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Immigrazione, fare un bel respiro

immigrati a LampedusaI 27 Paesi dell’Unione Europea sono ‘pronti a dimostrare la loro concreta solidarietà’ agli stati piu’ investiti dai movimenti migratori e a fornire il necessario sostegno in base all’evoluzione della situazione’. Lo afferma la bozza delle conclusioni del Consiglio Europeo. La Commissione Ue, si legge, preparera’ un piano per la gestione dei flussi degli immigrati e dei rifugiati prima del Consiglio Europeo di giugno. Inoltre si lavorera’ per rafforzare la capacita’ operativa di Frontex. (ANSA).

Entro il 30 giugno si decide come migliorare la situazione degli immigrati dai paesi africani. Al piano dell’Europa seguiranno leggi, decreti attuativi e il cielo sa cosa. Ma

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La colonizzazione di Brunetta: Sud, un sogno possibile

GaribaldiDa domani è in libreria il libro del ministro Renato Brunetta intotolato Sud, un sogno possibile.

Aspetto che la Biblioteca Sormani lo abbia per leggerlo, lo ammetto.

So che asserisce che il prodotto interno lordo pro capi­te del Sud è ancora del 40% inferiore a quello del resto d’Italia (da verificare, ma ci credo), gli studenti meno preparati (e chi l’ha detto? in base a quale parametro?), le infrastrutture scar­se e malandate (vero), il lavoro manca (vero) e la criminalità la fa da padrone (quella organizzata transnazionale forse, ma la criminalità finanziaria dove sta, a nord o a sud?).

Io però voglio sostenere in tutti i modi il libro e appoggiare fortemente l’idea brillante di Brunetta, che dice che serve una nuova spedizione dei Mille, un’invasione da parte di funzionari e di­rigenti pubblici esperti e capaci del nord verso il sud. Questa sì che è una vera e propria rivoluzione culturale.

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Iniustitia mafiae diplomis professororum

PROFESSORESgominata in Sicilia e Calabria l’organizzazione criminale che aveva creato un giro d’affari sul business dei «diplomi facili». Sette arresti e 12 istituti scolastici siciliani e calabresi sequestrati [...].

Oltre duecento, tra ispettori, dirigenti, organizzatori, docenti, personale amministrativo, collaboratori, le persone denunciate [...]. Pagavano dai 3 mila ai 5 mila euro per l’ottenimento di un diploma di scuola secondaria. A seconda del prezzo pagato veniva concesso anche di costruire false carriere scolastiche ad hoc.. (La Stampa)

In Sicilia si dice che ci siano delle lauree facilissime, come quella di una ridente università di una ridente cittadina costiera dove finiscono gli studi, con gran profitto, dei brillanti medici che per troppa scienza sono respinti agli esami sia a Roma, sia in un paio di altre accademie dello stivale. Ora La Stampa denuncia questo scandaletto dei diplomi ma non nota una cosa evidentissima.

Non è che voglio fare i conti alla mafia o altre organizzazioni criminali, per carità – che, peraltro, mi sembra che non paghino tutte le tasse – ma se una famiglia per un diploma taroccato da 3000 Eu e con quei soldi bisogna pagare tutta una serie di persone, quelle dell’organizzazione, gli istituti, i dirigenti, gli ispettori e così via, mi dite quanto rimane per i docenti? Alla fine della fiera, se prendono 300 Eu è grasso che cola!

In sunto: vi pare giusto che un povero professore sia sfruttato così dalla criminalità organizzata?

(NB: ho usato il latino dato l’argomento alto)

Ricettario fascista: i fagiolini senza fagiolini

Donna di BoccasileSapete che a breve dovrebbe uscire la mia ultima fatica (è proprio il caso di dirlo, dopo quasi nove anni di lavoro!), un libro che parlerà anche della politica culturale fascista e i sogni del Duce in Asia, vero?

Per questo da un po’ di tempo raccolgo libri del Ventennio rari o preziosi. Uno di questi si intitola Ricettario fascista: “Chi mangia troppo deruba la patria”, di Sandro Bellei (Ferlandia Predappio, s.d.). Contiene ricette molto semplici e assolutamente da provare, specie in tempi di crisi.

Questa è una ricetta del tempo di guerra, quando c’era la tessera annonaria ed era difficilissimo procurarsi anche i beni più elementari come il pane, che veniva venduto al mercato nero. Si intitola I fagiolini senza fagiolini.

Quando si preparano gli spinaci si taglia la parte lunga del gambo, si lessa, si strizza bene e si condisce in olio. Sembrano proprio dei fagiolini.

Carina, vero? Spero che questa ricetta stramba, facilissima, faccia piacere a Mitì, che elargisce ricette prelibate, ai Corona’s, che sono un po’ smandrappati ma propongono qualche piatto serio, e a Ninocucinasanteramo, un signore non più in erba che si diletta con cibi italiani (spesso siciliani) e spagnoli rivisitati.

