadina costiera dove finiscono gli studi, con gran profitto, dei brillanti medici che per troppa scienza sono respinti agli esami sia a Roma, sia in un paio di altre accademie dello stivale. Ora La Stampa denuncia questo scandaletto dei diplomi ma non nota una cosa evidentissima.

Non è che voglio fare i conti alla mafia o altre organizzazioni criminali, per carità – che, peraltro, mi sembra che non paghino tutte le tasse – ma se una famiglia per un diploma taroccato da 3000 Eu e con quei soldi bisogna pagare tutta una serie di persone, quelle dell’organizzazione, gli istituti, i dirigenti, gli ispettori e così via, mi dite quanto rimane per i docenti? Alla fine della fiera, se prendono 300 Eu è grasso che cola!

In sunto: vi pare giusto che un povero professore sia sfruttato così dalla criminalità organizzata?

(NB: ho usato il latino dato l’argomento alto)

Chiarire e non mentire: sulla vendita di BlogBabel

Questa è la risposta di Ludovico sulla vendita di BlogBabel a un post ingiurioso di qualcuno che ha fatto un po’ troppo il brillante per pararsi le spalle:

Gli ultimi giorni sono stati abbastanza faticosi, cosa che certo non aumenta il mio già scarso interesse per le polemiche intorno a BlogBabel. Credo ci sia però bisogno di qualche chiarimento, in particolare rispetto al post di Gianluca che propone una versione astiosa, grottesca, offensiva e con molte falsità di una trattativa svoltasi nei mesi scorsi.

Qualche mese fa avevo messo in giro la voce che avrei voluto vendere BlogBabel, e tra gli altri si era fatto avanti anche Gianluca facendosi tramite dell’interesse di due aziende. Fin da subito l’affare sembrava poco chiaro: delle due aziende potevo incontrarne solo una, ma sapevo già che non avrei dovuto accettare una loro offerta; la seconda non era interessata a vedermi, e avrebbe comprato a scatola chiusa. Non ho grandi esperienze di trattative commerciali, ma nei miei 15 anni di lavoro per grandi aziende, spesso su progetti da milioni di euro, una cosa così non l’avevo mai vista e mi era sembrata da subito poco seria. Decido comunque di proseguire, per vedere dove si sarebbe andato a parare.

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