Tag Archives: sikh

"E' tempo di lasciare l'Islam": guerra contro The New York Times per la libertà di stampa e di religione

Un caso di libertà di stampa e di religione scoppiato inizialmente fra una blogger (dicono in cerca di notorietà e forse di una poltrona al Congresso – Grillo docet) e The New York Times, che poi ha coinvolto l’Autorità dei Trasporti pubblici di Manhattan e i giudici e si è allargato alle minoranze religiose americane. Una polemica virale diventata caso nazionale.

Gli antefatti. Lo scorso marzo The New York Times ha pubblicato uno spazio pubblicitario comprato dal gruppo ateista Freedom From Religion Foundation (Fondazione per la Libertà dalla Religione). Il titolo: E’ tempo di considerare di lasciare la Chiesa cattolica“. Che poi è stato ripubblicato dallo Washington Post, senza adolcire il titolo, come: “E’ tempo di lasciare la Chiesa cattolica“.

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Diritti umani: no la croce no (il turbante e il burqa sì)

Opinabile sentenza della Corte europea. Due cristiane britanniche hanno rivendicato il diritto di poter esporre la croce sul petto sul luogo di lavoro e la Corte glielo ha negato.

Anzi, i datori di lavoro possono anche licenziare i dipendenti che insistono nell’indossare la croce.

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India, Sonia Gandhi esce sconfitta dalle mini elezioni - e l'Italia conta sempre meno

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulle mini elezioni indiane, quelle che hanno visto impegnati i cinque stati dell’Uttar Pradesh, il Panjab, l’Uttarakhand, Manipur e Goa. Il maggiore partito di governo dell’India, il partito del Congresso, è stato pesantemente sconfitto nelle elezioni dell’Assemblea legislativa. Il risultato elettorale mette a dura prova la futura candidatura di Rahul Gandhi, figlio di Sonia, alla guida del Paese. Pesante sconfitta soprattutto nell’Uttar Pradesh, popolosissimo Stato e tradizionale roccaforte della dinastia Gandhi.

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A Milano e oltre: passaggio in India

sadhuSe questi giorni a Milano avete voglia di fare qualcosa di insolito andate al Circolo della Stampa, in corso Venezia 16, nel pieno centro di Milano.

Oltre tutto è un bellissimo palazzo, scintillante di luci, caldo e accogliente, con un bel bar per ristorarsi dalle fatiche dell’intelletto.
Ecco qualche idea:

Venerdì 11 dicembre ore 14.30
Incontro-dibattito organizzato dall’Istituto di Ricerca e Dialogo Interculturale per l’uscita del libro “L’Anello della Repubblica” di Stefania Limiti. Una scoperta per caso. Un servizio segreto di cui nessuno ha mai saputo nulla, la cui esistenza è emersa di recente dagli archivi del Viminale.

Martedì 15 dicembre ore 18.30
Presentazione del libro “Wall street: la stangata” di Gianfilippo Cuneo e Fabio Tamburini. Baldini Castoldi Dalai Editore.
Relatori: gli autori, Guido Rossi, Francesco Micheli, Corrado Passera.

Se poi siete stanchi di partecipare a tante cose intelligenti, ad aprile andate in India e tuffatevi nelle sacre acque del Gange. Un viaggio d’eccezione nei siti più belli dell’India settentrionale accompagnati da un operatore culturale speciale, Marco Restelli, giornalista e studioso di sikhismo.

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Quando Obama insegna induismo: Buon Diwali a tutti!

Breve e carina la lezioncina di Barack Obama a tutti gli indiani buddhisti, induisti, jainisti e sikh che vivono in USA e nel resto del mondo per la ricorrenza di oggi di Diwali, la tradizionale festa della luci.

Oltre tutto, gli indiani in USA sono una minoranza molto significativa perché sono ricchi, molto ben organizzati e abbastanza presenti nei posti dove si fa cultura.

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Venti fascisti in Eurasia: Russia e Iran

Iran bombMentre qui a Milano le ronde fasciste con l’aquila sul berretto hanno rimpiazzato i Guardian Angels in rosso che più di una volta mi hanno scortato sulla metro, la riflessione oggi non può essere che su due grandi, potenti nazioni del continente euroasiatico, che stanno radicalizzandosi in una visione fascista e antioccidentale (e, innanzi tutto, anti-americana): la Russia e l’Iran.

In Russia queste idee, propugnate da Aleksandr Dugin, stanno prendendo sempre più piede nel governo, nei media, nelle università e fra la gente comune. Importanti rappresentanti della società russa sono affiliati al suo Movimento Internazionale Eurasiatico, che proclama la “missione russa in Europa e nel mondo del 21esimo secolo“. Idee dichiaratemente imperialiste: in pratica, il movimento vuole che la Russia diventi una seconda Roma.

Sull’argomento vi consiglio due lavori principali: l’eccellente studio di Aleksandr Dugin: A Russian Version of the European Radical Right? di Marlene Laruelle e i lavori di Andreas Umland, specie la tesi di dottorato (tutto nella sua pagina).

A proposito dell’Iran, le elezioni appene avvenute — che hanno visto un’affluenza alle urne impensabile in Occidente — la riconferma del presidente Mahmoud Ahmadinejad alla guida del paese e la conseguente ondata di repressione verso i maggiori esponenti politici e i media, compreso il Web, e il problema del nucleare, vi consiglio due eccellenti articoli: il post di Marco Restelli, giornalista a tutto tondo, specializzato sull’Asia con particolare riguardo alla storia dei Sikh e Bollywood; e l’editoriale su Avvenire di Riccardo Redaelli, professore di politica, storia del Medio Oriente e geopolitica all’Università Cattolica di Milano, specializzato sull’Iran e socio fondatore, come me, di Asia Maior.

