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I milanesi in metro da soli

metro milaneseDa Repubblica: Il deputato Salvini alla presentazione delle liste del Carroccio per le provinciali: “Prima i posti erano riservati agli anziani. Ora anche ai meneghini”. Milano, la proposta della Lega “Carrozze metro solo per milanesi”

Ho pensato subito: che bello, isolano i milanesi!

Internet è un diritto fondamentale

InternetL’accesso a Internet è un diritto fondamentale [...] come la libertà di espressione e la libertà di accesso all’informazione (Commissario Viviane Redding al Parlamento Europeo).

Prima vittoria al Parlamento europeo. Il pacchetto Telecom, cioè Telecoms Pakage, un insieme di cinque direttive europee che regoleranno le telecomunicazioni fisse e mobili, di Internet e delle reti future, ha reintrodotto l’emendamento 138/46 che stabilisce la libertà di accesso. Questa è la prima vittoria per gli utenti/consumatori e per tutti i cittadini, ottenuta grazie alla mobilitazione generale.

Il Parlamento europeo ha però adottato un compromesso sulle questioni dell’eguaglianza dei network: non ci sarà una forte protezione contro la “net discrimination”, cioè Internet libero da ogni discriminazione riguardo al contenuto, all’applicazione e ai servizi a cui gli utenti possono accedere o possono distribuire.

La questione è di estrema importanza per tutto il mondo, visto che anche nei paesi in via di sviluppo Internet è un mezzo di comunicazione e di informazione molto usato, magari collettivamente, perché più completo e più economico di tutti gli altri e quasi altrettanto veloce di un cellulare.

Noi siamo abruzzesi e non piangiamo

Mia nonna Enrica era abruzzese e oggi per me è una giornata di lutto. Insegnavo a Perugia quando c’è stato il terremoto che ha sconvolto Colfiorito e ricordo benissimo l’ululato terribile e sordo che veniva dalle viscere della terra e la mia casa che tremava, i lampadari che dondolavano, gli oggetti che cadevano, il letto che ondeggiava. Eppure la mia casa ha avuto solo qualche crepa.

Mi sento molto vicina a chi abita a L’Aquila e in tutte le altre zone colpite dal terremoto e a chi dice che si poteva evitare la tragedia, almeno in parte, a chi dice che sapeva e non ha fatto niente, che gli abruzzesi sono stati mandati a morire scientemente. Che l’Abruzzo è zona sismica ma se lo ricordano solo quando ci sono i morti.

Oggi è una giornata di dolore, quel dolore composto e terribile che ho visto poco fa in televisione, quello di un uomo che ha detto:

Mi è morta la mamma, la sua casa è stata distrutta, il mio laboratorio è stato distrutto. Ma noi siamo abruzzesi e non piangiamo.

Qualche volta tacere è l’unica cosa. Tacere e sperare che da questa tragedia immensa ed evitabile nasca una nuova consapevolezza civica, che vengano fatte delle leggi serie per costruire nuove abitazioni a prova di terremoto e che queste leggi, finalmente, vengano fatte rispettare. Senza se, se ma e, soprattutto, senza inciuci.

Intanto continuiamo a inviare un 2 Eu con il telefono o 1 il cellulare al n. 48580. E’ niente, è una goccia nell’oceano, ma senza questa l’oceano avrebbe una goccia in meno. E tante gocce fanno un oceano.

Abruzzo, la solidarietà corre sulla Rete

Mi sono svegliata con la bella notizia che questa notte è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. Anche Paolo e signora, oltre a Hermans, sono sani e salvi.

Intanto la Rete non sta ferma, ma ci sono diversi altri modi tradizionali per aiutare la popolazione abruzzese senza essere d’intralcio.

  • Per i privati, il più semplice è inviare 1 Eu con il telefono o il cellulare al n. 48580;
  • o possono inviare un fax al Servizio civile nazionale al n 06 68202296 specificando la propria disponibilità a mettere al servizio posti d’albergo, sangue, coperte.
  • Il Dipartimento della Protezione civile ha chiesto la sola collaborazione dei volontari in servizio civile presso queste organizzazioni di volontariato:

  • Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS);
  • Confederazione Nazionale delle Misericordie, che raccoglie anche fondi per le popolazioni d’Abruzzo (Monte dei Paschi di Siena Ag. 6
    Codice IBAN: IT 03 Y 0103002806000005000036)
  • ARCI Servizio Civile, nelle sue componenti PROCIV ARCI e Legambiente;
  • Croce Rossa Italiana (questa la pagina della CRI di Pescara);
  • L’Unione Nazionale per il Servizio Civile scrive che Enti e i privati interessati dovranno far pervenire al UNSC via email (ammissioneimpiego_at_serviziocivile.it ) o via fax al n 06 49224210 un’apposita richiesta concernente l’invio dei volontari nell’area del disastro, specificandone le generalità e il progetto nel quale sono impegnati, nonché acquisendo il loro consenso per iscritto.