(nella foto, una pubblicità dell’olio Badino di Gino Boccasile, il pubblicista del Regime)

Ombre cinesi, il kit sicurezza in regalo da Maroni

SupermanIl ministro dell’Interno Maroni ha già firmato il decreto che concede superpoteri ai sindaci, che diventano come degli sceriffi in città.

A me sembra che con questa storia della sicurezza e dell’insicurezza stiano passando cose molto gravi per il futuro di un paese, e in specie per l’innovazione, come i tagli al budget per la ricerca previsti dalla nuova finanziaria (di cui hanno parlato pochissimo tutti i giornali ma che le università conoscono bene). Come se tutto questo parlare e fare decreti per la sicurezza fosse un’ombra cinese che ti fa sembrare una cosa per nascondertene un’altra.

Proiettano le nostre paure sul muro per nascondere i giochi di mano, come verranno usati i soldi pubblici. Sarà un omaggio alla location delle Olimpiadi, non so.

Oltre tutto mi chiedo cosa farà di questo superpotere un giullare come Sgarbi, per esempio, che da giugno è sindaco di Salemi (in Sicilia), che non ha mai perso l’occasione per usare la politica come un suo palcoscenico privato, come fosse un professionista del cabaret.

Anzi, quasi quasi glielo chiedo nel suo spazio ufficiale su Myspace.

E a proposito di ombre cinesi, quel burlone di Calderoli, per sostenere la sua tesi sul federalismo, in una lettera ha attribuito un Nobel per l’Economia a un certo Wuhan. Però non esiste nessun premio Nobel con questo nome! Ombra cinese o crassa ignoranza?

E questa volta Berlusconi sbaglia

BerlusconiCome molti di voi, stamattina ho ascoltato le parole del cavaliere: sono tutte calunnie contro di me, non ho bisogno di nessuna legge speciale nei processi perché mi difendo da solo, non si parla delle cose positive che ha già fatto questo governo (come togliere l’ICI sulla prima casa), su di me dal 1994 fango mediatico ma ho ancora il pieno consenso degli italiani. La colpa è dei giornalisti e di certa magistratura.

E fin qui niente di nuovo. Però ieri mattina sono andata all’ospedale San Raffaele per la solita visita di controllo. Andata in taxi, tornata con i mezzi (per l’esattezza tre: il raccordo dall’ospedale alla metro, la metro e l’autobus). Di gente ne ho sentita parlare tanta.

Specie con i tassisti ho un rapporto particolare perché individuo il tizio giusto al volo, butto lì una domandina e lui, stanco di portare gente “tanto musona”, come mi ha detto quello di ieri, parla a ruota libera specie di politica, perché ho notato che a Milano i tassisti seguono tanto la politica. La politica e l’aumento del numero dei taxi, invece del miglioramento del traffico, sono i due argomenti preferiti.

A sentire Andrea, il tassista di ieri, barese trapiantato qui da 36 anni, Berlusconi è un mascalzone, il suo governo è ladro, alcune sue ministre sono state nominate perché ci sono andate a letto e, naturalmente, il cavaliere prende il Viagra. Ovviamente era contro i rom, i romeni e in misura minore gli extracomunitari africani. Al ritorno stessi discorsi, identici, da due anziani e da un gruppetto di tre ragazzi (due donne e un uomo) di poco più di vent’anni.

Dalla stampa Berlusconi non è trattato benissimo, da parte della magistratura neanche, dalla radio e dalla televisione neppure (eccetto le sue, ma se non è andato a Matrix nella puntata sulle intercettazioni una ragione c’è), la gente è imbufalita con lui per gli aumenti dei generi di prima necessità. Allora mi chiedo: ma chi ha votato Berlusconi?

La sera in pizzeria idem. Vicino al mio tavolo un tizio di 40 anni circa parlava tutto inferocito con un’amica perché dove abitava lui, alla periferia di Milano, stavano facendo dei lavori all’aperto senza precauzioni di sorta e alzavano centimetri di polvere pericolosa ogni giorno. Commento rancoroso:

Se lo fanno a Napoli che sono tutti barboni e vicono nel pattume va bene, ma qui a Milano! Colpa della Moratti e di Berlusconi. Sono tutti una massa di delinquenti.

Ecco, questo mi chiedo: Berlusconi da chi ha preso i voti? In Sicilia c’è stato il commercio dei voti in suo favore, e va bene, ma nel resto d’Italia? Ancora non ho sentito qualcuno che dicesse: mi piace, l’ho votato. Eppure ha vinto le elezioni. Se davvero alla gente non piace, perché è stato democraticamente eletto?

Ultimo bollettino di lavoro

lavoroVeramente è un bollettino di guerra.