E se proprio volete capire tutto, ma proprio tutto sull’Iran contemporaneo, comprate il suo libro, appena uscito per i tipi della Carocci editore. Riccardo non scrive basandosi solo sui documenti su carta e su Internet: lui va a viene da questo meraviglioso e difficile paese. Non sta in un hotel 5 stelle per 7 giorni e poi scrive il suo bel libro, ma ci lavora. Ha una conoscenza profonda, continua e di prima mano dell’Iran. E sa parlare, spiegare, rendere semplice — senza banalizzare — idee, storie e concetti così affascinanti, così complessi e così apparentemente lontani da noi.

Bombe sul treno Delhi-Attari: ma la pace fra India e Pakistan non si ferma!

Dopo le bombe di Mumbay del luglio scorso per frenare il processo di normalizzazione fra India e Pakistan, ancora bombe stanotte sulla linea ferroviaria Delh-Attari. Al solito, decine di morti innocenti.

Attari è una cittadina vicino ad Amritsar col suo famoso tempio d’oro, l’Harimandir Sahib, già teatro di lotte feroci fra Induisti e Sikh.

Come per l’attacco del luglio 2006, anche per questo sono sospettati i terroristi che vogliono impedire il processo di distensione fra l’India e il Pakistan, divisi sin dalla partizione del 1947, che ha visto la nascita della Repubblica Islamica del Pakistan.

Questo attentato, infatti, precede di un solo giorno la visita di tre giorni del Ministro degli Affari Esteri pakistano Khurshid Mehmood Kasuri in India. Lo scopo? Discutere col Ministro degli Affari Esteri indiano Pranab Mukherjee

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L'India e gli Adivasi dell'Espresso

O, meglio, di Alessandro Gilioli. L’India nascosta: foto magnifiche, racconto su di un gruppo di Adivasi dell’India centrale fatto da uno che le cose le ha viste e le sa raccontare. E che mi ha ringraziato dei suggerimenti indiani. Grazie, sei carino Gilioli!:)

Insomma, comprate l’Espresso di questa settimana. Perché l’India è un paese immenso abitato non solo dagli induisti, i musulmani, i parsi, i sikh e così via, ma anche dagli Adivasi. Sono gli indigeni che abitavano l’India prima che le varie tribù Arya scendessero a ondate successive dal 1900 a.C. circa, quelli che ora gli indiani induisti chiamano, con un certo distacco, tribals. Hanno una cultura propria e una religione colorata d’animismo e di tradizioni locali, miti, riti, musiche e danze che il resto dell’India neanche conosce.

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Immigrazione: Kaur, una donna indiana, sceglie la libertà

Per non tornare in India Kaur P., giovane vedova Sikh di 31 anni che abitava a Soliera, fra Carpi e Modena, e che era stata costretta a risposarsi in Panjab col cognato settantenne di suo marito, si toglie la vita.

L’ arranged marriage è la prassi in India e fra gli indiani che vivono all’estero ed è vigente nel resto dell’Asia. Il matrimonio è un affare di famiglia e di clan, non di individui, e quasi sempre implica il versamento di una cospicua dote che, data in teoria alla sposa, fa sì che lei non abbia il diritto all’eredità. Questa, per lo meno, è la scusa per la mancanza di diritti sulla proprietà immobile o a diritti vincolati e sotto certe condizioni. D’altronde, a proposito di matrimonio i miei amici indiani dicono sempre: voi in Occidente sposate chi amate, noi in Oriente amiamo chi sposiamo. E mostrano, dati alla mano, che il numero delle separazioni fra matrimoni liberi è più alto che fra matrimoni combinati.

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Bombe, Turchia, università e costumi dall'Islam

Non voglio assolutamente commentare il fondamentalismo, o la jihad — che non è fondamentalista, ma un fondamento religioso — perché ho già detto qualcosa al proposito. Né le bombe in Turchia di qualche ora fa.

Solo una piccola riflessione. L’altro ieri qui in Galleria a Milano — avete in mente la borghese splendente riluccicante galleria a fianco del Duomo? — passeggiava tranquillamente una famiglia musulmana. Due donne, due bambini, qualche uomo. Le donne avevano il chador e il burqa, uno dei due era integrale e di lei non si vedeva neanche il viso. Indossava anche i guanti e il camicione era nero lungo largo e totalmente castrante della sua femminilità. Camminava in modo goffo e solo dal polso, fra il mezzo centimetro di pelle nuda e il guanto nero, spuntava un braccialetto d’oro! Si capiva che era una donna giovane, si è fermata a prendere in braccio una bambinella in carrozzina. Mi sono chiesta a che età la puniranno col cosone nero.

Ma magari le piace, o lo accetta senza problemi, chi sa. Io sto ragionando con la mia testa, ovvio. Liberissima di vestire e girare come vuole, ca va sans dire.

Ma se c’è una ragazza fra i miei studenti all’università che veste così, io che faccio? E’ politically incorrect dire che mi darebbe assai fastidio parlare a una mascherina nera? Chiedo sempre all’inizio del corso di non indossare, per favore, cappelli, occhiali neri, e ciancicare gomme americane.

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