    Fine della Rete aperta, Telecoms Package limita Internet

    InternetScambioetico propone una serie di iniziative per contrastare il Il pacchetto Telecom, cioè Telecoms Pakage, un insieme di cinque direttive europee che regoleranno le telecomunicazioni fisse e mobili, di Internet e delle reti future.

    E spiega anche perché, di fatto, se il 31 marzo gli emendamenti al pacchetto saranno approvati limiteranno di gran lunga la libertà dei consumatori di Internet:

    Gli emendamenti concernenti la discriminazione del traffico di rete consentono agli operatori di filtrare contenuti e applicazioni, e di dare accesso preferenziale a certi servizi bloccandone altri. Le limitazioni sull’accesso ai siti Web che potranno essere visitati e all’utilizzo delle applicazioni e dei servizi significheranno la fine di una Rete aperta come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. Le conseguenze saranno terribili sia per le libertà dei cittadini sia per l’innovazione basata su Internet. Ogni operatore commerciale, ogni gestore di un sito Web non avrà più la possibilità di raggiungere la totalità dei cittadini della Rete. Di converso, ogni navigatore del Web vedrà solo quella parte del Web che il fornitore di accesso gli consentirà di vedere. [...]

    La seconda lettura del Pacchetto Telecom vede prevalere un’intensa opera di lobbying, durante la quale gli interessi economici corporativi cercano di soffocare le libertà fondamentali dei cittadini al fine di acquisire il controllo sulla Rete. [...]

    La base della crescita di Internet, rappresentata dal suo modello aperto e non discriminante, è direttamente minacciata da società di telecomunicazioni *americane* che sono riuscite a far installare tutta una serie di emendamenti che creeranno uno stato permanente di scarsità di larghezza di banda e consentiranno di prioritizzare certi contenuti, servizi e applicazioni a scapito di altri. Tali pratiche scoraggeranno gli investimenti sull’infrastruttura della rete, impediranno competizione e innovazione e minacceranno seriamente la libertà di espressione.

    L’ultimo mondo con una relativa libertà alla portata di molti è proprio Internet. Se finisse dovremo cercare altri mondi dove emigrare, e sarà dura.

    Razzismo, ideologismo, femminismo e io mi sono stancata: io sono una donna!

    Enrica GarzilliDavvero non ne posso più di un po’ di cosette. Le sto leggendo da giorni, e da giorni cerco di evitarle per non guastarmi tutta la giornata, ma quando è troppo è troppo.

    Tutto è scoppiato con la storia di Rachida Dati, attuale ministro della Giustizia francese, di origine magrebina, che il 2 gennaio scorso ha dato alla luce una bella bimba, senza aver mai rivelato l’identità del padre, e dopo cinque giorni dal parto è tornata al lavoro.

    Apriti cielo! Tutti a commentare e poi a criticare chi ha commentato. Qualcuno ha dichiarato che è una donna eccezionale e “molto, molto sexy” (come se per un ministro il quoziente di sexità fosse rilevante), intitolando il suo pezzo “Femminismo cretinismo“:

    Oltre alle ovvie considerazioni sull’invidia, il razzismo politico (la Dati è di destra, le femministe di sinistra) e quant’altro, la cosa più impressionante di queste critiche è la volontà dittatoriale di certo pensiero di sinistra di volere con forza e spregio ricondurre tutti al livello più basso.

    Come se il femminismo fosse di sinistra! E’ un movimento trasversale, che va al di là della connotazione politica. Soprattutto, giustamente, i gruppi femministi americani dicono che non basta essere donna per essere femminista. Bisogna lavorare attivamente per la difesa di certi diritti e l’imposizione di una effettiva parità. Bisogna unirsi e lavorare con le altre sorelle. Invece, specie qui in Italia, le donne, e direi anche molte signore blogger, fanno troppo spesso comunella con i maschietti, solo perché il potere è spesso uomo, e sono felicissime di dare addosso a un’altra donna. Anche quando con le loro sfortune e cretinerie non c’entra niente.

