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Lo stile e le unghie Zen di Steve Jobs

Un secondo libro su Steve Jobs scritto dal biografo ufficiale Walter Isaacson, già lanciato nella sfera luminosa del best seller, che ribadisce quello che già si sapeva: quanto il suo design sia stato influenzato dal minimalismo Zen.

In realtà dicono che Jobs sia stato influenzato anche dall’architettura modernista Eichler (1900-1974), il costruttore californiano delle famose villette a schiera molto “basiche”, economiche, funzionali e semplici ma molto ben disegnate.

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India, Mayawati Kumari invia un jet a Mumbai per i suoi sandali

Ho già parlato di Mayawati Kumari, il bizzarro primo ministro dello stato dell’Uttar Pradesh, di quando ha proibito la proiezione del film Aarakshan e di quando si è fatta costruire un memoriale costituito da 60 giganteschi elefanti in arenaria. Nella foto la vedete con la famosa ghirlanda fatta di banconote da 1000 Rupie.

Ora si scopre, grazie al mai troppo osannato Wikileaks, che la celibe signora ex maestra ora a capo del Bahujan Samaj Party, il terzo partito dell’India, ne ha combinata un’altra delle sue.

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Amazon finalmente in Italia

Ha aperto oggi Amazon.it, una bella sorpresa per lo shopping natalizio. A colpo d’occhio manca il Kindle (che può essere comunque acquistato sul sito internazionale) e l’assortimento di prodotti è ancora limitato, ma c’è in

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Credenze

Gheddafi comicoLa madre crede che il figlio, Davide Franceschini di 22 anni, condannato per violenza sessuale su una ragazza durante la festa di Capodanno alla Fiera di Roma e reo confesso, sia innocente.

D’altronde, anche noi crediamo che Gheddafi, l’ultimo giorno della sua visita in Italia, non si sia presentato alla Camera perché si è sentito male (qui un bel primo piano di Gheddafi al ristorante, qualche ora dopo il malore e lo shopping). Il tema dell’incontro di quel giorno, i diritti umani in Libia, non c’entra niente.

A Roma fra stanze di lusso, ristoranti gourmet e vacanze

ShoppingHo già detto che questo vertice FAO sull’impoverimento delle scorte alimentari e il loro aumento di prezzo vede riuniti alcuni dei più grandi razzisti e poco di buono della storia come Mugabe, il dittatore, cioè scusate il presidente, dello Zimbabwe.

Ma la cosa grave è che ieri sera, parlando con il responsabile stampa di un’agenzia ONU, ci siamo resi conto di una vera assurdità.

Si sono riuniti 5000 delegati per 183 paesi. Molti giornali hanno scritto scandalizzati su quello che mangiano o dove dormono: troppo lusso per un vertice sulla fame.

Io la penso diversamente. Non mi turba quanto mangiano o le camere d’albergo o le suite, perché con le convenzioni FAO costano meno della metà — e oltre tutto penso che uno come Sarkozy non possa dormire nell’alberghetto due stelle vicino alla stazione.

Non mi sembra un assurdo che cenino con “rombo con zucchine e patate, filetto al pepe verde, per finire con bagnolina al cioccolato e un trionfo di frutta esotica, il tutto accompagnato da ottimi vini“, come scrive Dagospia, perché anche un agente di commercio o un professore universitario mangia così quando gira, tanto viene rimborsato, e non vedo perché un capo di stato o un addetto agli Esteri, che vive fra aerei e alberghi, debba mangiare alla trattoria Da Tina 20 Eu tutto compreso.

La cosa che dà fastidio è che ogni paese ha portato una media di oltre 27 delegati. Ora, facendo due calcoli io e il responsabile abbiamo concordato che quelli necessari, fra il capo gli assistenti i segretari gli addetti e le guardie personali, mettiamoci anche 1-2 non meglio specificati con funzioni di intelligence, saranno 10. E fanno 1830. Aggiungiamo qualche moglie, diciamo 100, e fanno 1930.

E gli altri 3070 delegati che avanzano che sono venuti a fare a Roma? Abbiamo dato una risposta all’unisono: a fare vacanza e shopping!