E’ proprio qui, nel civilissimo nord, nella civilissima Milano. Come dicevo ieri, non c’è bisogno di andare in Sicilia.

Ce l'avete sulla coscienza

E’ questo che i nostri politici, i nostri ministri, i nostri imprenditori hanno sulla coscienza, quando ce l’hanno una coscienza. Questi morti di Mineo, vicino Catania.

Dice è il sud: non è vero. Dal mio terrazzo qui in centro a Milano ho visto per mesi e mesi gli operai che hanno scoperchiato e rifatto il tetto difronte. Molti ragazzi, qualcuno giovanissimo, siciliani, calabresi ed extracomunitari, li sentivo chiamarsi da una parte all’altra del tetto e qualche volta scherzare. Si pendolavano dalle impalcature senza una cintura, senza un casco, niente, anche prima che fossero messe le reti tutto intorno. Facevano il cemento sotto, impastavano, senza mascherine, senza niente. Qui, nel pieno centro di Milano.

A mezzogiorno e mezzo andavano a prendere il caffè al bar davanti a casa. Ho conosciuto Vincenzo che lavorava a giornata, in nero. Bel ragazzo di 19 anni. Quando gli ho chiesto perché lavorasse in modo così pericoloso mi ha detto “O così o niente, e se fai storie ti mandano via. Almeno è un lavoro onesto“.

Ma chi gli dà lavoro è onesto? Eccetto i capomastri e i più anziani, lavoravano tutti senza una protezione e a cottimo. In centro a Milano. E’ possibile che nessuno abbia visto e nessuno abbia saputo nel civilissimo e incorruttibile nord?

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I dolci panetti del sud

cassataQuesto post è solo per Neri perché gliel’ho promesso. E visto che questo è un blog personale, anzi, molto personale, dove si parla delle cose che interessano a me, ora svelo un segreto di haute cuisine: dove trovare a Milano i panetti di pasta di mandorle e come fare i dolci (se non finite prima i panetti a morsi come faccio io).

A me i panetti ricordano la casa di campagna della mia nonna, nel Frusinate, con una distesa di mandorli e di ulivi. Io e i miei cugini (tutti maschi) mangiavamo le mandorle e poi facevamo a gara a tirarci i gusci vuoti. Andare in Sicilia, in Puglia o in Calabria per comprare i panetti è un po’ lontano e comprarli su Internet macchinoso.

Allora, a Milano i panetti si comprano da Viel, quello dei frullati (generalmente molto buoni, anche se in chiusura ci è capitato di averne uno fatto con gli avanzi di frutta attaccati al frullatore!). Viel di Corso Buenos Aires 15 ce l’ha di sicuro, gli altri di Corso Garibaldi e Viale Abruzzi non so.

Un altro posto dove comprare i panetti è un grande negozio di alimentari in Corso XXII Marzo, poco dopo gli inizi partendo da Piazza 5 Giornate, a sinistra, che vende specialità di tutto il mondo (ottime e a prezzi irragionevoli).

Ai cuochi fra voi, se volete fare l’orzata o i pasticcini in modo veloce fate così:

Fate a pezzetti e poi sciogliete 2/3 di panetto (la misura è standard, mi pare 250 g) in un po’ di acqua tiepida, quando è tutto un amalgama denso e senza grumi aggiungete quasi un litro d’acqua, mettete il tutto in una bottiglia e scuotete bene. Raffreddate.

Quando il panetto è fresco è bello morbido e mischiato con zucchero, poca farina, due albumi montati a neve e scorza di limone grattugiata ci si fanno dei dolcetti che si mettono in forno non molto caldo per max 15 minuti. Non di più ché il pasticcino deve restare colorito fuori e morbido dentro.

Neri, sai che ti dico? La miglior pasta di mandorle la puoi fare a casa. Compri 250 gr di mandorle spelate al supermercato (tipo Esselunga, ce l’ha vere e non sono il dentro del nocciolo delle pesche o delle albicocche:)), le frulli forte insieme a 3-5 mandorle amare, aggiungi 1 etto di zucchero e per l’orzata è perfetto. Però concordo con te che i panetti sono migliori.
Ah se vai in Sicilia prova quelli al pistacchio, sono quasi ugualmente buoni.

Questa è la storia della frutta di Martorana o di marzapane, fatta con i panetti di pasta di mandorle, ma è senz’altro meglio comprarla. La cassata siciliana invece è di Pan di Spagna, pasta di mandorle, ricotta, frutta candita, glassa. Se la vuoi ordinare fresca su Internet lo puoi fare qui, è ottima (c’è un sacco di altra roba eh). Io ho comprato molte volte in negozio la loro pasta di mandorle ed è pure ottima.

Però, visto che siamo a Milano, diciamocelo, la torta di Bindi lunga fatta di Pan di Spagna e pasta di mandorle quando è fresca non è male..