    Qualcun’altra su Il Giornale ha inneggiato alla libertà, messa in pericolo dalla “la follia delle tante femministe” (sempre mosse, è ovvio, da invidia) che hanno criticato la signora Dati, e definisce il ministro “un grand’uomo”:

    Basterebbe la sua gloriosa traiettoria di vita a dimostrare che è una grande donna, o un grand’uomo, o tutt’e due, se preferite.

    Questo, detto poi da una donna, è veramente troppo! Quando leggo queste castronerie mi viene su un senso di repulsione: ma perché, è uguale dire “grande uomo” o “grande donna“? E’ uguale solo dire ministro! Anzi, il genere per fare il ministro è assolutamente irrilevante (eccetto che per diventare ministro). E mi viene ben più di un dubbio.

    Quando avevo 22-23 anni un grande studioso di scienze orientali (di estrema destra, per intenderci, o non avrei dovuto neanche parlare con lui?), Pio Filippani-Ronconi, mi disse, pensando di farmi un grande complimento:

    lei è un uomo di scienza.

    E io mi mi sono ribellata: sono una donna e la scienza non è incompatibile con l’essere una donna fino in fondo, anche nelle cose più superficiali e culturali, tacchi alti (come dice il signore di Femminismo cretinismo) e tutto. La scienza è una categoria a sé, che non guarda al sesso. Quindi, per favore, lasciatemi il mio.

    La questione di Rachida Dati non va banalizzata con il razzismo,

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    Come Folgore dal cielo: il PDL N. 1360 e gli eroi della Seconda guerra mondiale

    fregio della FolgoreNon mi unisco al coro dello sdegno ma, al contrario, sono davvero contenta della proposta di legge dell’Istituzione dell’Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra a coloro che hanno partecipato alla Seconda guerra mondiale. Dovrebbero modificare delle frasi, emendare il testo, ma il succo della cosa, l’onorificenza, mi sembra un atto dovuto.

    Il motivo è semplice. Mio padre, uno dei primi paracadutisti della Folgore, VII Battaglione, 21° Compagnia, è stato dal 25 luglio 1941 al 1943 in Africa orientale, ha vissuto per mesi in trincea ed è stato anche fatto prigioniero

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    E-gov 2012, la nuovissima cura di Brunetta vecchia di tre anni

    BrunettaCominciamo l’anno con una notizia davvero nuova, che porrà l’Italia in testa a tutti i paesi dell’Europa e dell’Asia. Il ministro della fannullonaggine Brunetta, infatti, ha trovato una cura per rilanciare l’economia italiana:

    [il] piano «e-gov 2012»: un vero e proprio salto di qualità nell’utilizzo delle tecnologie informatiche già in possesso delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali per migliorarne le prestazioni, ridurre i tempi di attesa di una pratica e garantire il massimo accesso possibile a cittadini e imprese.

    Vuole potenziare le tecnologie informatiche e l’implementazione del sistema pubblico di connettività, che oggi consente alle amministrazioni centrali di comunicare online, perlomeno dal lato dell’offerta pubblica di servizi. In soldoni: dare vita o sviluppare l’e-governance o e-government (che sembra che non siano la stessa cosa).

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    Riforma rivoluzionaria all'università, baroni sempre più baroni

    Enrica GarzilliNon ho ancora letto il progetto di riforma originale ma, vedendo il decreto legge Gelmini sull’università sul Corriere della Sera, noto che i baroni universitari saranno sempre più potenti e presenti.

    Infatti i concorsi, a qualsiasi livello (ricercatori, associati e ordinari), saranno decisi solo dagli ordinari, sia quelli interni alla facoltà che bandisce il concorso, sia a livello nazionale.

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    Magistrati a concorso all'italiana

    law and booksSto parlando del concorso per diventare magistrati o, meglio, uditori giudiziari, che si è concluso ieri nei padiglioni della Fiera di Milano. Ne scrivo grazie al racconto dettagliato di un partecipante, Hermans Joseph Iezzoni (che è stato così carino da portare dall’Abruzzo i fiadoni appena sfornati, qui la ricetta).

    Del concorso hanno parlato il Corriere e altri quotidiani ma non dicono la vera particolarità, la stranezza tutta italiana, di come si è svolta questa prova. Roba da non crederci.

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