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Dall'India la nuova religione, la rupia

simbolo della rupiaLeggevo qua e là della rupia, la moneta ufficiale indiana, che come tutti sanno ora ha il suo simbolo, disegnato dal radioso D. Udaya Kumar.

Un simbolo dal segno grafico così bello che l’ha apprezzato su Twitter anche la star di Bollywood Amitabh Bachchan, tanto che lo ha definito “figo” (veramente ha detto cool, ma non so come tradurlo meglio) e l’ha adottato come logo per la nuova stagione del suo famoso show televisivo Kaun Banega Crorepati (KBC).

Il nuovo simbolo della rupia è in realtà un’idea semplice: è la lettera Ra della devanagari, l’alfabeto sanscrito, tagliata da una barra trasversale. Ovviamente in occidente tutti si sono affrettati a commentare che la barra è stata aggiunta perchè la lettera sembrasse simile alla R dell’alfabeto romano, quello che usiamo per l’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo, l’italiano e così via.

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Emilio Fede illustra Saviano ad Arianna Ciccone

Emilio Fede e Silvio BerlusconiEsilarante dialogo fra la giornalista Arianna Ciccone dell’ijf ed Emilio Fede a Radio Radio su Saviano. Di come si vede che Fede soffre di leccapiedismo acuto verso il suo padrone – perché lo reputo più intelligente delle risposte che ha dato, e lo spero un filino più educato.

Qui trascrivo un piccolo florilegio, il resto lo potete leggere chez Vittorio. Ah, scusate le parolacce, io le ho solo trascritte!

Saviano? Quello del Burkina Faso?

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Ovvio che ho vinto l'Oscar, mi ha aiutato Shiva

Sukhwinder SinghDel film Slumdog Millionaire, diretto da Danny Boyle, ho già parlato il 26 dicembre scorso. Che abbia vinto l’Oscar mi fa molto piacere, se lo merita. Uno esce dal cinema e si sente meglio. La morale è: ci sono problemi nella vita, anche grossi, ma pur nelle difficoltà c’è sempre la speranza. E i sogni positivi non si abbandonano mai, si inseguono e si lavora per realizzarli.

E’ un film per l’era di Obama, della serie rimbocchiamoci le maniche per costruire le cose buone. Come dicono in USA, money well spent. E in India la vittoria ha fatto gonfiare il petto di orgoglio ai nazionalisti induisti, con commenti nelle mailing list e nelle newsgroup, anche se i protagonisti sono musulmani. Giustamente, dicono che la vittoria è un vittoria per tutta l’India.

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Thinking blogger secondo Induismo e Buddhismo

Sono stata nominata e così neanche io mi sottraggo al meme. Però a modo mio, nominando i cinque blog che mi hanno fatto pensare in base ai quattro principi cardine dell’Induismo, i Purushartha, validi in parte anche nel Buddhismo: Dharma, il principio senza principio che è il fine e il mezzo, cioè quello che sostiene il mondo, le cose giuste fatte nel modo giusto; Kama, che è la piacevolezza del mondo – fra cui anche il sesso, che poi Wikipedia in italiano parla solo di quello, chissà perché, ma in questo caso è l’arte. Artha è la dimensione pratica del mondo ed è anche fare i soldi in modo lecito nel periodo della vita che ti compete; Moksa o Mukti, la liberazione finale dai legami del Karman: il fine supremo, quando non rinasci più.

Dharma è Luca De Biase, specie quando parla di economia sostenibile, quella che io chiamo “produzione felice”, quella in cui vinco io e vincono anche gli altri; e di giornalismo d’innovazione. Fare le cose giuste nel modo giusto fa un blog di pensiero felice, positivo, costruttivo: il suo blog riporta le cose nell’ottica giusta, dharmica.

Sempre Dharma è Generazione blog: dice cose giuste, ovvie, evidenti, che talvolta io ho solo intravisto. Basta scrollare la pagina.

Artha è Vittorio Pasteris, che mi piace soprattutto quando non parla di tecnologia. In effetti, parla anche di tante altre cose. E’ un blog concreto, fattivo, mi sa di montagna e di affidabilità, di cose pratiche, di Artha appunto.

Kama è senz’altro Artedelrestauro.it. Posso definirlo solo così: bello e pensante. Mi ha fatto riscoprire la piacevolezza dell’arte; e certe discussioni sul restauro che avevo intavolato, anni fa, con il mio grande docente di storia dell’arte dell’Asia, Mario Bussagli (qui il link a qualche suo libro). E’ un blog bello e felice, dà gradevolezza alla vita, ma con cervello.

Moksha o Mukti, la liberazione finale, il paradiso o l’estinzione dal ciclo delle rinascite o Karman, è lei, Placida Signora: leggerla per me è un gioco e questo è il supremo fine della vita. Shiva ha creato il mondo per gioco, il mondo è il suo supremo gioco. E giocare fa bene allo spirito!